Intanto mi trastullo

Intanto che aspetto il programma delle Sinistra Arcobaleno mi trastullo un po’ con il programma del PD. Devo ammettere che qualcosa che mi piace nei 12 punti del PD c’è. Questo passaggio sulle case ad esempio:

Tra le misure che proporremo per aumentare l’offerta di case in affitto, un grande progetto di social housing realizzato da fondi immobiliari di tipo etico a controllo pubblico, con ruolo centrale della Cassa Depositi e Prestiti, che può mobilitare risorse per 50 miliardi di euro, senza intervento di spesa pubblica, per la costruzione e gestione di 700 mila unità abitative da mettere sul mercato a canoni compresi fra i 300 e i 500 euro.

Ci sono delle cose che mi lasciano un po’ perplesso, come ad esempio questa:

La priorità va data agli impianti per produrre energia pulita, ai rigassificatori indispensabili per liberalizzare e diversificare l’approvvigionamento di metano, ai termovalorizzatori e agli altri impianti per il trattamento dei rifiuti, alla manutenzione ordinaria e straordinaria della rete idrica.

La frase è un po’ confusa infatti, visto che mette insieme cose di diverso tipo (centrali elettriche, termovalirizzatori, rete idrica)  e non indica quale sia davvero la priorità, anche se afferma di farlo, ma si limitia a enunciare una serie di temi ambientali. Di termovalorizzatori poi ce ne sono abbastana in Italia e sarebbe stato bello se oltre alla costruzione di termovalrizzatori il Partito Democratico avesse messo fra le priorità il miglioramento della raccolta differeniata.

Infine nel programma del  PD ci  sono delle cose che mi fanno infuriare,  tipo queste, per rimanere sempre in tematiche ambientali:

L’Alta Velocità è il più grande investimento infrastrutturale in corso nel nostro Paese: va completato e utilizzato appieno. Il completamento della TAV metterà a disposizione del trasporto regionale un aumento del 50 per cento delle tratte ferroviarie. Noi le useremo per ridurre il traffico attorno alle grandi città e per dare ai pendolari un servizio finalmente decente.

Ma ci prendono in giro? E i treni per pendolari? Uno per farsi 20 km deve prendersi la TAV? Parliamoci chiaro: la TAV è importante e dove si può fare va fatta.  In Val di Susa presenta dei problemi per esempio e Realacci dovrebbe saperlo. Ma in alcune tratte può essere utile. Ma non per ridurre il traffico nelle città, siamo seri. Per quelle servono i treni per pendolari (regionali per esempio) ed altri investimenti tipo la metropolitana i superficie. La TAV serve ad altro.

Un altro punto per me insopportabile, per una mancanza è questo:

 

Quanto alla ricerca, dobbiamo spingere le imprese a investire più risorse, concentrando solo sugli investimenti in ricerca e sviluppo i contributi a fondo perduto.

 

Si certo si può dire che è un bell’impegno quello di far investire le imprese nella ricerca di base. Ma perchè anzichè dire cosa dovrebbero fare gli altri (le imprese) non dicono cosa farebbero loro al governo tipo aumentarela percentuale di PIL dedicata al FFO destinato alla ricerca, che attualmente è fra i più bassi, se non il più basso d’Europa?

 

6 risposte a Intanto mi trastullo

  1. masaccio scrive:

    Ma soprattutto si può continuare a parlare di Tav senza dire se si parla di merci o di passeggeri?

  2. dedalus scrive:

    attenzione! è questione di lingua. è vero, il programma non è scritto affatto bene e alcune ambiguità ci sono, però..
    “Il completamento della TAV metterà a disposizione del trasporto regionale un aumento del 50 per cento delle tratte ferroviarie. noi le useremo per ridurre il traffico attorno alle grandi città”. mettere a disposizione un aumento non è italiano. però è evidente che, con questa pessima formula, non si intende proporre di usare la Tav per il trasporto locale, si intende usare le tratte lasciate libere dall’ampliamento delle rete ferroviaria in seguito alla costruzione della Tav (soggetto della seconda frasa: “le” plur., non “la Tav” sing.) per ridurre il traffico attorno alle grandi città, spostandolo su rotaia..

    “dobbiamo spingere le imprese a investire più risorse”. il soggetto è noi, i Democratici, non le imprese. noi dobbiamo spingere le imprese a investire nella ricerca. non si dice cosa devono fare le aziende, si dice esattamente cosa devono fare i Democratici una volta al governo. la questiione Pil/fondiricerca è un’altra cosa, seppure connessa alla prima, che certo va affrontata in maniera seria. si sa comunque che i tagli alla ricerca sono effetto della pesantissima eredità lasciataci da Berlusconi. ma ora che i conti sono (più o meno) a posto, forse i fondi per la ricerca possono tornare a livelli decenti.

  3. foia scrive:

    “Tra le misure che proporremo per aumentare l’offerta di case in affitto, un grande progetto di social housing realizzato da fondi immobiliari di tipo etico a controllo pubblico, con ruolo centrale della Cassa Depositi e Prestiti, che può mobilitare risorse per 50 miliardi di euro, senza intervento di spesa pubblica, per la costruzione e gestione di 700 mila unità abitative da mettere sul mercato a canoni compresi fra i 300 e i 500 euro.”

    Certo senza prima preventivamente capire se c’è effettivamente bisogno di altre 700 mila unità abitative. Invece una politica che incentiva a rimettere sul mercato gli sfitti non potrebbe essere più efficace e meno onerosa. E potenziare i contributi per gli affitti? e aumentare la conoscenza e la diffusione dei canoni concordati???
    Sicuri che non ci siano già migliaia di unità abitative disponibili?
    Un’altra bella sparata elettorale. Così si prendono i voti della sinistra (come dimostra l’elogio qui sopra)

  4. lussu scrive:

    per foia:
    non sono d’accordo.
    le proposte che dici tu sono tutte auspicabili e condivisibili.
    ma credo comunque che l’edilizia pubblica debba in ogni caso venire differenziata da quella privata. Il fatto di aumentare le tasse sugli sfitti è a mio modo di vedere una cosa che si può integrare ma che rimane una cosa diversa dalla diretta porprietà che un comune o la regione può avere su un immobile. il comune può infatti promuovere i canoni agevolati ma non obbligare i privati ad affittare in base a graduatorie.
    è la nuova edilizia privata che invece va disincentivata. le rendite (e spesso speculazioni) edilizia sono ancora enormi e sono quelle sulle quali va fatto molto (e il governo prodi ha effettivamente fatto qualcosa, aumentando esponenzialemte le tasse a chi rivende una casa appena acquistata).
    un ultima risposta riguardo all’ultima frase: è quantomeno curioso mettere l’accento sull’unico elemento positivo del post rispetto al programma dimenticando gli altri molto più importanti nel giudizio finale che cerco di dare.

  5. foia scrive:

    e allora in barba all’ambiente costruiamo 100 000 nuovi condomini e facciamo marcire le case sfitte! case su case catrame e cemento come diceva celentano

  6. lussu scrive:

    solevi un problema reale. credo però come prima che i problemi per l’ambiente non vengano dall’edilizia pubblica. ma vabbè. in realtà commentavo positivamente il punto del programma perchè parlava di edilizia pubblica. mi riferivo al principi non al merti. forse 700.000 appartamenti sono troppi, ma bisogna vedere in quanto tempo. e non conosco nemmeno le cifre attuali per fare confronti.
    devo dire anche che non ho nemmeno ben capito la questione della cassa prestiti.
    comunque nel frattempo è uscito il programma completo del PD. forse li avremo delle risposte.

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