Peggio di quel Capodanno in cui il muratore gli tirò addosso un treppiede (estremista edile, avevano preconizzato gli Afterhours).
È successo ieri e già non se ne può più.
Per svariate ore la mia homepage di Facebook era piena di gente che festeggiava “vai Tartaglia, gli sta bene, come Gaetano Bresci, w le statuette, ecc.”, ora è piena di gente che dice “quanto siete scemi a festeggiare, così esce dall’angolo [il famoso angolo della cui esistenza tutti si accorgono appena Silvio ne esce, mai un secondo prima], fa il martire, scatena la repressione, ecc.”.
Andremo avanti così per settimane, nella giostra delle solidarietà e delle condanne e delle condanne delle mancate condanne, Fini ha già iniziato il giochino. E intanto Berlusconi, che ieri era il nemico pubblico da eliminare, oggi è la vittima di cui tutti parlano. Personalmente ritengo che si tratti di una puttanata. Che Berlusconi non sia stato minimamente danneggiato (e che quindi, al di là della risata che ci siamo fatti tutti guardando le foto, non ci sia granché da festeggiare) e che dall’altra parte non avrà vantaggi indebiti (scusate, ma davvero credete abbia bisogno di questo per scatenare la repressione? Perché, quella di venerdì in piazza a Roma cos’era?), se non quello che gli diamo noi, occupandoci della puttanata che lo vede protagonista piuttosto che dello sfascio generale che coinvolge la nostra società e di cui lui è uno dei principali responsabili.
Per carità, non dico che non si debba proprio parlarne. Ma magari facciamo che ci poniamo un limite? Facciamo stasera? E poi da domattina iniziamo a occuparci delle cose serie?
Domani i due tenutari, con un altro po’ di gente, staranno lontani dal pc, per cui potrebbe cadere il governo, ma non ci sarà nessun post. Insomma, abbiamo un certo appuntamento alle 15, a Milano, zona San Siro. Un appuntamento con la storia del rugby e dello sport: Italia – Nuova Zelanda. D’accordo, non è la prima volta che la Nuova Zelanda gioca in Italia, e anzi questa volta, la Nuova Zelanda ha una formazione parecchio rimaneggiata. Però sono sempre loro, quelli che vestono di nero perchè sono in lutto per te, perchè sanno già che ti massacreranno. Ma soprattutto ci sarà un piccolo particolare: ci saranno 80.00o persone. 80.000 persone sono tante per il calcio, figuriamoci per il rugby, e non solo in Italia. L’evento è attesissimo, i biglietti sono finiti da settimane, noi li abbiamo comprati così tanto tempo fa che nel frattempo avrebbe potuto scoppiare la guerra atomica.
La giornata di domani sarà divisa in due, una prima parte, di cui si conosce già la storia, e una seconda ad oggi incognita. E non è epica, questo, è quello che sarà. La prima parte sarà quella del prepartita, dove felici si va verso lo stadio bevendo birra. Poi quando lo stadio sarà pieno si inizerà con gli inni: prima quello neozelandese e confido che la nobiltà del rugby farà ascoltare in silenzio l’inno avversario a uno stadio abituato a standard calcistici. Sarà poi la volta di Fratelli d’Italia. Gli azzurri saranno abbracciati e lo canteranno come gladiatori. Poi dovranno dimettersi di fronte ai tutti neri a guardare la Haka. Quando nel 2007, ai mondiali, diedero la schiena alla danza maori, quelli si arrabbiarono. E tanto. Dovranno essere carichi per la haka. Il pubblico lo sa e canterà l’inno italiano con una forza mai sentita. Poi le due squadre si metteranno una di fronte all’altra e gli All Blacks sceglieranno una delle due haka, o quella storica, o quella nuova, più cattiva, con il gesto del taglio alla gola finale.
E da qui non si saprà più cosa succedera. Se il pubblico di San Siro non verrà travolto da questa danza, dovrà mettersi a urlare. E forte, tanto forte. Per spingere la mischia tuttanera anche le onde sonore possono dare una mano ai nostri.
PS Le mete del video son tutte sensazionli. Però ho visto della genialità in quella al minuto 3:35
Malingut, per impegni nella vita reale, procede un po’ a rilento, scusate. Ma ci sono tante cosa da dire ultimamente. Ad esempio su Rutelli.
Francesco Rutelli si dovrebbe ovviamente dimettere da deputato, e ovviamente non lo farà. Dovrebbe dimetteri per dignità, ma uno che passa dai radicali a far la guardia svizzera è evidente non solo che con la dignità non ha niente a che fare, ma che proprio cerca di tenersela lontano da sè. C’è però una cosa sulla quale non si scendera a patti. Rutelli è presidente del Copasir, il comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, che pre legge spetta all’opposizione. Ecco da lì Rutelli si deve dimettere. Un conto è essere lì per l’opposizione, un conto è esser lì per se stessi. Dimissioni, punto.
Non so dire, in tutta sincerità, cosa sia più distante politicamente da me, tra la TAV e Paolo Cirino Pomicino.
Trovo però il suo sintetico quanto impietoso bilancio di 15 anni di Seconda Repubblica il degno epitaffio di un’epoca dominata da sedicenti modernizzatori efficientisti guidati dalla ricerca del risultato:
E come ci dimostrano i dati della Banca d’Italia, dopo 15 anni il Paese è in uno stato di abbandono mai visto prima nel mentre quel debito che puntualmente ci viene messo sulle spalle è aumentato ad oggi di 12 punti ( dal 98% del ’91 al 115% di quest’anno) nonostante 15 anni di manovre finanziarie, 160 miliardi di ricavi per la vendita di aziende pubbliche e tre punti in più della pressione fiscale.
Oggi non si vota solo per il segretario del PD. In Alto Adige si vota per quattro referendum, fra i quali una grossa novità un referendum per la democrazia diretta.
Che l’informazione in Italia non stia tanto bene, è noto. Ad esempio, guardando i telegiornali, siamo abituati a sentire di che tipo di nazionalità sia lo stupratore, lo spacciatore, il ladro ecc. ecc. E’ indecente come cosa, perchè non me ne può fregare niente di che nazionalità sia un delinquente, ma tant’è. Ormai è diventata la normalità.
Però forse ora stiamo esagerando. Stiamo facendo il salto di qualità e quindi non solo un’esegesi del criminale, ma anche della vittima. Oggi sono riuscito a sentire in un telegiornale una cosa che se non fossi già sconvolto, mi avrebbe sconvolto. Vado a memoria, forse c’è qualche imprecisione, ma il senso è chiaro. Si parlava di uno stupratoretunisino (che tanto ormai è diventata una parola unica) che avrebbe praticato delle violenze su una ragazza. Ma prima di passare alla nuova notizia la giornalista ha dovuto precisare una cosa: “Il tunisino in passato era già stato ritenuto colpovele per aver praticato delle violenze su due donne italiane”. Italiane? E quindi?
Corriere.it riporta oggi la notizia riguardante i ministri delle Maldive, che per protestare contro i cambiamenti climatici, si sono riuniti sott’acqua. Il fatto è avvenuto 10 giorni fa. Il bello è che l’edizione cartacea del Corriere ha riportato la notiza l’8 ottobre. Da impallidire.
Avevo una mezza idea di andarmi a vedere Barbarossa, così, senza pretese. I film con battaglie e ricostruzioni storiche, per quanto grossolane, mi divertono. Basta essere preparati al peggio.
Poi però ho visto il trailer di Barbarossa e ho cambiato idea, mi sa che non ce la faccio ad andare a vederlo.
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Disclaimer
Siamo due. Uno si chiama Lussu, è altoatesino e piuttosto ambientalista. L'altro si chiama Masaccio, è veneto e discretamente comunista. In comune hanno Padova, Ratzinger e il ciclismo. Sul resto, ognuno per sé e dio per nessuno. Picchiare uno dei due per colpa dell'altro sarebbe forse divertente ma probabilmente ingiusto.
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Questo blog è stato sconfitto dalle elezioni.
Ma ancora non dalla storia. Forse.
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