Come meravigliarsi di ciò che si sa già

L’Italia è un Paese in cui la meraviglia è tanto più clamorosa, quanto è più conosciuto l’oggetto di tale meraviglia. In questi giorni due stupendi esempi ci vengono offerti dalla cronaca.

Uno è quello di di Veltroni che decide di rompere con Di Pietro, perchè scoperto dopo la manifestazione di piazza Navona troppo giustizialista, troppo grillino e troppo girotondista. Come se Veltroni non si fosse scelto Di Pietro come unico alleato proprio perchè troppo giustizialista, troppo grillino e troppo girotondista, proprio perchè sarebbe servito a recuperare i voti di coloro che sono troppo giustizialisti, troppo grillini e troppo girotondisti. (Tra parentesi: mi fa un po’ ridere Veltroni che spiega ai girotondi, considerati cinque anni fa erano i difensori della democrazia, che così si fanno i favori a Berlusconi, proprio lui ha servito a Berlusconi su un piatto d’argento tutto ciò che si poteva servire).

L’altro caso sensazionale è lo stupore di tutti, ma proprio tutti, di come il posto da ministro, Mara Carfagna, se lo sia guadagnato (udite udite!) con qualche favore sessuale. Una cosa che ha dell’incredibile. E tutti che si immaginvano che la Carfagna fosse lì per chissà qualo meriti. Con addirittura interventi pseudo femministi, come la Rodotà sul Corriere, che cerca di spiegare che in fondo non bisogna insultare la Carfagna, che tutto ciò non è colpa sua. Eh no, cara Rodotà, l’immagine del maschio bullo è complementare a quella della femmina gallina e se all Carfagna non si può farle una colpa solo perchè è stata soubrette, di sicuro si deve darle colpa di aver accettato un posto da ministro solo perchè è stata soubrette.

PS: E’ chiaro che questo blog esprime massima solidarietà a Sabina Guzzanti.

4 risposte a Come meravigliarsi di ciò che si sa già

  1. matt scrive:

    Il PD si sta coprendo di ridicolo, nel momento più ghiotto per ogni opposizione. Non credo che andrà avanti a lungo così, prima o poi queste storie si quieteranno e ci saranno le questioni più spinose ma difficili da comunicare alla gente dei tagli dei fondi etc.

    L’articolo di Rodotà non è pessimo. Ha ragione lui quando dice che prendersela con la gallina, una poveretta che ha colto al volo un’opportunità, è funzionale alla exit strategy di Berlusconi dall’eventuale scandalo. Lei è l’esca da dare in pasto al sistema del gossip informativo quando e se salterà mai fuori qualcosa di concreto, e lui se la caverà con una pacca sulle spalle.

  2. masaccio scrive:

    Ragazzi, è già venuto fuori qualcosa di concreto.
    Un presidente del consiglio mette a carico del bilancio dello stato le sue troie: alcune nella tv pubblica, un paio al governo.
    In qualsiasi altro paese al mondo sarebbe a casa. A casa.

  3. lussu scrive:

    Maria Laura Rodotà, non Stefano.

  4. matte scrive:

    Le intercettazioni con Saccà sono pubbliche, quelle riguardo e con la Carfagna e l’altra tipa di Teulada mi risulta che non lo siano e che siano passibili di distruzione, e comunque non ancora pubblicabili. Tutti sanno cosa si è detto Berlusconi con costoro, ma non ha “concretezza” politica finchè non saranno ufficilamente di dominio pubblico.

    In ogni caso, sono assolutamente dell’idea che per un simile scandalo le dimissioni siano cosa ovvia in altri paesi, e qui nessuno osa invocarle. Ma credo che la Rodotà volesse dire “non sprecate le vostre energie per la Carfagna e concentratevi su Berlusconi, altrimenti la fa franca trombando (in tutti i sensi) il capro espiatorio”.

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