Corriere.it riporta oggi la notizia riguardante i ministri delle Maldive, che per protestare contro i cambiamenti climatici, si sono riuniti sott’acqua. Il fatto è avvenuto 10 giorni fa. Il bello è che l’edizione cartacea del Corriere ha riportato la notiza l’8 ottobre. Da impallidire.
Pronto, telefono azzurro? Non ho capito l’articolo…
Ottobre 2, 2009Christian Rocca, con questo post, dimostra che o non capisce le finzioni, oppure fa propaganda becera fingendo di non capire che la lettera della bambina di sei anni pubblicata ieri su Il Fatto era volutamente provocatoria, e tutti avevano capito che non era scritta da una bambina di 6 anni.
Rocca chiami pure il telefono azzurro, ma prima si faccia dare qualche ripetizione sulle tecniche di scrittura.
Reptube
Luglio 27, 2009Se c’è una cosa positiva, in tutta la questione palazzo Grazioli, è il definitivo sdoganamento del nostro immaginario pornografico. Quando Il Serio Settimanale Di Sinistra pubblica l’audio di un Presidente Del Consiglio 73enne che si fa adulare da una Meretrice Di Provincia a cui consiglia di masturbarsi con regolarità, il Rubicone è stato passato. Non c’è più confine tra l’informazione e il porno online. Siamo liberi di pensare qualsiasi cosa. Di passare le serate a considerare quant’è tamarro sottolineare: “Non abbiamo urlato” (come dire: “avremmo dovuto, eh” sgomitando al bar) o quant’è triste far assistere le guardie del corpo allo spettacolo. Di aver pena di Berlusconi o di ammirarlo, considerandolo come parte del mondo sgarruppato ed esibizionista del videosesso semiamatoriale. E, visto che ci siamo, anche di formulare tutte le ipotesi che quel mondo contempla.
Nient’altro da dire
Luglio 22, 2009Da Santoro, dal suo modo di fare informazione e da tutto quel mondo grillin-dipietrista-travaglino, mi separa praticamente tutto.
Ma questo post e i video in esso contenuti sono una splendida, meravigliosa stroncatura di un certo modo fighetto-terzista-svicolista di fare pseudogiornalismo, di cui l’ex presentatrice del Grande Fratello è l’esemplare più tipico. C’è chi elenca i fatti e chi finge che siano opinioni, da trattare con terzietà e tirando in mezzo fuffa inconsistente (dal “non ho tutte queste certezze” al “non rispettate gli elettori”). Perché tutto è opinabile, e chi guarda la realtà e la racconta è certamente un fanatico da cui prendere le distanze, anche se riferisce fatti inconfutabilmente elementari.
A Vauro, alla Borromeo, e alle Malvestite, chapeau.
Auctoritas
Luglio 18, 2009Io quest’idea secondo cui a doverci insegnare cos’è di sinistra e cosa no debbano essere sempre quelli di destra, non l’ho mai capita.
Zero tituli
Maggio 27, 2009Qualcuno ha notato la rapidità con cui il nome “Moratti” è scomparso dall’home page di Corriere.it, in riferimento alla tragedia della raffineria Saras?

Nessuna citazione dei proprietari dello stabilimento neanche nel pezzo.
E poi il problema è la stampa di partito…
Perdersi i dettagli
Gennaio 29, 2009L’esempio più lampante di quello di cui parlo da tempo è questo.
Stiamo parlando di un post di Sasaki Fujika, blogger solitamente preciso, preparato e in buona fede. Una persona che si è sempre definita di sinistra, a quanto ne so, e che segue l’attualità come tutti noi, senza tesi propagandistiche filoquesto e filoquestaltro da sostenere a priori. Una brava persona, anche, per quello che mi è dato sapere. Antifascista, antirazzista e tutto quanto. Leggi il seguito di questo post »
Uno strano menabò
Gennaio 27, 2009A guardare la home page del corriere online di oggi uno si fa qualche domanda.
Come prima notizia graned spazio all’arresto dei 4 rumeni accusati di essere gli stupratori di Guidonia.
Seconda notizia: solita sparatoria del folle negli Stati Uniti.
Terza notizia la CGIL, quarta Obama.
A questo punto accade la prima cosa inspegabile. La quinta notiza è l’arresto di un professore che pare avesse stuprato una sua studentessa. Con, in corsivi altri due link con episodi di violenza sessuale, una su una cugina di 12 anni e una di un sacerdote su una bambina di 7 anni. Accuse davvero infamanti, se confermate. Eppure non si riesce a spiegare perchè ai 4 rumeni stupratori si debba dare l’apertura mentre agli stupratori nostrani sia concesso l’angolino basso della home page. Del resto Repubblica non riporta (a meno che non mi siano sfuggite) le notizie sugli stupratori italiani. Forse perchè esiste ancora la presunzione di innocenza per il diritto italiano? Forse, ma il passaggio è breva da presunzione di innocenza per il diritto italiano a preunzione d’innocenza solo per gli italiani. Si obietterà che l’uomo che ha abusato della cuginetta sia di origini rom. Già, ma volete mettere la spettacolarizzazione di 4 rumeni violentatori con una storia di famiglia italiana di cui qualcuno ha origini rom?
Già destava sospetto il tempismo con cui l’attenzione era stata spostata dallo stupro di capodanno a Roma allo stupro di Guidonia, ma questi più che indizi sembrano davvero delle prove. Delle prove che dicono che dopo i posti differenziati sugli autobus per bianchi e neri, ora si è passati a disegnare il web in base alla nazionalità dello stupratore.
PS. Non riesco a incollare l’immagine del corriere salvata molto molto artigianlmente. Ma non desisto.
Comunicato numero 18/ lasciamo stare quel che è fatto è fatto
Gennaio 20, 2009Come ben raccontato dall’ottimo Sandro Gilioli, questa ignobile gazzarra montata da Corriere e Giornale sulla pensione di Renato Curcio non ha alcuna parentela con la realtà.
L’accanimento della stampa conservatrice contro i reduci del terrorismo rosso sarebbe un caso di studio piuttosto interessante, perché spiega bene alcuni dei meccanismi del giornalismo contemporaneo.
Il ruolo delle vittime, innanzitutto, unici testimoni legittimi del passato perché portatori di un punto di vista superiore e imparagonabile a quello di chiunque altro, a causa del trauma subito. Ma anche la scelta di obiettivi facili, comodi, gente che è in galera da 30 anni e che nessuno, all’interno del dibattito politico, può permettersi di difendere senza passare per complice. E così si approfitta del dolore delle vittime e della grama esistenza dei prigionieri per ricostruire un’immagine del passato perversa, in cui quei prigionieri sono il simbolo di un’intera epoca, gli anni ‘70, e di un’intera prospettiva politica, quella di una radicale trasformazione della società in senso egualitario. Dal divieto di far parlare Morucci alla Sapienza alla sparata di Alemanno sui 300 criminali che tengono in ostaggio l’università quanto è passato? Una cosa prepara l’altra. Si punta il dito sui dissenzienti criminali per criminalizzare il dissenso. Gli anni ‘70 sono Curcio, dice Il Corriere, voler cambiare le cose è essere Curcio, insiste Il Giornale, e Curcio è un pazzo avido che vuole che lo stato lo mantenga, ripete il coro.
Che non sia vero, è un dettaglio. Che per un’operazione politica si sacrifichi la dignità di un uomo come Curcio, uno che non ha mai ammazzato nessuno ma non ha mai cercato sconti di pena, perché si riteneva un soldato in guerra e sapeva di aver perso, può importare a pochi.
Ma che questa operazione politica miri a ricostruire la memoria nazionale, criminalizzando ogni tentativo di progresso della nostra Repubblica e santificando il regime clerico-mafioso che la soffoca da 60 anni, dovrebbe preoccupare.
Ci stanno cambiando la memoria, e noi neanche ce ne accorgiamo.
Il filo del discorso
Gennaio 7, 2009Israele sta devastando Gaza. Le dimensioni della tragedia, conseguenza di un’offensiva programmata da almeno 6 mesi, sono tali che non c’è bisogno che dica la mia. Israele nei confronti di Gaza sta giocando al gatto col topo da anni. A un regime di occupazione se n’è sostituito uno di assedio permanente, che non solo non è raccontato al mondo, ma soprattutto non è raccontato al popolo israeliano (l’esercito vieta alla stampa israeliana di entrare a Gaza), che si vede arrivare contro i razzi Qassam senza un motivo apparente se non l’atavico odio arabo.
Sarò anche scarso, in giornalismo, ma mi pare una notizia, no? Mi pare la più classica delle notizie: un’offensiva militare in grande stile, che coinvolge la popolazione civile, in un pezzo di mondo da decenni teatro di uno dei più complessi e sanguinosi conflitti del pianeta. Non basta? Non c’è abbastanza di cui parlare? Non sarebbe dovere dell’informazione occuparsi di questo?
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Pubblicato da lussu
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Pubblicato da masaccio 