Hanno vinto loro

Evidentemente Altan, quando nel 2001 disegnò la vignetta postata qui sotto, si era sbagliato: le cose potevano andare molto peggio. Oggi il vero dramma è lo spostamento a destra del Paese. Se cercate in internet il programma politico di una famosa loggia massonica degli anni ’70, noterete che molte delle cose che rivendicavano si stanno realizzando una ad una. Se sia un caso che alcuni componenti di quella loggia fanno parte della coalizione vincente questo non lo so, ma sicuramente è un dato di fatto.

Il percorso da fare ora è lungo. Ma è da fare nella società e sarà lungo anni: dobbiamo subire 20 anni di indottrinamento televisivo. Non sarà facile e non è nemmeno detto che ce la faremo. La soluzione più facile sarebbe emigrare, ma non è la più corretta. Anche perchè quello che è successo oggi in Italia potrebbe succedere domani in Europa.

Iniziamo dunque a riflettere noi, per capire come farci ascoltare poi. I dirigenti politici hanno fatto i loro errori. E va bene. Credo che sia PD che SA abbiano fatto scelte coraggiose (l’autosufficienza i primi, un’unità che pretendeva di gongolarsi sugli allori i secondi) ma evidentemente sbagliate, se non disastrose o dissennate (aristotelicamente potremmo dire che il coraggio si è trasformato in temerarietà). Onore alla armi di coloro che hanno creduto in questi due progetti fallimentari, e credendoci, hanno perso. Loro ragioneranno, a partire dai dirigenti nazionali, sui loro errori e su questo ha già scritto Masaccio nel post precedente.

Qui volevo solo far notare il capolavoro politico del voto utile: chi ha fatto il voto utile (e in molti l’hanno indirizzato su Di Pietro a giudicare dall’altrimenti inspiegabile dato dell’Italia dei Valori) ha ottenuto non solo un risultato, bensì due. Pur non sentendosi rappresentati da Veltroni lo hanno votato per andare contro Berlsuconi. Non solo non hanno battuto Berlusconi, ma hanno pure cancellato la sinistra dal Parlamento. Varrebbe la pena riflettere su quanto utile è stato questo voto, e rifletterci due volte sopra alle prossime elezioni poltiche, a meno che un bellissimo sistema maggioritario puro non segnerà definitivamente la morte della rappresentanza.

Un ultimo saluto a coloro che hanno fatto il voto inutile, tipo sinistra critica o lavoratori comunisti. Sarei contento se ora mi spiegheranno se sarà più facile o difficile che il Dal Molin venga costruito, che la Tav venga fatta o meno, che i soldati vengano ritirati dall’Afghansitan, che la legge Biagi venga abrogatao che si facciano i PACS?

P.S. è ufficiale: il Trentino Alto Adige è la zona più rossa d’Italia

12 risposte a Hanno vinto loro

  1. matt scrive:

    evidentemente chi ha fatto il voto utile non era già al corrente del disastro. se tu lo sapevi potevi avvertirci, così almeno noi si votava sinistra critica a cuor leggero, oppure si stava a casa. io personalmente sono andato alle urne non sapendo il risultato e cercando di esprimere il voto più significativo. visto che votare non è la mia pratica politica preferita, non ho problemi di coscienza a dare il voto a chi ha la prospettiva di governare. che poi la SA fosse predestinata all’opposizione non per causa sua ma perchè esclusa, lo so e lo trovo antipatico, e spero che in futuro questa cosa si metterà a posto. ovviamente sono dispiaciuto per la scomparsa di tanta cultura politica dal parlamento, scomparsa peraltro non imputabile certo al voto utile – mi sembra che il disastro – che ora tutti si affrettano a dire che fosse preannunciato – sia dovuto soprattutto alla delusione della base. e alla sostanziale antidemocraticità della legge elettorale. dopodichè sul piano personale, la prevedibile scomparsa di certa gente dal parlamentino di vespa non mi turba troppo – ho troppa poca stima per larga parte di SA. mi dispiace veramente molto solo per bertinotti, che conclude la sua parabola con un tonfo, diliberto e un paio d’altri, compresa la borsellino che ha speso il suo nome importante inutilmente.

    prospettive io ne vedrei due: unitariamente tornare alla piazza, o unitariamente tornare a cercare un contatto con il PD. o stabilmente sinistra di lotta, o stabilmente sinistra di governo (ovviamente non in maniera così dicotomica). io, ebbene si, auspicherei la seconda. quello che si prospetta invece è ognuno per conto suo – comunisti italiani e verdi si stanno gi sfilando – a farsi la guerra tra SA, PdCI, SC, PCL e chissà chi altro su chi organizza quale manifestazione e chi è più solidale con gli operai etc.

    comunque non è della scomparsa della sinistra dal parlamento che dobbiamo preoccuparci (all’atto pratico, chissà che incisività avrebbero avuto una manciata di deputati per l’afghanistan, la biagi e i pacs). mi pare che le cose vadano molto peggio di così… saranno le cattive sensazioni a caldo che ci fanno fare pensieri brutti, ma io e la mia ragazza ci stiamo preparando mentalmente (e tra un po’ anche materialmente) alla prospettiva di andare all’estero per un periodo.

  2. Dario scrive:

    Avete presente Willy il coyote quando insegue beep-beep?Avete presente quando non si accorge di una curva e tira tritto convinto di essere ancora sulla salda terra?Quando si ferma con sguardo interrogativo per capire cosa ci sia di strano e poi guardi in basso, giu’ verso il profondo canyon che lo separa dall’atterraggio, domandandosi se nel tempo della caduta sara’ in grado di costruire un paracadute?

  3. lussu scrive:

    matt, tu mi scrivi questo:
    evidentemente chi ha fatto il voto utile non era già al corrente del disastro. se tu lo sapevi potevi avvertirci, così almeno noi si votava sinistra critica a cuor leggero, oppure si stava a casa

    evidentemente non hai letto bene le discussioni fatte in questo blog visto che masaccio nei commenti a cornuti e mazziati ti scriveva questo:

    Il Pd si è preso la responsabilità di dire apertamente: preferisco lasciar vincere Berlusconi piuttosto che allearmi con la Sinistra. Basta, stop. La campagna elettorale per il governo è finita lì, e tutti lo sanno. Ora si vota semplicemente per un posizionamento per il futuro: c’è un voto per il bipartitismo, per un patto che riscriva la Costituzione e la legge elettorale, ed è il voto a Pd o Pdl, e c’è un voto per mantenere la presenza di una rappresentanza politica della Sinistra. Stop. Non si vota per il governo. Si vota per altro, è un referendum costituzionale sul nostro sistema politico.

    che la sinistra non cia sia più in parlamento è semplicemente un’accellerazione di questo processo.

  4. masaccio scrive:

    A questo punto mi sembra inutile recriminare: c’è stato un referendum sul nostro sistema politico, e l’abbiamo perso. La cosa mi sembra drammatica da alcuni punti di vista (la mancanza di soldi e visibilità mediatica per i partiti della sinistra e l’assenza dal parlamenteo quando si parlerà di riforme istituzionali e legge elettorale), ma meno da altri.
    La prospettiva della Sinistra Arcobaleno aveva le gambe corte. E il fatto che non sia riuscita ad attrarre i voti neanche di coloro per i quali era stata costruita è indicativo: non si costruisce un’unità sul volontarismo, credendo che l’unità sia un valore in sé e che basti metterci tutti insieme perché qualcosa succeda.
    Il fatto che ora Verdi e Pdci si siano già sfilati è inevitabile. Anche dentro Rifondazione, a parte Bertinotti e i suoi adepti, tutti gli altri vogliono una discussione interna e autonoma. Dato che il progetto politico dell’Arcobaleno è stato spazzato via dal voto, ciò che resta sono i partiti, ed è giusto che i partiti si prendano il tempo per discutere, senza accelerazioni affrettate.
    È chiaro che poi io auspico che si torni a un processo unitario. Ma non l’Arcobaleno. Non, cioè, la formula “mettiamoci insieme e vediamo cosa fare”. L’unità nuova, se vorrà avere un futuro, dovrà nascere da una proposta politica, forte e autonoma. Non l’aggregazione di tutto ciò che sta a sinistra del Pd, ma l’aggregazione di tutti quelli che lavorano per questo e quest’altro. Perciò ben venga la discussione all’interno dei partiti, allarghiamola il più possibile, diamoci del tempo (tanto Berlusconi non cadrà domani) per lavorare sull’elaborazione di una proposta politica. E poi, se ci convincerà, facciamone derivare un assetto organizzatirvo unitario.

  5. Jack Frost scrive:

    Ha ragione Matt quando dice che chi ha optato per il voto utile (molti) non credeva in una disfatti di queste proporzioni, pensando che tanto quelli la loro base ce l’hanno e riusciranno a farsi rappresentare degnamente. Bisognerebbe parlare dei sondaggisti allora, che ci davano risultati quasi tre volte superiori all’esito delle urne… ma è un altro discorso. Tuttavia credo che il voto rispecchi la protesta delle perosne contro due anni di presenza al governo che non hanno cambiato nulla.
    Mi sembra avvilente comunque quello che sta succedendo ora, così nelle prime ore dopo la batosta. Mi sembra che i dirigenti di questi partiti non abbiano capito nulla. Soprattutto coloro che invece di andarsene pensano bene di sfilarsi e fare i conti tra le quattro mura delle loro ammuffite sedi di partito. Persa la battaglia, sono pronti a sfilarsi in nome di rigurgiti identitari che li condanneranno non al 3% ma allo 0,4, magari da spartirsi con la Sinistra Critica e Ferrando.
    Quindi o si ricomincia parlando delle forme dello sfruttamento, della povertà, del precariato o e meglio che ci ritiriamo nelle riserve indiane o nei caffè radical chic a discutere fra paraculi sulle differenze fra breznev e berlinguer. La base elettorale del Pci è diventata quella della Lega.
    La società è profondamente cambiata e una forza politica di sinistra deve saper interpretare questi cambiamenti. Io vedo problemi e dai problemi si deve ripartire, posssibilmente tutti assieme, altrimenti si è davvero, come dicono molti, fuori dalla storia e dal mondo.

  6. lussu scrive:

    Scusate, ma a me il tornare indietro puzza un po’. quale sarebbe il senso. è vero o non è vero che i partiti di sinistra hanno perso per diversi motivi milioni di voti?
    è vero.
    E i motivi sono uguali sono gli stessi, sia per rc, che per sd pdci e verdi. E allora perchè non si anallizano tutti insieme questi motivi?
    Il fatto che questi partiti sono ormai votati da un ristretto gruppo di laureati mentre le masse operaie votano lega è un problema comune. Rintanarsi a capirlo nelle sedi dei propri partiti rischia di essere un modo, secondo me, per accusara della perdita di voti il progetto della sinistra arcobaleno, dell’unità, mentre ci si tranquillizza a discutendone nel proprio partito.
    Se non si inizia a parlare subito con le persone che non hanno votato SA non si andrà da nessuna parte, e si potrà tranquillamente mantenere sul proprio logo la falce e il martello, dimostrando di non aver capito la lezione.

  7. masaccio scrive:

    Lussu, perché un ragionamento sia razionale, bisogna partire da fatti reali o non da pregiudizi. Che i partiti ognuno col proprio simbolo avessero 3 milioni di voti in più rispetto all’arcobaleno è un fatto. Che la lezione che va capita sia riproporre l’arcobaleno per forza sempre e comunque è un pregiudizio, da cui puoi far discendere tutti i ragionamenti che vuoi, ma su cui non mi troverai mai d’accordo.
    Sia chiaro: secondo me, e l’ho ampiamente scritto nel post precedente, la questione non è il simbolo. Con un simbolo diverso probabilmente saremmo arrivati al 4% e saremmo entrati in parlamento, ma la sostanza politica non sarebbe stata diversa. La questione è che il progetto politico della Sinistra Arcobaleno è stato sonoramente bocciato dagli elettori. Questo è un fatto, non si può smentire.
    Ora, io sono per l’unità della sinistra, e penso che i partiti attuali siano ampiamente insufficienti. Ma, ad oggi, l’arcobaleno non esiste più, mentre i partiti esistono. Si tratta di 200 mila militanti iscritti e attivi, che hanno tutto il diritto di riunirsi, discutere e decidere democraticamente cosa fare. Che io o te pretendiamo di determinare la linea di Rifondazione senza prenderci la responsabilità di una tessera e della partecipazione a un processo democratico è una gazebata americanoide che lascio volentieri a Veltroni.
    L’unità fatta alla cazzo pur di farla, abbiamo visto, non funziona. Perciò qualsiasi ragionamento sul futuro deve partire da questo punto: non è l’unità che fa la sinistra, è la proposta politica. Se sapremo elaborare una proposta politica nuova ed efficace, attorno a questa si potrà costruire un’unità, con chi ci sta. Altrimenti, non ha nessun senso tornare su una strada già percorsa e che ci ha portato allo sfascio.

  8. masaccio scrive:

    E poi, per favore, smettiamola con questo mantra della sinistra che è scomparsa perché “le masse operaie hanno votato Lega”. Non è vero. Non è vero.
    Chiunque abbia mai analizzato un po’ la politica veneta sa che gran parte dei lavoratori, qui, vota Lega da 20 anni. Non certo da stavolta. E i dati elettorali dicono esattamente il contrario: nelle campagne la Lega era già fortissima, questa volta ha sfondato nelle città, come Padova, raccogliendo i frutti della campagna della sicurezza anche all’interno della piccola borghesia cittadina, per la prima volta.
    Questa teoria secondo cui abbiamo perso voti a favore della Lega è fuori tempo massimo: i voti a favore della Lega li abbiamo persi nel corso di 20 anni, stavolta no. Anche perché stavolta il crollo è assolutamente omogeneo su tutto il territorio nazionale, anche dove la Lega non c’è.

  9. lussu scrive:

    x matt
    dici: all’atto pratico, chissà che incisività avrebbero avuto una manciata di deputati per l’afghanistan, la biagi e i pacs
    non è questo il punto. è una questione di prospettive. mi chiedo: è stato utile votare sinistra critica a questi fini. mi rispondo: no avere qualche parlamentare poteva essere utile, almeno in termini di visibilità.

    x masaccio
    Già. Ma i fatti vanno interpretati.
    Possiamo decidere come e soprattutto dove interpretarli. Cita giustamente la questione delle tessere. Che si chiudano nelle loro sedi e discutano se noi che non siamo iscritti non possiamo determinare la linea del partito.
    Bene sono prorpio contento di un partito che non ascolta i suoi elettori (che come ha ammeso ferrero sono stati più fedeli degli iscritti).
    Consiglio loro una domanda da farsi quando sono chiusi nei loro congressi… perchè quello persone che voglio influire sul loro partito non hanno la tessera?
    Non vedo nessuna prospettiva nel rinchiudersi nei propri partiti, se non il suicidio.
    Abbiamo visto quanto è importante per le gente il voto utile.
    Pensiamo di recuperare il voto di coloro che hanno fatto il voto utile, tornando a quattro partiti inesistenti?
    sulla questione lega e operai: non cambia di molto la questione se gli operai votano da oggi o da vent’anni.
    anzi: se questo è vero, ed è vero. dimostrerebbe il fatto che gli elettori hanno bocciato
    non la sinsistra arcobaleno, ma quello che i partiti hanno fatto fino adesso.

  10. masaccio scrive:

    Lussu, scusa, ma il tuo ragionamento non sta in piedi. Quei partiti che secondo te non esistono hanno circa 200 mila iscritti. Persone che accettano di versare una quota annuale, schierarsi pubblicamente, partecipare democraticamente alla determinazione della linea e della dirigenza, portare avanti quella linea nella società. Oggi nessuno di quei partiti, secondo me, è sufficiente, perciò non vi aderisco. Ma non pretendo certo, io che mi faccio i cazzi miei e faccio il battitore libero, di prendere decisioni sulla testa di chi invece aderisce a un’organizzazione democratica.
    “Ascoltare gli elettori” cos’ha di democratico? Cosa facciamo, un sondaggio? Un referendum? Le primarie?
    Quei partiti sono pieni di difetti, non per niente ho sempre deciso di non farne parte (e non cambio certo idea adesso). Ma ad oggi quella di mettersi in secondo piano è stata la scelta che dal punto di vista elettorale ha portato al risultato peggiore della loro storia. Questo è un fatto.
    Poi non sto dicendo che vorrei rivedere 3 simboli diversi sulla scheda, la prossima volta. Anzi. Ma vorrei che il processo unitario avesse alla base una proposta politica determinata, non un volontarismo buonista e inutile. Il 20 ottobre chi l’ha organizzato? Prc e Pdci, con il sostegno di Carta, Manifesto, e di molte realtà organizzate della società civile di sinistra. C’era la Sinistra Arcobaleno? C’era il partito unico? No. Eppure c’era il popolo della sinistra. C’era un’unità conquistata con un contenuto unificante, non predicata dall’alto come dovuta.

  11. matt scrive:

    lussu, mi sembra che ti mangi la coda a sponsorizzare il voto utile per la sinistra arcobaleno piuttosto del voto inutile a sinistra critica, e nel contempo a criticare il voto utile per il pd, piuttosto che per SA. certo che c’è una relazione di proporzionalità tra gli scopi e i programmi di questi partiti. ma c’è anche una relazione di proporzionalità tra gli effetti: la vittoria del pd sta alla scomparsa della sinistra come la scomparsa della sinistra sta alla presenza in parlamento della sinistra critica. non so se mi spiego: era tanto più improbabile che SA perdesse l’immagine massmediatica (e se non hai un immagine non sei nessuno) e i soldi (a maggior ragione) che il PD perdesse le elezioni: per cui non giustificarmi l’utilità del voto per SA in virtù della famigerata rappresentanza parlamentare.

    masaccio, io apprezzo le tue analisi, perchè penso che tu sia un bravo analista. ma a volte penso che tu non sia conseguente alle tue posizioni. francamente auspicherei che uno così schierato, e che ha preso apertamente posizione con una parte politica, si metta in gioco personalmente. e cioè prenda la tessera. se non la prende gente come te, chi la deve prendere? solo funzionari signorsì portaborse e galoppini? ognuno è uno spirito libero, ma come ben sai la politica è un gioco di equilibrio tra compromesso e ideali (quella migliore, almeno); qualcuno soccombe al compromesso, qualcuno è intransigente sugli ideali. tu mi sembri uno diplomatico abbastanza da concordare un buon compromesso senza abbassar la guardia sugli ideali. per cui ti vedrei impegnato in prima linea, con la tessera; e non sempre e soltanto nella parte dell’opinionista politico. nella speranza che i nuovi soggetti che andranno a delinearsi mettano in atto quella pratica di democrazia interna che soltanto il PRC aveva.

    quanto alle realtà di sinistra, credo purtroppo che non mancheranno, e ben presto, occasioni per scendere in piazza con campagne e manifestazioni. quello sarà il banco di prova per una nuova realtà omogenea. chissà…

  12. masaccio scrive:

    Matt, se non ho preso tessere finora è per due motivi che conosci bene. Il primo è che ho sempre privilegiato l’attività sindacale e non volevo interferenze. Il secondo è che ritengo ognuno dei partiti attualmente presenti assolutamente insufficiente ai bisogni di coloro che intendono rappresentare, perciò rafforzarli avrebbe significato semplicemente rafforzare le loro aspirazioni autoreferenziali. Appena mi si è presentato davanti un soggetto unitario e potenzialmente capace di costruire una massa critica utile ed efficace, cioè la Sinistra Arcobaleno, ho subito aderito, mettendo da parte le mie mille perplessità sulla linea. Quel processo è fallito, si lavora per costruirne un altro, penso che ognuno debba dare il suo contributo. Il fatto che abbia grande rispetto e considerazione per l’autonomia dei partiti non significa che ritenga che Prc e Pdci, oggi, siano la soluzione. Certo è che senza di loro o contro di loro mi pare davvero difficile che questa soluzione nasca. Ognuno faccia la propria parte.

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