Adesso basta …

Veltroni dice: “Se vinceremo le elezioni, il governo che faremo farà della lotta contro la mafia, la camorra e la ‘ndrangheta uno dei suoi obiettivi principali. Una priorita’ non solo perchè eticamente giusto, ma perchè serve per la crescita economica”.

Credo che sia la centoventisettesima priorità di Veltroni. Dopo la priorità della lotta al precariato, la priorità dell’ambiente, la priorità della legge elettorale, la priorità del taglio ai costi della politica, la panzana delle pensioni, una roba che nemmeno Berlusconi ha avuto il coraggio di promettere, la priorità di detassare le imprese, le famiglie, di dare un ministro al Nord – Est, dopo la priorità di mettere assieme  la Binetti e i Radicali, il Partito Democratico e Di Pietro, l’Svp e chi più ne ha più ne metta, dopo la priorità di avere la faccia tosta di dire che che comunque loro vanno da soli, ora c’è anche la priorità della lotta alla Mafia.

Bravo Walter, sei il presidente del consiglio che vorrei.

22 risposte a Adesso basta …

  1. matt scrive:

    piuttosto, sei il presidente del consiglio che avremmo voluto..

  2. dedalus scrive:

    caro ragù, al di là dell’astio che nutri verso Veltroni (che comprendo ma anche no), quello che mi preoccupa è che, effettivamente, tutte le tematiche che hai messo sul piatto – tu lo voglia o meno – sono priorità per l’Italia. messe tutte in fila, ci mettono difronte alla melmosa rete in cui è impantanato il nostro paese.. e alla necessità urgente di mettersi a lavorare seriamente, magari iniziando con vincere le elezioni.

    affrontare la rete, significa affrontare ciascuno di questi nodi nel tentativo di scioglierli. ripetere “lavoratori” e “alternativa” come un mantra serve invece a ben poco.

  3. lussu scrive:

    bene visto che anche tu dici che ci sono tanti problemi bisognrebbe fare davvero una lista delle priorità e non dire demagogicamente che tutte sono priorità.
    sono convinto che in campagna elettorale sia normale spararle grosse. ma a tutto c’è un limite.
    non capisco perchè quando berlsuconi prometteva il taglio dell’ici e l’aumento delle pensioni veniva attacato come un pericoloso sparaballe dal centrosinistra e ora che veltroni dice le stesse cose e forse ancora più grosse, come quella sulle pensioni, allora si tratta di voler risolvere i problemi del paese.
    sulle pensioni interviene poi gentiloni, non si si a che titolo a dire che in fondo aumentare le pensioni di 400 € è facile.
    domanda : se è così facile perchè non lo avete fatto prima, per colpa della sinistra radicale?

  4. matt scrive:

    ti sei già giocato il post titolato “Adesso basta…”, e non siamo ancora al prossimo governo berlusconi.

  5. lussu scrive:

    per matt:
    hai ragione ma confido in quel detto che dice la storia si ripete due volte, prima in tragedia, poi in farsa

  6. masaccio scrive:

    E se stavolta funzionasse all’inverso?

  7. lussu scrive:

    uhm interessante ipotesi … è che mi sembrava strano definire i 5 anni di berlsuconi farsa, ma la realtà si sa supera la fantasia

  8. matt scrive:

    dai ragazzi io non la vedo così nera. se considerate il disastro ambientale cui il pianeta va incontro, le guerre civili per l’acqua, la supremazia cinese, il riarmo russo, la guerra tra superpotenze per le ultime riserve fossili, in fondo il ritorno di berlusconi in politica italiana è un nota quasi positiva

  9. dedalus scrive:

    la lista delle priorità c’è già e si chiama “12 punti” e, in maniera più ampia, “programma”. può piacere o meno, ma c’è, nero su bianco e lo trovi ovunque.

    aumentare le pensioni minime può diventare facile se il sistema previdenziale tiene conto dell’invecchiamento della popolazione (come previsto dal protocollo sul welfare), se i conti pubblici sono in ordine (e lo sono per merito dei venti mesi di Prodi), se la lotta all’evasione fiscale continua in maniera massiccia, se la riduzione e la connessa razionalizzazione della spesa pubblica vengono applicate in maniera ferma e seria, se l’economia torna a crescere su binari stabili e nuovi (flexsecurity, riqualificazione in senso ambientale del sistema produttivo, ricerca, ecc)… insomma, altro che balle! questo è il programma, questa è progettualità, politica, impegno, sostanza. lo so, continuo a dire le stesse cose, ma mi trovo costretto dai vostri attacchi. mi piacerebbe discutere delle vostre proposte invece di illustrare continuamente quelle, note e stra-note, del Pd. forse che proporre manovre concrete in un quadro organico risulta superfluo per chi fa una scelta di parte e si candida all’opposizione perpetua? l’importante è attaccare sempre e comunque? hasta siempre?

    e intanto quell’altro se ne va in giro dicendo che il primo provvedimento del suo governo sarà l’abolizione della par condicio. possendeno, abusivamente, tre televisioni e beccandosi una marea di applausi.. ci rendiamo conto?

  10. lussu scrive:

    se vogliamo possiamo contiunare a credere che il pd non sarà calearo ma il suo programma. e contiunare a dire che la sinistra radicale non ha proposte, anche se questo meccanismo è vecchio come quello di berlusconi che sostiene che la rai è in mano ai comunisti
    parliamo pure di programmi, ma parliamo anche degli studi del sole 24 ore che dicono che il programma di veltroni non ha copertura finanziaria. parliamo anche del fatto che berlusconi ha accusato veltroni di avergli copiato il programmma (che culo!) mentre accusava prodi di avere un programma massimalista e di volere la redistribuzione. parliamo anche di tutte le cose che non ci sono scritte nel programma pd perchè non avrebbero tenuto insieme una coalizione che è quasi più disomogena dell’unione. parliamo dell’alleto di pietro che ha impedito che si facesse una commissione d’inchiesta sul g8, cosa che oggi diventa cavallo di battaglia di veltroni. parliamo che la sinistra arcobaleno dice dove andrà ad aumentare le tasse e il pd dove le abbasserà (a tutti, mi pare di averla già sentita questa).
    parliamo infine di tutte le volte che la sinsitra “radicale” ha chiesto il rispetto del programma (pacs conflitto d’interessi) ma non è mai stata ascoltata perchè i centristi di turno, sempre assecondati dal pd (nelle cui liste erano stati eletti, ricordiamo) avevano da fare i loro capricci.

    http://www.sinistrarcobaleno.it/il-programma/
    qui si trova il programma nero su bianco come quello del pd.
    e ci sono cose chiare come il superamente della legge gasparri che nel programma del pd non c’è.
    aumentare la percentuale di pil per la ricerca che nel pd non c’è.

    abrogazione della bossi fini. cittadinanza basat sullo jus soli (come prevdeva la buona amato ferrero, non voluta da chi? dalla sinistra?)

    fondo a sostegno della ricontrattazione dei mutui.

    unioni civili. cosa dice il pd in merito? dice di no.
    perchè non basta dire che si vogliona fare le riforme. bisogna anche dire quali.

    per il resto attendo critche sul programma della sinstra arcobelano per difenderlo ma anche per condividerle se ce ne sarranno i motivi.

  11. masaccio scrive:

    Dedalus, l’incongruenza del programma del Pd è a due livelli, uno interno e uno esterno.

    Quello interno: la linea del “ma anche” porta a contraddizioni degne di Silvio. Come si fa a dire che si vuole ridurre la spesa pubblica e contemporaneamento promettere aumenti sprositati delle pensioni minime (per la serie “ai lavoratori niente alle casalinghe tutto”) e investimenti massicci sulla ricerca? Questi sono aumenti di spesa, non tagli. Vendiamo le coste, come diceva Tremonti? Sul recupero dell’evasione, mi pare che il benservito a Visco e i discorsi fatti da Veltroni qui a Nordest siano segnali molto chiari.
    Questa non è “progettualità, politica, impegno, sostanza”, perché la progettualità, la politica, l’impegno e la sostanza consistono in scelte, parziali per definizione. Il programma del Pd, invece, è ancora più ecumenico di quello dell’Unione: promette tutto a tutti. È un partito in cui c’è posto per Ichino che teorizzò l’abolizione dell’articolo 18 e per Nerozzi che organizzò la manifestazione per difenderlo. Da che parte sta la linea? Da nessuna: ci mettiamo una bella parola inglese, “flexsecurity”, e facciamo contenti tutti.

    Ma il più grave, secondo me, è quello esterno: un partito di governo non può limitarsi a fare promesse, ma deve accettare che il suo programma sia commisurato all’operato del governo. Proporre misure sulla precarietà, sugli affitti, ecc., dopo averle boicottate per 2 anni, mi sembra ridicolo. La difficoltà esiste anche per la Sinistra, ma almeno possiamo dire di non aver pesato abbastanza. La coalizione guidata da Veltroni annovera 21 ministri su 25…

  12. dedalus scrive:

    non solo continuo a credere che il Pd non sarà Calearo, ma per esserne certo lavoro dall’interno – insieme a molti altri giovani e meno giovani, lavoratori e meno lavoratotori – per dimostrare che non è così e, eventualmente, per impedire che questo accada.

    non dico che la sinistra radicale non ha proposte. dico solo che, presa com’è a picchiare a destra a manca, a condannare quello e quell’altro, a testimoniare la propria purezza contrapponendola alla disonestà di tutti gli altri, spesso si dimentica di ragionare sulla natura del proprio progetto e sulle proprie propostre, e soprattutto di interrogarsi sulla loro concreta fattibilità in un sistema economico e in un orizzonte democratico come quelli italiani. è facile avere belle idee, quando si ha la certezza che non ci si troverà nelle condizioni di doverle realizzare.

    sul programma del Pd c’è il superamento del duopolio televisivo in linea con la normativa europea, c’è la riforma della Rai, ci sono tutta una serie di proposte per superare la Bossi-Fini, c’è il riconoscimento giuridico dei diritti delle persone stabilmente conviventi indipendentemente dal loro orientamento sessuale. insomma ci sono proposte in merito a tutti i temi che tu metti sul piatto.. ma allora, mi chiedo, perchè dire il contrario? a che pro?

  13. dedalus scrive:

    @ masaccio
    “Come si fa a dire che si vuole ridurre la spesa pubblica e contemporaneamento promettere aumenti sprositati delle pensioni minime (per la serie “ai lavoratori niente alle casalinghe tutto”) e investimenti massicci sulla ricerca?” non solo si può dire, ma si può fare: 1) si tagliano gli sprechi immensi della spesa pubblica, ad esempio accorpando organismi identici ed elilimando quelli inutili (come le Provincie) 2) si razionalizza e si ridistribuiscono le risorse

  14. masaccio scrive:

    Dedalus, ma perché dovrei credere alle promesse (per quanto modeste) del Pd sulle convivenze, quando quel partito nella scorsa legislatura ha affossato una norma come i Dico, firmata da due ministri dello stesso partito? Perché dovrei credere alle promesse (per quanto modeste) del Pd sull’immigrazione, quando il segretario di quel partito ha teorizzato e proposto, quand’era sindaco di Roma, l’espulsione per via amministrativa di cittadini europei?
    A me sembra che sia proprio il Pd a promettere mari e monti perché è certo di non governare e quindi di non dover mantenere. Sono 30 anni che tutti i governi, a loro dire, tagliano sprechi, accorpano organismi, razionalizzano e redistruiscono. È il deus ex machina della politica economica italiana: siccome gli italiani pensano tutto il male possibile della pubblica amministrazione, crederanno sempre che ci siano risorse infinite da ottenere “tagliando gli sprechi”. E così, quando non c’è copertura, si tira fuori il jolly: “Tranquilli, italiani, potrete avere di più senza dare niente in cambio, ci penso io a tagliare gli sprechi”. La Dc lo faceva, Berlusconi lo faceva, Prodi era stato onesto e coraggioso a non farlo, a dire: “Italiani, le cose che prometto costano, e le pagherò recuperando l’evasione fiscale e tassando le rendite”. Un bagno di realtà da cui purtroppo siamo già usciti: ecco tornato un nuovo piazzista…
    Per curiosità, chi ha gestito quegli “sprechi”, finora? Il Pd ha 21 ministri su 25 e la maggioranza assoluta di regioni, province e comuni. Per la cronaca.

  15. masaccio scrive:

    Sul fatto, poi, che sia “facile avere belle idee, quando si ha la certezza che non ci si troverà nelle condizioni di doverle realizzare”, chi è causa del suo mal pianga se stesso. La Sinistra era parte di una coalizione governativa, fino a che non è stata cacciata. Va ben che siamo belli, ma ci rimpiangete già?

  16. dedalus scrive:

    vabbè punto. la pensiamo diversamente ed è bene prenderne, ancora una volta, atto. voi pensate – e lo dite a chiare lettere – che Berlusconi, Veltroni, la Dc pari sono, stesso schifo, tutto uguale. io no. le differenze tra Pd e Sinistra arcobaleno, tra le due sinistre – sì, sinistre – sono finalmente evidenti, esplicite e dichiarate. e oggi ancora di più, dopo la scelta di correre da soli. scelta che non rimpiango affatto, anzi. all’inizio, quando è stata fatta la scelta, ero scettico, ora non più. troppo diverse sono le idee riguardo al mondo contemporaneo, alla politica, alla sua prassi, ai suoi obiettivi, per continuare rimanere nello stesso progetto politico.

    detto questo, ripeto: vi chiederei, per onestà intellettuale, di non dire cose non vere riguardo al programma del Pd, anche perchè non giova a nessuno. potete dire che è irrealizzabile, che è modesto, che sono tutte promesse vuote, che è moderato, che è berlusconiano, tutta fuffa, ecc. questo, nella lotta elettorale, ci sta. ma non si possono dire falsità del tipo non c’è la riforma del sistema televisivo, non c’è il riconosciemento delle coppie di fatto, non si sono proposte politiche contro la Bossi-Fini. semplicemente perchè è un’evidente panzana.

    andiamo avanti con il conto dei nuovi servi del padrone che aderiscono al Pd: Alessandro Bianchi (ministro dei trasporti, area Pdci), Loredana Dolci (gia’ segretario regionale del Pdci in Emilia Romagna), Luis Zapatero (primo ministro spagnolo, già vicepresidente dell’Internazionale Socialista: “Caro Walter hai l’appoggio di Zapatero e degli spagnoli. Crediamo nel progetto del Partito democratico”, lo ha dichiarato il ministro spagnolo del lavoro Jesus Caldera intervenendo a Brescia ad una conferenza del Pd)..

  17. masaccio scrive:

    L’unica “evidente panzana” è che qualcuno abbia detto che Berlusconi, Veltroni e la Dc sono sono lo “stesso schifo”. Ti pregherei di non mettermi in bocca cose che non esistono. Vale anche per i “servi del padrone”.

    Ho evidenziato alcune incongruenze nel programma del Pd, sia all’interno sia soprattutto nel rapporto con quanto fatto al governo. Ripeto: in un qualsiasi paese del mondo a un partito che esprime 21 ministri su 25 si chiede conto dell’operato del governo. In Italia no, sono tutte vergini. E Prodi cancella la conferenza stampa di fine campagna elettorale, in modo che il governo sparisca del tutto.
    Vorrei che tu mi rispondessi nel merito, non che parlassi di “servi del padrone”. Vorrei che dicessi la tua sulla proposta di espulsione amministrativa di cittadini europei avanzata da Veltroni sull’onda dell’omicidio Reggiani. Vorrei che spiegassi perché norme contro la precarietà che all’epoca del protocollo di luglio il Pd avversava ora dovrebbero essere introdotte.

    Vorrei capire quali sono queste grandiose differenze riguardo “al mondo contemporaneo, alla sua politica, alla sua prassi, ai suoi obiettivi”. A me non sono chiare, e ho l’impressione che non lo siano del tutto neanche a te. Il Pd ha scatenato un grande entusiasmo, da parte dei suoi aderenti c’è un forte investimento di fiducia e speranza, solo che certe volte ho l’impressione che si ritengano questa fiducia e queste speranze dovute. No, mi dispiace. Non faccio atti di fede. Chiunque è liberissimo di credere che quando Veltroni dice di aumentare le pensioni delle casalinghe tagliando gli sprechi dica qualcosa di diverso da ciò che hanno detto De Mita e Berlusconi. Solo che io non ci credo sulla fiducia, vorrei delle argomentazioni razionali. Tutto qua.

  18. dedalus scrive:

    – l’equiparazione tra Pd e il peggio della storia politica italiana (Dc, Berlusconi, De Mita, ecc.) è costante nei tuoi commenti, qui come nel mio blog, e sottintende l’equazione: stessa cosa, stesso schifo
    – “servo dei padroni” è un riferimento – chiaramente provocatorio – alla tua ipotesi riguardo alla completa omologazione del Pd ai dettati di Confindustria
    – il Pd, occorrerà ricordarlo, nasce dopo le elezione del 2006 e dopo la formazione del governo Prodi. nasce proprio come tentativo di superare quello schema maxi-coalizione/maxi-programma che ha impantanato l’ultima legislatura per effetto dei veti incrociati dell’una e dell’altra parte. la responsabilità di quella esperienza è da spalmare dunque sull’intera coazlizione – da Mastella a Turigliatto – e il riferimento ai 21 ministri Pd è effetto di una visione distorta e anacronistica. è da spalmare e da attribuire in particolar modo a quelle aree che in Parlamento hanno reso vana ogni proposta del governo. mi riferisco ai centristi (Mastella, Dini, Fioroni, teodem) per quanto riguara i provvedimenti in campo etico, mi riferisco alla sinistra radicale per quanto riguarda i provvedimenti in campo di riforma del welfare e di politica internazionale. questo non per assolvere i “ministri Pd”, ma per dire che la stasi era effetto strutturale della composizione parlamentare nel suo complesso (in particolare al Senato) e del progetto politico che la sosteneva. il progetto del Pd che corre da solo è proprio il tentativo di lasciarsi alle spalle quella penosa esperienza, tentativo che ha compotato il taglio – i più netto possibile – delle ali, taglio delle ali che produrrà – spero e credo – maggiore coesione e coerenza, meno voli a vuoto e più scarpinate. non sarà tuttavia una passeggiata..
    – politiche nel campo dell’immigrazione e del mercato del lavoro potranno risultare più coerenti e razionali in ragione di quanto sommariamente detto nel punto precedente e soprattutto più realizzabili nel concreto
    – le differenze tra le due sinistre, quella tradizionale e quella riformista, a me paiono piuttosto chiare e mi stupisce non poco il fatto che tu ora tenti – se ho capito bene – di negarle, o di minimizzarle. il confronto all’interno di questo blog è servito, mi sembra evidente, a inquadrarle e a definirle chiaramente. differenze che riguardano temi fondamentali come il lavoro, l’ambiente, l’Europa, la globalizzazione, e in senso più lato la politica e la sua dialettica democratica, l’idea di sviluppo e i modi per perseguire gli obbiettivi che questa implica.
    – la mia non è immotivata fiducia, non è un atto di fede. è ragionamento, impegno quotidiano e speranza. come ho già detto, sono democratico non scemo. neanche credulone.

  19. masaccio scrive:

    Siamo tutti persone sensibili, però non penso che sia un tabù paragonare una proposta del Pd (il “taglio degli sprechi” come panacea di tutti i mali) ad analoghe promesse fatti da altri partiti di governo in passato. Se il paragone non sta in piedi, puoi contestarlo nel merito, no? Non capisco, poi, come possa essere considerato offensivo il paragone con la Dc, dato che si tratta del partito da cui proviene una parte notevole (la grande maggioranza, qui in Veneto) dei dirigenti del Pd.

    I riferimenti al governo Prodi mi sembrano un po’ confusi: metti sullo stesso piano il comportamento della Sinistra sul welfare e sulla politica internazionale (chiedere a gran voce il rispetto del programma e poi votare per il governo anche quando questo non veniva fatto) con quello del centro sui diritti civili (votare contro il governo, anche in caso di fiducia), e metti sullo stesso piano un unico e isolato senatore di Rifondazione, espulso dal partito (punizione secondo me assolutamente eccessiva, ma tant’è), con autorevoli esponenti che il Pd si è ben guardato dal cacciare. Quel Fioroni che tu nomini è oggi uno degli azionisti di maggioranza del partito, e ha recentemente organizzato un’assemblea a Roma dei 100 futuri parlamentari cattolici del Pd che esprimeranno le sue posizioni.

    Sull’immigrazione e sul mercato del lavoro vorrei un ragionamento logico e consequenziale. Veltroni ha cambiato idea sulla caccia al rumeno? E sulla legge 30, cosa pensa il Pd? Nel programma dell’Unione c’era scritto che andava “superata”, ma ora ogni dichiarazione pubblica dei dirigenti del Pd (perfino Damiano, ultimamente) non fa che lodarla. Il programma del Pd, infatti, non accenna ad alcuna modifica, se non la “riduzione della durata massima a due anni” dei contratti temporanei. Peccato sia lo stesso partito (e ti chiedo di smentirmi nel merito) che bocciò la proposta, in occasione dell’accordo di luglio, di fissare quella durata massima a 3 anni. Che credibilità si pretende, a questo punto?

    Non tento di negare o minizzare le differenze: non le capisco, proprio. Per il semplice motivo che, davvero, non mi è chiara la posizione del Pd su lavoro, ambiente, Europa e globalizzazione. Figuriamoci su politica e dialettica democratica. Al momento vedo solo marketing elettorale. Poco altro.
    Per questo ho parlato di un atto di fede. Non per darti del credulone: la fede è una cosa seria. Ma perché non trovo altra ragione che l’entusiasmo e la speranza nella novità, per spiegare l’incrollabile fiducia che il Pd è riuscito a suscitare nell’elettorato di centrosinistra in questo mese, facendogli dimenticare 2 anni di governo.

  20. dedalus scrive:

    – il taglio degli sprechi è una manovra necessaria e la riqualificazione della spesa è doverosa. non credo debba spiegarti il motivo. se poi tu non credi che questo avverrà mai, pace. io credo sia meglio provarci, piuttosto di dire che è impossibile.
    – metto sullo stesso piano centristi e radicalisti dal momento che l’atteggiamento di intralcio, la tentazione allo sgambetto e in generale l’effetto sull’andamento del governo nel suo complesso, è stato il medesimo, costante allo stesso modo. del resto l’ha detto anche Prodi. ben diverse le motivazioni, identico l’ostruzionismo.
    – quel Fioroni è, per tanti e pure per me, uno degli uomini da combattere – democraticamente – all’interno del Pd. avversario dichiarato, ad esempio, di Rosi Bindi. dal momento che la linea generale del partito si è stabilita sulla base di procedure democratiche – procedure che hanno premiato il ticket Veltroni-Franceschini – l’area Fioroni è destinata a coprire un ruolo di opposizione interna. la sua posizione e quella della sua area è, perlomeno oggi, altamente minoritaria.
    – cosa pensa oggi personalmente Veltroni importa solo relativamente. a differenza di altri, egli è espressione di una progetto democratico, non padrone di un marchio. importa invece sapere quale è la posizione del partito nel suo complesso su temi quali immigrazione e lavoro, posizione ben delineata nel programma e sottoscritta da tutti. la legge 30 può diventare una buona legge se inserita in una robusta cornice di flexsecurity. senza la legge 30 oggi io – e come me molti altri (Ragù compreso?) – molto probabilmente saremmo completamente disoccupati e senza alcuna prospettiva di occupazione. immaginare di poter semplicemente tornare ad una situazione pre-legge30 è affascinante, ma irreale. può essere un cavallo di battaglia efficacissimo per chi compie una scelta di parte, ma non è una politica di governo perseguibile nei fatti.
    – la posizione sul Pd sul lavoro è quella appena accennata. sull’ambiente nel Pd prevale la linea del sì: Tav, termovalorizzatori, riqualificazione del sistema produttivo in senso eco-compatibile, diffusione del fotovoltaico e delle energie alternative. la posizione del Pd è dichiaratamente filoeuropeista, in particolar modo per quanto riguarda politica economica e politica internazionale (la sola figura del suo presidente è garanzia inequivocabile di questo). il Pd vede nella globalizzazione una risorsa e non un ostacolo per il progresso civile dell’umanità, un processo in fieri e certamente, sotto molti aspetti, contraddittorio, ma che, se adeguatamente interpretato e preso in mano da un’Europa forte (dal punto di vista politico e non solo economico), può condurre a una maggiore giustizia e a un maggiore benessere per tutti: per citare un libretto scritto da Sen, Fassino e Maffettone, può condurre a una giustizia globale. per il Pd la politica è il campo della diversità, anche ampia, delle posizioni, campo della mediazione, della sintesi, della responsabilità di azioni condivise e non è il campo dello scontro tra interessi inconciliabili, dell’antagonismo, della testimonianza delle proprie inossidabili ragioni. per il Pd la dialettica è interna e dinamica, e produce, di volta in volta, con la fatica del lavoro e del concetto, Aufhebungen diverse, progressive e provvisorie. per la sinistra tradizionale la dialettica è tenuta all’esterno, alimentata nei suoi tratti oppositivi al fine di conservarla intatta all’interno dei suoi luoghi tradizionali, quasi fossero poli metafisici e non effetti di realtà intrinsecamente soggetti al mutamento storico. queste le differenza, importanti, decisive. dire che questo è poco, solo marketing elettorale, mi sembra un po’ ingenuo e semplicistico.
    – punto

  21. lussu scrive:

    ma confondere la legge trenta con la possibilità di avere dei contratti a tempo determinato questo mi sembra ingenuo … se ci fosse una legge che dice che le tasse sui contratti a tempo determinato sono più alte di quelli a tempo indeterminato magari avrei questo tipo di contratto.
    e poi smettiamola con la storia del si e del no che è del tutto relativa e arbitraria.
    io sono a favore dei treni per i pendolari (i cui soldi promessi sono spariti nella scorsa finanziaria – e in questo senso bene che bianchi se ne sia andato -, a favore di qualche strada voluta da di pietro, quello che aveva votato a favore del mantenimetno in vita della società “ponte sullo stretto” un vero inno allo spreco).

    io sono a favore dell’eolico e del fotovoltaico.
    sono per la raccolta differenziata.
    sono per il potenziamento del trasporto pubblico.
    dei biocarburanti.
    delle metropolitane di superficie
    per il trasporto delle merci su rotaia.

    se poi ho il coraggio di dire qualche no, come al nucleare, ad ALCUNE tratte di tav, non me ne vergogno. poichè ho molte proprste posso permettermi dire, con vanto anche qualche no. è facile dire sempre di si.
    il programma del pd parla di nucelare,
    io dico no. è onesta. l’ha avuta anche sarkozy, che ha promesso (almeno promesso, ma qui in italia non si fa nemmeno quello) che non avrebbe più fatto strade.
    sakozy ha detto di no. e se lo farà davvero gli farò un plauso. perchè in italia, non solo il pd, ma anche il pd, non ha il coraggio di dire questi no?

    ps:non l’ha detto un parlamentare qualsiasi “Le dichiarazioni di Bertinotti, secondo cui il Pd è un partito ‘neocentrista’, ci calzano a pennello. Vorrebbe essere una critica ma, almeno per me, è un grande complimento”. Lo dice il responsabile comunicazione del Pd Marco Follini.

  22. masaccio scrive:

    Il punto non è se il taglio degli sprechi è possibile o impossibile. È una definizione talmente vaga e demagogica che non ha alcun senso definirla in un senso né nell’altro. Berlusconi in nome del taglio degli sprechi tolse le risorse ai parchi naturali, per dire. La Visco-Bersani del 2006 ridusse il fondo di finanziamento delle università, alla fonte, senza quindi poter identificare se colpiva sprechi o servizi. Perciò, secondo me, o mi si dice quali sono gli sprechi che si vogliono tagliare, uno per uno, oppure siamo in presenza di un generico progetto di taglio della spesa pubblica. Ma questo Veltroni non lo può dire, perché contemporaneamente sta promettendo di aumentarla, per sostenere gli aumenti delle pensioni delle casalinghe e pane e figa per tutti.

    Finché parliamo di “atteggiamento” e di “tentazioni” si può dire qualsiasi cosa, siamo nel campo delle opinioni. Parlare di “ostruzionismo”, invece, è un’accusa precisa che andrebbe argomentata: quali sono i ddl che la Sinistra ha ostruito? Ricapitoliamo: chi non vota la fiducia si ricandida (Binetti), chi la vota sempre si scarica (Sinistra). Evidentemente le posizioni della prima sono ritenute più compatibili con il Pd rispetto a quelle della seconda, a prescindere dal comportamento in parlamento. È una linea legittima, basta non nasconderla.

    Sulla questione Bindi-Fioroni vedo un po’ di confusione: Fioroni, forte dell’asse con Franceschini, alle primarie è stato parte della maggioranza veltroniana, mentre è la Bindi ad essere finita in minoranza. I risultati si vedono nella composizione delle liste: come annunciato da Fioroni e dallo stesso Franceschini, saranno oltre 100 i parlamentari schierati sulle loro posizioni nel prossimo parlamento. Mentre su quelle di Turigliatto non ci sarà nessuno. 100-0. Così, giusto per capire di quanto era fuori misura la tua equiparazione

    La legge 30 può diventare una buona legge se le si aggiungono gli ammortizzatori sociali. Benissimo, è la posizione di Maroni, Fini e Berlusconi, nonché di Confindustria, e ora so che è anche la posizione del Pd. Non c’è problema, basta dirselo. Nel programma dell’Unione era scritto il contrario, ma come dici tu, ora ci sono “due sinistre”. Cercherò di cancellare dalla mia memoria la campagna elettorale del 2006, quando l’intero centrosinistra attaccava frontalmente la legge 30 e Berlusconi la difendeva sostenendo che aveva creato posti di lavoro e che andava solo completata con le tutele, esattamente come fai tu ora.
    Per la cronaca, credere che un posto di lavoro sia il prodotto di una fattispecie contrattuale vuol dire avere una strana idea dell’impresa. Nella mia impresa il lavoro che faccio è utile, e lavoro lì perché l’impresa ha bisogno del mio lavoro, non perché esiste la legge 30 a permettere il mio contratto co.pro. Prima che esistesse quella legge, un altro faceva il mio lavoro, con un contratto diverso, proprio perché si tratta di lavori che esistono da decenni.
    Il problema è proprio questo: la legge 30 non ha reso precario il lavoro, ma i lavoratori. Una cosa sono gli stagionali, i picchi di produzione, ecc., ovvero lavori precari per loro naturi, che hanno bisogno di contratti precari. Una cosa sono lavori assolutamente stabili, che fino all’altro giorno sono stati collegati a contratti a tempo indeterminato e che con il pacchetto Treu e la legge 30 sono invece stati legati a contratti precari. In quel caso il lavoro non è assolutamente precario: la mia impresa ne avrà bisogno oggi come ieri come domani. Semplicemente è diventata precaria la mia posizione in quel posto di lavoro, dato che domani potrebbe esserci un altro al posto mio. Il lavoro resta a tempo indeterminato, ma il contratto scade e l’impresa ne approfitta. E continuerà a farlo finché sagge “politicahe di governo perseguibili nei fatti” continueranno a permetterglielo.

    Sul discorso del sì e del no ti ha già risposto Ragù: è propaganda. Un no a qualcosa è un sì a qualcos’altro. Sono contento che il Pd sia europeista, dato che è stata proprio l’Ue ad impedire al parlamento di approvare le misure sull’espulsione per via amministrativa di cittadini europei proposte da Veltroni. Sulla globalizzazione siamo tutti d’accordo sul fatto che vada interpretata politicamente, ma da che parte? Nel programma del Pd si apre alla privatizzazione di servizi pubblici come l’acqua, pretendendo di imporre la concorrenza a un monopolio naturale. Questo è un modo di interpretare politicamente la globalizzazione, ma a mio parere è quello sbagliato.
    La parte di filosofia politica mi fa sorridere: per te la politica è il campo della “mediazione” e non della “testimonianza delle proprie inossidabili ragioni”. Immagino sia proprio per questo che il Pd ha abbandonato una politica delle alleanze basata sulla mediazione per presentarsi con orgoglio da solo a testimoniare le proprie inossidabili ragioni. Veltroni l’ha detto: le nostre idee sono queste e non siamo disposti a mediarle, o avremo la maggioranza assoluta o staremo all’opposizione. Complimenti per la capacità di mediazione…

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