Una volta per tutte.
Per quello che ne so io, la prima strofa del Canto degli Italiani (testo di Goffredi Mameli, musica di Michele Novaro, come si direbbe a Sanremo) fa così:
Fratelli d’Italia
L’Italia s’è desta
Dell’elmo di Scipio
S’è cinta la testa
Dov’è la vittoria?
Le porga la chioma
Ché schiava di Roma
Iddio la creò
Tralascio il fatto che quel Dov’è la vittoria?, dalle mie parti, fino a qualche anno fa, provocava sempre reazioni ilari, allorquando una qualsiasi signora Vittoria rispondeva: “Son qua, comandi.”
Vorrei solo evidenziare che ad essere schiava di Roma, mi pare palese, non è certo l’Italia (che senso avrebbe?!), bensì la vittoria. Mameli scrisse che la vittoria è schiava di Roma, intendendo così dire che l’Italia (Roma, per metonimia) è destinata a vincere.
Ora, lasciando perdere il fatto che si tratta di una buffonata retorica, qualcuno mi spiega perché in parlamento si discute da giorni sul fatto se sia legittimo o meno che un ministro della Repubblica alzi il dito medio per protesta contro una strofa che definisce l’Italia schiava di Roma, quando quella strofa semplicemente dice un’altra cosa?
Update: in contemporanea con il sottoscritto, ne parla anche qualcun altro.
Luglio 23, 2008 alle 10:17 am
Che storia. Io ormai di queste cose non me ne accorgo nemmeno più. Cioè: non avevo nemmeno capito che Bossi aveva fatto il dito perchè pensava che schiava fosse riferito all’Italia e non alla vittoria, tanto mi sembra chiaro il significato di quello che ha scritto Mameli.
Chissà Bossi potrebbe farsi spiegare l’inno da qualche insegnante terrone, visto che parafrasando Rino Gaetano “Michele Novaro incontra Mameli e insieme scrivono un pezzo non più in voga”