E tutti sono onesti e tutti sono pari/ e tutti hanno le palle/ democratiche e popolari

Dicembre 14, 2009

Peggio di quel Capodanno in cui il muratore  gli tirò addosso un treppiede (estremista edile, avevano preconizzato gli Afterhours).
È successo ieri e già non se ne può più.
Per svariate ore la mia homepage di Facebook era piena di gente che festeggiava “vai Tartaglia, gli sta bene, come Gaetano Bresci, w le statuette, ecc.”, ora è piena di gente che dice “quanto siete scemi a festeggiare, così esce dall’angolo [il famoso angolo della cui esistenza tutti si accorgono appena Silvio ne esce, mai un secondo prima], fa il martire, scatena la repressione, ecc.”.
Andremo avanti così per settimane, nella giostra delle solidarietà e delle condanne e delle condanne delle mancate condanne, Fini ha già iniziato il giochino. E intanto Berlusconi, che ieri era il nemico pubblico da eliminare, oggi è la vittima di cui tutti parlano. Personalmente ritengo che si tratti di una puttanata. Che Berlusconi non sia stato minimamente danneggiato (e che quindi, al di là della risata che ci siamo fatti tutti guardando le foto, non ci sia granché da festeggiare) e che dall’altra parte non avrà vantaggi indebiti (scusate, ma davvero credete abbia bisogno di questo per scatenare la repressione? Perché, quella di venerdì in piazza a Roma cos’era?), se non quello che gli diamo noi, occupandoci della puttanata che lo vede protagonista piuttosto che dello sfascio generale che coinvolge la nostra società e di cui lui è uno dei principali responsabili.
Per carità, non dico che non si debba proprio parlarne. Ma magari facciamo che ci poniamo un limite? Facciamo stasera? E poi da domattina iniziamo a occuparci delle cose serie?


L’esegesi della vittima

Ottobre 19, 2009

Che l’informazione in Italia non stia tanto bene,  è noto.  Ad esempio, guardando i telegiornali, siamo abituati a sentire di che tipo di nazionalità sia lo stupratore, lo spacciatore, il ladro ecc. ecc. E’ indecente come cosa, perchè non me ne può fregare niente di che nazionalità sia un delinquente, ma tant’è. Ormai è diventata la normalità.

Però forse ora stiamo esagerando. Stiamo facendo il salto di qualità e quindi non solo un’esegesi del criminale, ma anche della vittima. Oggi sono riuscito a sentire in un telegiornale una cosa che se non fossi già sconvolto, mi avrebbe sconvolto. Vado a memoria, forse c’è qualche imprecisione, ma il senso è chiaro. Si parlava di uno stupratoretunisino (che tanto ormai è diventata una parola unica) che avrebbe praticato delle violenze su una ragazza. Ma prima di passare alla nuova notizia la giornalista ha dovuto precisare una cosa: “Il tunisino in passato era già stato ritenuto colpovele per aver praticato delle violenze su due donne italiane”. Italiane? E quindi?


Ops, mi ero dimenticato

Ottobre 17, 2009

Corriere.it riporta oggi la notizia riguardante i ministri delle Maldive, che per protestare contro i cambiamenti climatici, si sono riuniti sott’acqua. Il fatto è avvenuto 10 giorni fa. Il bello è che l’edizione cartacea  del Corriere ha riportato la notiza l’8 ottobre. Da impallidire.


La Cina è vicina

Ottobre 14, 2009


Eh già

Ottobre 7, 2009

mattino

Grazie a Cyborginthecity.


Pronto, telefono azzurro? Non ho capito l’articolo…

Ottobre 2, 2009

Christian Rocca, con questo post, dimostra che o non capisce le finzioni, oppure fa propaganda becera fingendo di non capire che la lettera della bambina di sei anni pubblicata ieri su Il Fatto era volutamente provocatoria, e tutti avevano capito che non era scritta da una bambina di 6 anni.

Rocca chiami pure il telefono azzurro, ma prima si faccia dare qualche ripetizione sulle tecniche di scrittura.


La solita stampa di sinistra

Settembre 29, 2009

show copy

Ormai nei giornali non esiste neanche più la sezione “Politica”. Si va direttamente allo “Show”.


Il popolo ha dato torto al comitato centrale, sciogliamo il popolo.

Settembre 25, 2009

Sull’Unità è uscito un allucinante articolo di Ivan Scalfarotto che rende meglio di tante analisi politologiche l’idea della degenerazione democratica a cui è giunto questo paese. L’ineffabile Scalpha parte dalla constatazione che, nei congressi di circolo che si stanno tenendo in giro per l’Italia, la maggior parte degli iscritti al Pd sta votando Bersani.

Di fronte a questo dato, vi chiederete, cosa dirà Scalfarotto? Ammetterà che la candidatura di Marino non è dirompente come si aspettava? Farà autocritica su quella scelta? Oppure commenterà che il dato di Marino è comunque soddisfacente, che nessuno si aspettava potesse vincere e che in ogni caso così facendo si è affermata la presenza di un’area laica all’interno del Pd? Insomma: ci si aspetta che un dirigente di partito prenda atto della volontà della propria base e rifletta quindi sul ruolo proprio e della propria area all’interno di quel partito.

Niente di tutto questo: Scalfarotto decide che se gli iscritti del Pd non hanno votato il candidato Marino non significa che Marino non è il candidato giusto, ma che il Pd non ha gli iscritti giusti. C’è qualcosa di sporco nella strategia di Bersani, questo suo insistere sul ruolo degli iscritti gli dà un vantaggio indebiti nel conquistarsi i consensi di quegli iscritti. Capito? Perché la gara sia equa, tutti i candidati dovrebbero dire ai militanti del partito: “Mi fate schifo, se mi votate non conterete un cazzo”, evidentemente.

Il risultato dei congressi di circolo, scrive Scalfarotto, “scava un fossato tra iscritti e «società civile»”. Chiaro? Tu casalinga, tu operaio, tu insegnante elementare, tu pensionata, che vi siete presentati al congresso del vostro circolo a votare Pd. Voi non siete “società civile”. Voi siete “iscritti”. Siete apparato. Non dovete votare chi preferite. Dovete votare Marino. Altrimenti vuol dire che scavate un fossato nei confronti della società civile (e a questo punto, se neanche un semplice iscritto di base è società civile, vorrei capire che cazzo è questa società civile).

Il capolavoro è il paragrafo finale:

Non si spiegherebbe sennò come un candidato innovativo come Ignazio Marino possa arrivare facilmente al 34% dei voti nel centro di Milano, mentre a Torremaggiore, in provincia di Foggia, su 312 votanti 305 abbiano scelto Bersani, conuna percentuale che avrebbe fatto invidia all’Honecker dei tempi migliori.

Ma come?! Casalinga, operaio, insegnante, pensionata?! Non solo siete “iscritti” e non “società civile”. Siete pure terroni. Siete dei terroni di merda, lì a Torremaggiore, incapaci di capire, come avviene invece “nel centro di Milano” (nel centro, eh, perché da San Siro in poi si inizia già a puzzare), qual è il candidato più “innovativo”. Ma come, non avete ancora capito, iscritti terroni apparato che non siete altro? Non dovete votare chi preferite. Dovete votare chi interpreta meglio i bisogni della società civile, cioè di Scalfarotto. Non dovete votare il candidato migliore, quello che vi rappresenta di più. Dovete votare il più innovativo. Altrimenti non siete democratici. Siete il politburo della DDR.

Sissignore, l’ha detto Scalfarotto: far votare gli iscritti è da DDR. La stessa DDR che Brecht sfotteva nella frase che dà il titolo a questo post. Una frase che Ivan Scalfarotto, oggi, ha lungamente parafrasato sull’Unità. ’sti giovani: partono liberal e finiscono subito nordcoreani.


Secondo voi perchè

Settembre 23, 2009

Quelli che forse sono i più grandi schacchisti al mondo di sempre (insieme a Fischer), Karpov e Kasparov, si stanno affrontanando in una serie di match a Valencia. La partita si può vedere online qui. Un servizio in home page di Repubblica.it parla della partita e cita che il tutto si può vedere online ma non dice dove.

Ma secondo voi perchè lo fanno? Perchè pensano che mettere un link possa portare via lettori al giornale? Eppure dovrebbe essere un valore aggiunto quello dei link: vado su quel sito perchè ci sono dei link interessanti. Secondo me questo a Repubblica non l’hanno capito, non lo fanno sono in questo articolo, ma con tutto, è una linea editoriale. Ma è un po’ come se la Gazzetta avesse paura di non vendere il lunedì perchè la gente il giorno prima si è vista noventesimo minuto.


Altro che social network

Settembre 20, 2009

Cosa che capitano: il blogger americano Robert Scoble ha messo in diretta online la nascita di suo figlio.