Il papa buono

Papa Ratzinger sta antipatico a molte persone, e praticamente a nessuno sta più simpatico di Giovanni Paolo II. Gli va dato merito però di aver affrontato, la scorsa settimana il caso dei preti pedofili. Certo, alcune uscite oltre a essere un po’ scontate facevano quasi ridere: “Essere preti è incompatibile con la pedofilia.” Della serie: grazie per l’informazione. In realtà quello che ha fatto Ratzniger è un passo storico. Ha cercato di lavare i panni sporchi alla luce del sole. Poi probabilmente è stata solo un’uscita mediatica, tant’è che i familiari delle vittime si sono lamentati, ma sicuramente il Tg1 non avrebbe mai parlato di preti pedofili così ampiamente senza queste dichiarazione del papa.

Poi certo, Ratzinger continua a essere il solito, per carità: organizza la prossima GMG nella Spagna di Zapatero, invita i giovani a prefessare la propria fede in ambito pubblico, ma sicuramente gli va dato merito di essere stato il primo a parlare di un argomento che in troppi nella chiesa (e forse anche il precedente papa) volevano rimanesse sotto silenzio o comunque avrebbero voluto rimanesse una faccenda interna.

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6 Responses to Il papa buono

  1. matteo ha detto:

    > invita i giovani a prefessare la propria fede in ambito pubblico
    Mi pare ragionevole, e pensare che lo sia il contrario mi sa di oppressivo.

    Quanto ai predi pedofili, credo che Ratzinger stia sfruttando l’occasione degli scandali americani per cogliere due piccioni con una fava: rinormalizzare la chiesa d’oltreoceano, altrimenti un po’ esuberante, e chiudere una volta per tutte con sta storia dei pedofili e di ogni possibile discussione su argomenti di ambito sessuale riguardante i preti. Insomma: adesso li condanno e dichiaro che il sacerdozio è incompatibile con la pedofilia (il male assoluto), ma nessuno venga più a parlarmi di pulsioni amorose e sessuali dei preti. In tutti i versanti questo papa sta conducendo un operazione di monoliticismo culturale, fissando alcuni paletti e puntualizzano alcuni concetti: sulla concezione della vita, sul sacerdozio, sul cerimoniale, sulla vocazione messianica della Chiesa, e anche sul contenuto pacifista e altruista dei Vangeli. Sfrutta i canali che GPII ha aperto, ma rimette un po’ in ordine dopo il suo passaggio. Per quanto possa fregarmente, anche se assomiglia a Burns, per certi versi a me questo papa mi piace di più del precedente. Penso che se avessi mai la possibilità di parlargli, almeno avrei l’impressione di parlare con uno stronzo che ne sa più di me e capisce quello che dico, e non con un santone che capisce solo della Maria e degli angioletti. Almeno con Ratzinger potrei trovarmi d’accordo sul Sud America e sulla musica di Palestrina.

  2. dedalus ha detto:

    dietro una qualsiasi affermazione si possono trovare mille intenzioni, duecento sottointesi, una ventina di riferimenti nascosti. il gioco è potenzialmente infinito e per certi versi inevitabile. ma davanti ad un’affermazione come “Essere preti è incompatibile con la pedofilia” io capisco solamente “Essere preti è incompatibile con la pedofilia” e mi basta. mi pare più che sufficiente. necessario e sufficiente.

    è questione di correttezza, equità e, mi verrebbe da dire, di laicità: quando uno dice una boiata è giusto farglielo notare e impedire che la boiata si propaghi; quando uno dice una cosa ragionevole è giusto dargliene atto o, se è il caso, stare in silenzio. e questo vale – mi sembra chiaro – a prescindere da chi è l’emittente del messaggio, sia esso il mio vicino di casa, il presidente della repubblica, l’autista del tram qui sotto, il papa. è bene dunque distinguere le boiate dalle cose ragionevoli, soprattutto se queste provengono da una persona pubblica e potente come il papa, a maggior ragione se il papa in questione è un integralista che pretende di parlare in nome della Verità. altrimenti si perde ogni credibilità e coerenza quando si presenta realmente il momento della critica.

    in definitiva sono d’accordo: a Ratzinger “va dato merito di essere stato il primo a parlare di un argomento che in troppi nella chiesa volevano rimanesse sotto silenzio”

  3. soupe84 ha detto:

    bah, non mi convince.
    E’ vero ciò che affermano lussu e dedalus, e cioè che va dato atto di essere stato il primo e bla bla bla, però mi sa tanto di paraculo.
    Bisogna vedere se poi la santa romana chiesa abdica agli stati il potere di punire i preti pedofili poichè anche in italia venivano puniti con lo spretamento e basta.

    E poi dai, resta sempre il papa: anche se ha detto una cosa intelligente e condivisibilie, non basta a controbilanciare il suo essere più che conservatore, accentratore, e credente.

  4. Jack Frost ha detto:

    Credo che Ratzinger abbia agito in modo coerente con quanto va dicendo: campione dell’ortodossia e del rigore morale non poteva non prendere questa posizione. San Paolo diceva che la castità è lo status perfetto per l’essere umano: se proprio non ce la fai a contenerti ti sposi. E’ chiaro che il prete quindi, essendo una guida morale per la comunità, deve essere il primo ad attenersi ad uno stretto rigore morale, anche nella sfera sessuale. E’ chiaro anche che ogni forma di contracezione è inacettabile e degradante per il cristiano, a differenza delle due altre grandi religioni monoteiste, più aperte, seppur nell’ambito del matrimonio, su questo versante.
    Insomma Ratzinger a queste cose ci crede fermamente e vorrebbe che tutta la cristianità si conformasse, anche se essi sono una minoranza: per Ratzinger è meglio avere delle chiese mezze vuote, ma con dei credenti al limite dell’invasamento, che siano veri testimoni della fede come i primi apostoli. I preti ovviamente sono i primi a dover essere portatori di questo messaggio evangelizzante.
    La chiesa conservatrice e reazionaria di Ratzinger è quindi più estranea da mere operazioni di immagine alla Wojtyla. E le giornate della goventù ne sono un esempio. Se Wojtyla ballava e ammiccava a folle oceaniche, Ratzinger è mediaticamente molto a disagio e riluttante ai bagni di folla. Pensate che nella scorsa giornata dei giovani a Colonia, quando la folla accalorata lo incitava, il papa rispose con un dito sulle labbra. Quel gesto è più significativo di molte dichiarazioni.

    Ricordo a tutti i papa boys e seguaci che il papa polacco dichiarò che le suore stuprate nella guerra in Bosnia dovevano diventare buone madri, quasi che loro stesse fossero vittime di quello che avevano subito. Considerare quindi un innovatore Wojtyla è da scemi: non basta quella bellissima immagine in cui lascia i foglietti di scuse sul muro del pianto per pensare che sia stato un secondo papa Giovanni.

  5. Dreamer ha detto:

    @soupe84 “E poi dai, resta sempre il papa: anche se ha detto una cosa intelligente e condivisibilie, non basta a controbilanciare il suo essere più che conservatore, accentratore, e credente.” Pur trovando geniale l’aggettivazione “credente”,penso che nessuno qui volesse dire che Ratzinger sia esponente di una chiesa aperta e innovativa(posto che il termine innovativo accostato ad un’istituzione millenaria,e religiosa, suona effettivamente un po’ ridicolo) semplicemente ha affrontato una questione sempre schivata negli anni precedenti: il punto è che non era assolutamente scontato che lo facesse,e oltre ad aver smentito un po’,davvero poco però,del nostro pregiudizio ha trattato l’argomento con una certa chiarezza. Il perchè l’abbia fatto è un altro discorso,l’ha fatto e questo è il massimo che potevamo aspettarci dal capo di una cosa che fa decisamente schifo…

  6. […] in certi casi, di usare il preservativo,  come male minore, Papa Ratzinger ha dimostrato (come già sostenevo qui) di essere molto più progressista di Giovanni Paolo II. Il quale […]

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