Un paio di leggende metropolitane da sfatare

Agosto 26, 2009

cardiff.leicester

Come dimostra la foto uno dei due tenutari l’altro giorno, dato che passava da quelle parti, è andato a vedersi la partita amichevole Cardiff Blues – Leicester Tigers, per la cronaca finita 5 a 14 per gli inglesi (non si riesce a vedere ma il pilone destro dei tigers, la squadra di destra, è il nostro Castrogiovanni).

Ebbene ho da sfatare due leggende metropolitane.

Primo. Il terzo tempo non c’è stato. Già mi immaginavo di bermi una pinta con Castro, e invece a fine partita tutti verso casa. Certo, qualcuno nei pub di Cardiff con la maglietta dopo la partita si trovava, ma certamente, forse perchè si trattava di un’amichevole, non si può parlare di terzo tempo. L’asserzione: “In Galles il terzo tempo si fa dopo ogni partita” è dunque falsa.

Secondo. Spesso sentiamo dire che in Italia siamo troppo abituati al calcio e quindi fischiamo anche nel rugby, ma che nel Regno unito questo non accade. E invece no. Non che ci sia stata l’ostilità del pubblico, ma un paio di fischiate Leicester e qualcosina anche l’arbitro se le sono prese. Nulla di paragonabile al calcio, sia chiaro, nemmeno lontanamente. Però ecco, non idealizziamo troppo, che poi ci convinciamo che loro sono più forti e vincono sempre loro. Invece accadeva che entrambe le squadre ogni tanto perdevano la palla in maniera così goffa che sembravano l’Italia…


Galeotto fu il rugby/2

Luglio 21, 2009

Torno sull’argomento già affrontato qui, perchè gli animi si stanno scaldando e a qualche giorno di distanza si capisce meglio la questione. Che i voti del Veneto erano 10 ma Treviso ha ottenuto 9 voti è un fatto. Almeno un veneto che non ha votato Treviso c’è stato, e forse più di uno.

Il dato rimane però lo stesso: possiamo discutere di chi siano le colpe ma che una squadra veneta non sia un Celtic League rimane uno scandalo. E non centra nulla, come si sostiene qui, che Treviso non sarebbe stato rappresentativo di tutto il Veneto. Il problema è che la regione d’Italia in cui il rugby esiste davvero come sport radicato non ha nemmeno un’espressione nel rugby che conta.

Non è normale. Per niente. E mi smentisco: forse ha ragione Masaccio nei commenti del precedento post, che per la Lega questo sarà un cavallo di battaglia (a parte certe uscite, tipo Gobbo sulla lega dei cimbri) e non una sconfitta . L’assegnazione a Roma della Celtic League è evidentemente frutto di accordi politici e dato che la Lega è nata contro queste cose, saprà ben montare un casino su questo.

Anche perchè proprio non capisco, ora che ci rifletto a due giorni di distanza, per quale motivo Roma ha superato Treviso.

Treviso è più forte? E allora in Celtic League ci va Treviso, è così banale che a discuterci sopra troppo può diventare anche fuorviante.

Un’ultima cosa, forse di Fantapolitica. La propsta di Roma potrebbe essere stata figlia di una strategia: offrire Roma per tentare un’ultima disperata chance per far assegnare i mondiali all’Italia, che si stanno dirigendo verso l’Inghilterra. Cercando poi di tirare dentro Treviso come terza, come ha proposto ieri Dondi.


Galeotto fu il rugby

Luglio 19, 2009

Forse la cosa è passato in sottotono e la riprendo.

Le squadre italiane che entreranno nella Celtic League, il super campionato di rugby di Irlanda, Galles e Scozia dal 2010 saranno i Pretoriani di Roma e gli Aironi di Viadana che giocheranno a Reggio Emilia. Due franchigie composte da diverse squadre.

Ma la notizia è che il Veneto è clamorasomente fuori dal rugby che conta, con Treviso esclusa e la rinuncia da parte dei Dogi (Padova, Venezia, Rovigo).

Ora, se gli Aironi possono essere stati scelti per motivazioni tecniche (una buona squadra:Viadana più altre) è evidente che la scelta di Roma non è stata fatta per scelte tecniche, ma per ragioni politiche. Zaia e Gobbo infatti si lamentanto.

Per carità, errori ne sono state fatti: in Celtic League giocano solo squadre provinciali o franchigie, tanto che anche Treviso aveva promesso di giocare in giro per il Veneto. Ma evidentemente non è bastata.

Politicamente il dato che emerge è che questo, per la Lega veneta, e trevigiana in particolare è un brutto colpo, a giudicare dai commento di questo articolo, che sicuramente rappresentano una parte dell’elettorato leghista della marca trevigiana.


Paragoni

Marzo 1, 2009

Dopo la disfatta di ieri la mia domanda è: Mallet come Veltroni? Se ne deve andare subito o dopo le europee, pardon, il 6 nazioni? Io dico che è uguale, anche se non so se Franceschini allena peggio.


La partita della vita?

Febbraio 27, 2009

Domani si gioca Scozia Italia, terzo incontro del 6 nazioni 2009. Quella che i giornali definiscono di solito “la partita della vita”. Ovviamente non è così anche se vincere sarebbe sicuramente un ottimo modo per allontanarsi dal cucchiaio di legno (che è vinto da chi arriva ultimo, non da chi perde tutte le partite).

Sono piuttosto fiducioso, ma continuo a non capire alcune scelte di Mallet. Se Marcato gioca di ruolo apertura e McLean gioca estremo, perchè schierare McLean apertura e Marcato estremo? Spero che anche questo non si riveli un esperimento fallimentare come quelli già provati fino a qua. Con Ongaro infortunato e Ghiraldini tallonatore titolare non capisco perchè in panchina non ci sia Festuccia, ma il giovane Sbaraglini. Bene che ci sia un giovane, ma ripeto: è questo il momento di fare esperimenti?

Su Garcia io avrei cercato qualisiasi altro giocatore piuttosto che mettere lui centro. Ma spero di sbagliarmi.

Comunque stanotte ho sognato un gran Pratichetti. Lo so, non è bene che io mi sogni i rugbisti, ma meglio i sogni che gli incubi, suvvia.


E’ l’ora

Febbraio 7, 2009

La temperatura si alza leggermente, le giornate di fanno più lunghe e – forse – meno piovose. In, di giorno, si può girare senza guanti. E’ l’ora del 6 nazioni.

Speriamo di cominciare come abbiamo finito l’anno scorso. Di fronte abbiamo un’Inghilterra che pare indebolita come non mai. Wilkinson stranamente è rotto, in infermeria a fargli compagnia c’è Vainikolo e quello che dovevano essere il fenomeni dello scorso 6 nazioni e del futuro, Cipriani, non asrà nemmeno della partita. Poteva scegliere la nazionalità italiana quella volta… ma peggio per lui. Noi abbiamo Marcato.

Ps Ho scommesso sull’Italia (handicap fino a -15), sulla Francia (-3) e sul Galles (+4). Se indovino vinco 30 €. Coi tempi che corrono son soldi, eh. Pronostici?


Commento tecnico

Febbraio 4, 2009

Dopo 3 minuti di commento ipertecnico vi consiglio di sentire Alessandro Troncon delirare. Esilarante.


Questo rugby ci fa skyfo?

Gennaio 25, 2009

Ed ecco un altro colpaccio di Sky. Dopo aver fregato più o meno tutti gli eventi sportivi possibili alla Rai, ora acquisisce i diritti per il 6 Nazioni 2010, in tutte la nazioni partecipanti, Italia compresa dunque.

Della cosa non sembra contento il presidente della Federugby Dondi. E – scusate il gioco di parole – ne ha ben donde. La7 aveva investito nell rugby e aveva vinto la scommessa. Gli ascolto del rugby erano mediamente più alti degli ascolti medi della rete e il movimento del rugby era in crescita. Pare che sia proprio per questo che Sky abbia deciso di investire sul rugby, in quanto lo sport che in Italia ha avuto il maggior aumento di tesserati fra i ragazzi.

Ora però, secondo Dondi, tutto questo è a rischio. Non credo che gli ascolti precipietranno come lui teme (da più di un milione di spettatori di media ai 200.000 di media, come avvenne nei mondiali del 2007 trasmessi da Sky). Il 6 nazioni è più affascinante dei mondiali, ma sicurmente passare dal chiaro al satellite sarà un brutto colpo per il rugby.

Chissà dunque cosa succederà. Sky ha comprato i diritti del 6 nazioni perchè il rugby è uno sport in crescita, ma oggi (forse) il rugby non può permettersi di non essere trasmesso in chiaro. Come la mettiamo?

Mancano 2 settimane dall’inizio del 6 nazioni 2009. Lo sto attendendo spasmodicamente. Ma nel frattempo sono anche preoccupato per il 6 nazioni del 2010. Ho scenari foschi davanti: calo degli spettatori, calo dei finanziamenti, calo della qualità ed esclusione dell’Italia dal 6 nazioni, proprio ora che stavamo per entrare nella Celtic League. Solo una vittoria dell’Italia in questo 6 nazioni potrà farmi tornare a dormire sonni tranquilli.


Italia del rugby: si può crescere ancora un po’

Novembre 9, 2008

Ieri ho avuto la fortuna di assitere, allo stadio Euganeo di Padova, al test match fra Italia e Australia.

L’Italia ha giocato una grande partita ed ha avuto la vittoria ad un passo: prima la trasformazione sbagliata di Marcato, poi la punizione a dieci minuti dalla fine sbagliata da Orquera (e sarebbero stati 5 punti di vantaggio), poi, subito dopo, quella battaglia a due metri dalla linea di metà aussie. Grande partita dell’Italia, ma vanno evitati i trionfalismi. I Wallabies avevano metà squadra titolare rispetto a quella che stava battendo gli All Blacks (anche se rimangono pur sempre l’Australia), e gli ultimi dieci minuti hanno dimostrato di avere più esperienza e sangue freddo.

L’Italia ha difeso alla grande, ma ha creato poco e non abbiamo dato il massimo nelle mischie ordinate e non (Castro, torna presto!), ma ci sono sicuramente elementi positivi. Masi come estremo gioca assolutamente meglio di Masi apertura, Marcato è stato grande, tranne qualche calcio di allegerimento non venuto benissimo, ma si è riscattato con un gran drop, Orquera ha messo dentro dei bei calci e in generale l’Italia è stata una squadra che, a parte qualche errore, ha tenuto testa agli australiani.

Riguardo all’arbitraggio, non per recriminare, ma per raccontare le cose come sono andate, c’è da dire che effettivamente la seconda metà australiana doveva essere annullata, e anche la prima è forse viziata da un fallo su Marcato. Ma anche altri piccoli errori, tipo una touche non data agli italiani con un giocatore che clamorosamente esce con la palla dopo un rinvio, il guardalinee alza la bandierina, ma secondo l’arbitro era già fuori e quindi si finisce a giocare una touche australiana nei nostri 22 anzichè una touche nostra nella loro metacampo.

I fischi: forse in tv si sono sentiti molto, ma allo stadio era sicuramente una piccola minoranza, che pian piano veniva zittita dal resto dello stadio. Comunque i punti degli avversari sono  stati sempre applauditi dal pubblico che alla fine ha reso omaggio con standing ovation ai Wallabies che hanno ricambiato con applausi di ringraziamento.

Al solito il terzo tempo è stato grandioso, anche se i giocatori non si sono fatti vedere. Ho scambiato la sciarpa appena comprata con uno dei pochi australiani, ma purtroppo era difficile fossero di più!

Ora continuiamo con gli altri test match, ma ricordiamoci che il 6 Nazioni è un’altra cosa. L’Italia è cresciuta, ma dobbiamo e possiamo crescere ancora di più.