Fare l’ambientalismo

Meno di un mese fa l’ex presidente nazionale di Legambiente Roberto Della Seta, tessendo le lodi del sedicente ambientalismo del fare, proclamava: “Se si guarda la storia dell’ambientalismo italiano, tutte le figure più rappresentative o quasi tutte hanno scelto il Pd, da Gianni Mattioli, a Scalia, a Realacci.”

In molti, nel mondo ambientalista, hanno concesso però solo una chance a Veltroni: si andrà al governo, si vedrà se l’equilibrismo di Walter regge, se mezza Legambiente è compatibile con l’ideologia sviluppista, cementizia e scavatrice (bella, l’ideologia scavatrice) che traspare dal programma, e poi si deciderà.

La campagna elettorale non è ancora finita e già qualcuno ha perso speranza in quella chance: Gianni Mattioli, fisico, fondatore del Movimento Ecologista, ex presidente dei Verdi e ministro dell’Ambiente nel governo Amato II, firmatario dell’appello per il Pd, ha già lasciato il partito, affermando in un’intervista al Manifesto che “il Pd punta in modo ossessivo sulla crescita e dice sì anche al nucleare. Neanche una parola sulle questioni dello sconvolgimento climatico e sul suo impatto nell’economia e sulle abitudini della gente. Dietro l’ambientalismo del fare si nasconde una grande ignoranza dal punto di vista del merito tecnico: ad esempio si ignora che un inceneritore, anche se ben costruito, ha un impatto salutare grave per i cittadini che vivono nelle zone limitrofe.”

Cercate la notizia nei media nazionali. La troverete vicino a quella della Borsellino capolista per la Sinistra. Cioè da nessuna parte.

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8 Responses to Fare l’ambientalismo

  1. lussu ha detto:

    eh eh simpatico l’attacco a legambiente. non centra un cazzo, ma simapatico.
    è facile vedere nemici da tutte le parti, mette la coscienza a posto.
    dimenticando che della seta non è più presidente di legambiente proprio perchè membro del pd e dimenticando che tra i donfatori di legambiente c’è marcello cini il fisico che per primo sollevo il problema di ratzinger alla sapienza, o massimo serafini, che ben conosci
    un consiglio: fai un’offesa alla tua intelligenza se sostieni pubblicamente che mezza legambiente è schierata col pd e con la disciplina cementizia. lo sai che la realtà è più complessa, e non capisco perchè vuoi scegliere la strada più semplice, ma falsa

  2. masaccio ha detto:

    Ouh, Ragù, abbiamo un po’ di coda di paglia?
    Dire che mezza Legambiente sta col Pd significa fare una stima decisamente al ribasso, lo sai meglio di me. Ma secondo me anche quella mezza è troppo, tanto è vero che metto in dubbio la sua compatibilità con quella linea cementizia e ipotizzo che molleranno dopo le elezioni. Capisco che sei abituato a vedermi criticare Legambiente, ma in questo caso ho scritto esattamente il contrario. Linkando un pezzo, tra l’altro, in cui si dice tutto il bene possibile dell’attuale presidente.
    Rileggi quello che ho scritto senza metterti sulla difensiva, magari capirai che è tutto tranne un attacco a Legambiente.

  3. scriptabanane ha detto:

    ZIZZANIA!

    ma com’è quella cosa dellimpatto salutare dell’inceneritore?

  4. masaccio ha detto:

    Ehm… Nel copiare il paragrafo era saltata una parola. Ora mi sembra più chiaro.

  5. lussu ha detto:

    Non è una questione divensiva, ma metodologica. Prendo atto che quello che volvi dire tu è altro, bene. Ma se si deve parlare di Legambiente, anche criticare e magari far nascere delle discussioni interesanti, credo sia giusto farlo criticando le posizioni di Legambiente, non della sua vecchia dirigenza.
    Ho letto l’articolo del manifesto. Dice quello che dici tu, ma devo dire che secondo me Russo Spena va preso con le pinze quando parla di Legambiente, visto i pregressi al congresso.
    Un’ultima cosa sull’ambientalismo del fare: sempre sul manifesto ieri c’era un articolo di paolo cacciari che se la prendeva con l’ambietnalismo del fare ch nato in buona fede i legambiente è diventato cattiva fede nel PD. In fondo lui è coerente con se stess, visot ch soostiene la decrescita, ma credo che se l’ambientalismo non si basi su proposte concrete trasversali all’ambiente e all’economia non avrà speranza.

  6. masaccio ha detto:

    Se devo parlare di Legambiente, parlo di Legambiente.
    Se invece devo parlare del fatto che già un ambientalista ha mollato il Pd e che secondo me presto lo faranno anche altri, cito ad esempio, tra gli altri, anche mezza Legambiente. Mi pare un discorso talmente chiaro e talmente pro-Legambiente che non ha senso continuare a discuterne.

  7. dedalus ha detto:

    cavoli, c’è maretta in casa.. capisco che essere Democratici sia per voi come essere berlusconiani, ma – se ci pensate bene – è positivo che Legambiente, in quanto soggetto non direttamente politico, non appartenga a uno schieramento preciso e sia invece spalmata – vigile e operosa – su più fronti. e poi non mi sembra un buon motivo per litigare e un buon metro per giudicare chi è più radicale.. le ragioni dell’ambientalismo sono, come è giusto che sia, trasversali agli orientamenti politici. potrebbe del resto essere un aspetto che vi lascia una certa tranquillità: nel caso il Pd vinca le elezioni, anche le ragioni di Legambiente sarebbero ben rappresentate. mentre nel caso, ben più probabile, in cui vinca Berlusconi, le cose starebbero in maniera ben diversa..

    riguardo la decrescita, la questione è molto complessa. penso si possano distinguere due livelli relativamente autonomi. il livello dei comportamenti individuali, il quale sta trovando ragioni solidissime nell’idea di decrescita e che, in virtù di queste, sta elaborando azioni efficacissime in direzione di una nuova cultura del consumo critico. cultura che, riannodando in maniera consapevole economia, etica e ambiente, sta diffondendo una vera e propria trasformazione antropologica su scala planetaria. parallelamente a questo livello si muove la politica il cui funzionamento è, nostro malgrado, strutturalmente ancorato alle dinamiche della crescita economica. senza sviluppo economico, senza competitività su scala internazionale lo Stato, come soleva dire spesso Prodi, non è nelle condizione di garantire i servizi base, di assolvere alle funzioni previste dal welfare e il sistema produttivo non ha possibilità di assorbire la crescente domanda di occupazione. la via da percorrere è quella di studiare e progettare nel concreto soluzioni razionali in grado di agevolare lo sviluppo armonico di questi due livelli paralleli e di mettere in luce le connessioni esistenti tra di essi..

    ecco perché la contrapposizione tra “sviluppasti” e “anti-sviluppisti” mi sembra, spesso, solo un’astratta lotta ideologica fine a se stessa, incapace in quanto tale di mordere sulla realtà. ecco perché contrapporre lo “sviluppismo” e il “cementismo” del Pd all’ “antisviluppismo” della Sinistra Arcobaleno mi sembra spesso solo propaganda. la differenza vera è tra chi governa e deve tirare avanti la baracca, garantendo servizi e occupazione, e chi si candida all’opposizione e può dunque limitarsi a sventolare la bandiera della decrescita. i massimi dirigenti di Legambiente hanno deciso di lavorare all’interno della prima soluzione, convinti che le ragioni dell’ambientalismo abbiamo più possibilità di affermarsi.

  8. lussu ha detto:

    non centra niente quello che penso io del pd o di berlusconi. più sponde ha un’associazione ambientalista meglio è secondo me.
    e non temo che le ragioni di legmabiente saranno rapresntate nel pd o anche nel pdl …
    è che mi preoccupa quanto verrrano ascoltate.

    la decrescita poi è una posizione di cacciari non della sinistra arcobaelno che ha un suo programma di governo.

    infine proprio perchè tu dici che è bene che legambiente sia trasversale la scelta dei dirigenti va letta in questo senso e non come un abbraciare unicamente la possibilità che solo così “le ragioni dell’ambientalismo abbiamo più possibilità di affermarsi. “

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