Vendolismo malattia infantile della Sinistra

Il primo giorno della campagna elettorale, un importante dirigente della Sinistra, in predicato di diventarne il leader fra pochi mesi, si fa intervistare da un giornale di destra facendo affermazioni quanto meno ambigue su uno temi che stanno maggiormente a cuore al suo elettorato.
È successo. È successo davvero.

Non ne faccio un problema di contenuti. Nel merito, sono disposto a discutere con chiunque di qualsiasi cosa. E penso che la Sinistra, sulla bioetica, non debba aver paura di confrontarsi con nessuno, dato che dalla sua parte ha un argomento piuttosto popolare: la libertà.

Ne faccio una questione di maturità politica: si parte col piede sbagliato. Chi, come il sottoscritto, non ha mai fatto parte dei partiti oggi presenti, non ne rimpiange i difetti, primo fra tutti il personalismo, la ricerca di visibilità a tutti i costi, la disposizione a fare il gioco dell’avversario pur di farsi notare. La Sinistra unita dovrebbe servire anche e soprattutto a quello: costruire una grande casa comune, in cui il fine collettivo è messo al di là degli interessi personali.

Invece siamo di fronte alle solite scene: Vendola, che negli ultimi giorni era stato un po’ oscurato dalla candidatura di Bertinotti, reagisce parlando col Foglio per dire la cosa “scomoda”. Scomoda solo per la sua parte, ovviamente.
Volevamo una Sinistra unita, forte e seria? E invece ci becchiamo il solito bambino rifondarolo capriccioso che gioca a fare l’eccentrico per avere un po’ di visibilità sui giornali. Complimenti.

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3 Responses to Vendolismo malattia infantile della Sinistra

  1. dedalus ha detto:

    la mia impressione e che a Sinistra, intendo sinistra sinistra, ci sia più che un problema di semplice “personalismo”. a me pare che ci sia un problema grosso di linea politica complessiva, di progettualità condivisa, di cultura di governo, problema coperto dalle dichiarazioni, variegate, dell’uno e dell’altro esponente. la disputa, a dir poco infantile, sulla falce e il martello (“2 punti in più”, “no, 2 punti in meno”..) mi sembra, da questo punto di vista, esemplare. il nome stesso “sinistra e l’arcobaleno” nasconde una divisione profonda, una difficoltà di coesione reale. il fatto è che la Sinistra, avendo imboccato frettolosamente la via dell’unità sulla scorta di quanto avvenuto con la nascita del Pd, si è trovara spiazzata dall’improvvisa crisi di governo, crisi che ha lasciato il cantiere drammaticamento in ritardo sui tempi di consegna. e ora dare, in pochi mesi, credibilità, cultura e coesione al progetto risulta assai difficile..

  2. masaccio ha detto:

    Mah, penso che i segnali siano negli occhi di chi li osserva. Abbiamo un Pd che nel giro di pochi mesi ha scaricato un governo in cui esprimeva il presidente del consiglio e la quasi totalità dei ministri, ha scaricato gli alleati e ha scaricato il programma elettorale scritto e sottoscritto. Eppure lì nessuno denuncia problemi di “progettualità condivisa”, perché si dà credito a un processo innovativo.
    Alla Sinistra questo credito non viene concesso: nessun problema, per essere trattati alla pari degli altri dobbiamo essere migliori, questo si sa. Invece molti (qui ho fatto l’esempio di Vendola, ma mica è il solo) cascano nel gioco della ricerca di visibilità personale, senza capire che nel Pd se lo possono permettere, mentre noi dobbiamo essere compatti e determinati anche solo per sopravvivere.

  3. lussu ha detto:

    provo ad aprire la polemica

    in risposta a dedalus:
    mah… mi convincono poco le tue argomentazioni. il perchè è semplice. Non voglio assoultamente negare problemi anche gravi all’interno della sinistra arcobaleno ma da qui a portare l’esempio del PD come buona pratica di unità ce ne vuole. Rifondazione Pdci erano divisi praticamente solo per motivi contingenti, per strategie non certo (o sicuaremente meno) per weltanschuang. La stessa cosa non si può di certo dire per Margherita e DS.
    Forse il problema è che la sinstra non trova unità per motivi di visibilità partitica, rallentando l’unità che è necessaria, mentre il Pd trova l’unità solo per stare al governo, mettendo in secondo piano i contenuti.
    Si tratta in entrambi i casi di un vizio della politica contemporanea ovvero dell’anteporre la forma ai contenuti.

    in risposta masaccio:
    non riesco a trovare molte informazioni sull’intervista di vendola e non trovo l’intervista stessa. Non posso dire molto in merito dunque, certo non trarrei conclusioni troppo generali da un’intervista di cui si ha solo voce indiretta. Perchè la stessa fonte, ovvero aprileonline, qualche giorno fa aveva riportato un fatto molto interessante, e i fatti, si sa, contano molto più delle interviste. Vi lascio il link
    http://www.aprileonline.info/notizia.php?id=6162

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