Non ho tempo per scrivere, allora lascio immagini

Ottobre 16, 2008


Ma in fondo anche la ruota è un’invenzione dell’egemonia culturale comunista…

Settembre 1, 2008

La notizia è di qualche giorno fa, ma la riprendo perché bisogna parlarne. L’amministrazione di centrodestra del Comune di Comiso (Ragusa) ha deciso di cambiare il nome dell’aeroporto, sostituendo Pio La Torre con Vincenzo Magliocco. Un comunista, pacifista, vittima della mafia non sta bene. Molto meglio un generale  dell’imperialismo fascista, eroicamente morto mentre portava la civiltà a Faccetta nera a forza di gas.

E ora c’è la polemica, Veltroni serenamente e pacatamente attacca, il sindaco si difende citando un sondaggio (sic). Ma chissenefrega. Qui il punto è un altro: si vanno man mano cancellando pezzi della storia nazionale. Non sto qui a farvi le mie pippe sulla memoria collettiva ecc., ma sta di fatto che siamo di fronte a una regressione culturale senza precedenti. Il caso dei servizi sociali di Catania che affidavano un figlio al padre perché la madre gli permetteva di essere iscritto a un gruppo estremista come Rifondazione Comunista era solo un segnale. L’operazione mediatica sui legami con le Farc (a cui dedicherò un post appena ho tempo) è sulla stessa linea. La caccia alle streghe è già aperta da un pezzo: ogni aspetto della storia di questo paese vagamente collegato con una cultura critica e conflittuale va rimosso.

Con Pio La Torre non si sta rimuovendo solo un modello di lotta alla mafia che si basa sì, giustamente, sulla repressione poliziesca, ma anche sull’azione politica, sulla denuncia delle collusioni, sulla ribellione a un sistema criminale che è anche e soprattutto un sistema di potere economico e sociale. Si sta rimuovendo anche il ricordo di una lotta, quella contro gli euromissili, che è l’atto ufficiale di nascita del pacifismo in Italia così come lo conosciamo oggi. Un pacifismo trasversale ma non ignavo, intransigente ma anche intelligente nel riconoscere nell’imperialismo il suo principale nemico.

Tutto questo non è mai esistito. La mafia è sempre stata silente e pacifica. Nessuno si è mai opposto al fatto che l’amico americano si armasse a casa nostra per difenderci. E così via, sempre più indietro. Sono cresciuto in un’Italia (quella degli anni ‘90 pacificati e moderati, mica gli anni ‘70) in cui la lotta alla mafia e il rifiuto della guerra si insegnavano a scuola, erano senso comune. In cui comparivano ovunque i cartelli “Comune denuclearizzato”. Nel giro di pochissimi anni il senso comune ha subito uno slittamente a destra e un arretramento spropositati. Ne scriveva qualche giorno fa Ale parlando di Resistenza. Dobbiamo prendere atto della condizione di minorità culturale, dal punto di vista proprio delle infrastrutture, dei mezzi materiali della produzione culturale, in cui il mondo democratico e progressista in senso lato si trova oggi in Italia. E ripartire da qui. Come si crea il senso comune?


Come meravigliarsi di ciò che si sa già

Luglio 10, 2008

L’Italia è un Paese in cui la meraviglia è tanto più clamorosa, quanto è più conosciuto l’oggetto di tale meraviglia. In questi giorni due stupendi esempi ci vengono offerti dalla cronaca.

Uno è quello di di Veltroni che decide di rompere con Di Pietro, perchè scoperto dopo la manifestazione di piazza Navona troppo giustizialista, troppo grillino e troppo girotondista. Come se Veltroni non si fosse scelto Di Pietro come unico alleato proprio perchè troppo giustizialista, troppo grillino e troppo girotondista, proprio perchè sarebbe servito a recuperare i voti di coloro che sono troppo giustizialisti, troppo grillini e troppo girotondisti. (Tra parentesi: mi fa un po’ ridere Veltroni che spiega ai girotondi, considerati cinque anni fa erano i difensori della democrazia, che così si fanno i favori a Berlusconi, proprio lui ha servito a Berlusconi su un piatto d’argento tutto ciò che si poteva servire).

L’altro caso sensazionale è lo stupore di tutti, ma proprio tutti, di come il posto da ministro, Mara Carfagna, se lo sia guadagnato (udite udite!) con qualche favore sessuale. Una cosa che ha dell’incredibile. E tutti che si immaginvano che la Carfagna fosse lì per chissà qualo meriti. Con addirittura interventi pseudo femministi, come la Rodotà sul Corriere, che cerca di spiegare che in fondo non bisogna insultare la Carfagna, che tutto ciò non è colpa sua. Eh no, cara Rodotà, l’immagine del maschio bullo è complementare a quella della femmina gallina e se all Carfagna non si può farle una colpa solo perchè è stata soubrette, di sicuro si deve darle colpa di aver accettato un posto da ministro solo perchè è stata soubrette.

PS: E’ chiaro che questo blog esprime massima solidarietà a Sabina Guzzanti.


La nazionale non tradisce mai

Giugno 11, 2008

A memoria non ricordavo di aver mai visto perdere la nazionale con un passivo così pesante. Sono dunque andato a vedermi da quanto tempo l’Italia non perdeva 3 a 0. Qui ho scoperto che era dal 15 ottobre 1983 che non perdevamo con un risultato di questo genere. Per la precisione con la Svezia, durante le qualificazioni agli Europei, quegli Europei che poi non ci videro parteciapare.

E allora tutto mi si è fatto più chiaro, che indipendentemente dalle dichiarazioni spavalde “abbiamo ancora fame” et similia, oggi come nell’83 avevamo appena vinto un Mondiale e quindi eravamo appagati, in fondo non ce ne fregava niente del resto, come dimostra la partita di lunedì.

Forse è proprio per questo che la nazionale italiana piace alla gente, come dimostrano i dati auditel: per quel suo essere uguale alla gente, per quel dover trasformare ogni normalità in emergenza, per dover iniziare a muoversi solo quando la merda è fino al collo, agli Europei come per la spazzatura di Napoli, dai Mondiali figli di Moggiopoli, all’emergenza energetica (dove non ci stiamo ancora muovendo e se lo faremo, lo faremo nella direzione sbagliata).

In conclusione vedremo cosa succederà venerdì contro la Romania. Sarebbe curioso se in questa ondata xenofoba e antirom a buttarci fuori dall’Europa che conta fosse proprio la Romania. Sarebbe curioso che questo accadesse proprio il giorno di Sant’Antonio, il Santo verso cui sono più devoti proprio gli zingari.

Oppure potrebbe vincere l’Italia, magari con un goal di Pirlo, che anche se è poco risaputo, anche lui è di origini zingare.


Khorakhanè (a forza di essere vento) , Fabrizio De Andrè

Giugno 3, 2008

Il cuore rallenta la testa cammina
in quel pozzo di piscio e cemento
a quel campo strappato dal vento
a forza di essere vento

porto il nome di tutti i battesimi
ogni nome il sigillo di un lasciapassare
per un guado una terra una nuvola un canto
un diamante nascosto nel pane

per un solo dolcissimo umore del sangue
per la stessa ragione del viaggio viaggiare
Il cuore rallenta e la testa cammina
in un buio di giostre in disuso

qualche rom si è fermato italiano
come un rame a imbrunire su un muro
saper leggere il libro del mondo
con parole cangianti e nessuna scrittura

nei sentieri costretti in un palmo di mano
i segreti che fanno paura
finché un uomo ti incontra e non si riconosce
e ogni terra si accende e si arrende la pace

i figli cadevano dal calendario
Yugoslavia Polonia Ungheria
i soldati prendevano tutti
e tutti buttavano via

e poi Mirka a San Giorgio di maggio
tra le fiamme dei fiori a ridere a bere
e un sollievo di lacrime a invadere gli occhi
e dagli occhi cadere

ora alzatevi spose bambine
che è venuto il tempo di andare
con le vene celesti dei polsi
anche oggi si va a caritare

e se questo vuol dire rubare
questo filo di pane tra miseria e sfortuna
allo specchio di questa kampina
ai miei occhi limpidi come un addio

lo può dire soltanto chi sa di raccogliere in bocca
il punto di vista di Dio

Cvava sero po tute
i kerava
jek sano ot mori
i taha jek jak kon kasta

Poserò la testa sulla tua spalla
e farò
un sogno di mare
e domani un fuoco di legna

vasu ti baro nebo
avi ker
kon ovla so mutavia
kon ovla

perché l’aria azzurra
diventi casa
chi sarà a raccontare
chi sarà

ovla kon ascovi
me gava palan ladi
me gava
palan bura ot croiuti

sarà chi rimane
io seguirò questo migrare
seguirò
questa corrente di ali

*tribù rom di provenienza serbo-montenegrina


Hanno vinto loro

Aprile 15, 2008

Evidentemente Altan, quando nel 2001 disegnò la vignetta postata qui sotto, si era sbagliato: le cose potevano andare molto peggio. Oggi il vero dramma è lo spostamento a destra del Paese. Se cercate in internet il programma politico di una famosa loggia massonica degli anni ‘70, noterete che molte delle cose che rivendicavano si stanno realizzando una ad una. Se sia un caso che alcuni componenti di quella loggia fanno parte della coalizione vincente questo non lo so, ma sicuramente è un dato di fatto.

Il percorso da fare ora è lungo. Ma è da fare nella società e sarà lungo anni: dobbiamo subire 20 anni di indottrinamento televisivo. Non sarà facile e non è nemmeno detto che ce la faremo. La soluzione più facile sarebbe emigrare, ma non è la più corretta. Anche perchè quello che è successo oggi in Italia potrebbe succedere domani in Europa.

Iniziamo dunque a riflettere noi, per capire come farci ascoltare poi. I dirigenti politici hanno fatto i loro errori. E va bene. Credo che sia PD che SA abbiano fatto scelte coraggiose (l’autosufficienza i primi, un’unità che pretendeva di gongolarsi sugli allori i secondi) ma evidentemente sbagliate, se non disastrose o dissennate (aristotelicamente potremmo dire che il coraggio si è trasformato in temerarietà). Onore alla armi di coloro che hanno creduto in questi due progetti fallimentari, e credendoci, hanno perso. Loro ragioneranno, a partire dai dirigenti nazionali, sui loro errori e su questo ha già scritto Masaccio nel post precedente.

Qui volevo solo far notare il capolavoro politico del voto utile: chi ha fatto il voto utile (e in molti l’hanno indirizzato su Di Pietro a giudicare dall’altrimenti inspiegabile dato dell’Italia dei Valori) ha ottenuto non solo un risultato, bensì due. Pur non sentendosi rappresentati da Veltroni lo hanno votato per andare contro Berlsuconi. Non solo non hanno battuto Berlusconi, ma hanno pure cancellato la sinistra dal Parlamento. Varrebbe la pena riflettere su quanto utile è stato questo voto, e rifletterci due volte sopra alle prossime elezioni poltiche, a meno che un bellissimo sistema maggioritario puro non segnerà definitivamente la morte della rappresentanza.

Un ultimo saluto a coloro che hanno fatto il voto inutile, tipo sinistra critica o lavoratori comunisti. Sarei contento se ora mi spiegheranno se sarà più facile o difficile che il Dal Molin venga costruito, che la Tav venga fatta o meno, che i soldati vengano ritirati dall’Afghansitan, che la legge Biagi venga abrogatao che si facciano i PACS?

P.S. è ufficiale: il Trentino Alto Adige è la zona più rossa d’Italia


Pessimismo o pessimismo?

Marzo 11, 2008

Sono passato in piazza dei Signori, dove oggi Walter Veltroni ha fatto il suo comizio, poco dopo la fine della manifestazione, e l’unico rosso che c’era era quello delle sedie.

Non voglio dare dei giudizi. Mi limito ad osservarlo. Per il resto è stata un’ora e mezza senza ai entrare nello specifico di un contenuto. Le cose più concrete sono state l’esigenza di poter aprire con facilità delle imprese e la necessità di creare dei campus universitari, che in realtà non sono un modello americano, perchè campus è una parola latina (sic).

Nel frattempo Fini e Franceschini stanno dando un pessimo spettacolo a Ballarò. E’ confertevole sapere che loro sono il futuro.

Dalla parte della Sinistra Arcobaleno la candidatura di Caruso in Veneto non si può spiegare se non con l’assoluta incompetenza, quantomeno elettorale, dei dirigenti nazionali: un modo di perdere un sacco di voti senza guadagnarne nemmeno uno. Desolante.

Insomma, se l’Italia oggi è in crisi il futuro è ancora più fosco.

ps: Forza Liverpool. In fondo questo è un sito di parte.