Una vacanza anche per Ferrero?

A me era sembrato evidente che Paolo Ferrero, volesse umiliare Vendola e la metà del partito che il governatore pugliese si porta dietro, decidendo così di spaccare per sempre a metà il PRC nel momento che ha deciso di candidarsi a segretario dopo aver vinto politicamente il congresso, anzi proprio sfruttando la vittoria politica. Se qualcuno dubitava che le cose stessero effettivamente così, a togliere ogni dubbio ci ha pensato Ferrero stesso, scegliendo come luogo della prima uscita l’ILVA di Traranto, e decidendo di non avvertire né il presidente della regione, che guarda caso è l’unico del suo partito, ma purtroppo è Vendola, né il segretario regionale che è vendoliano. Se non proprio una resa dei conti, questo è almeno un grosso sgarbo e sfido chiunque a dire che non è così. Se a Ferrero fosse importato dell’unità del partito probabilmente avrebbe concordato un’uscita con Vendola e invece va a casa del rivale senza nemmeno avvertirlo.

Ora, non per fare quello che l’aveva detto, ma c’è un altro episodio che mi rende sempre più convinto della mia posizione. L’atteggiamento del PRC milanese, ferreriano, rispetto alla giunta Penati, una delle giunte di centrosinistra, diciamo, più “centriste” dimostra che forse avevo ragione quando dicevo queste cose: ovvero tutti pronti a fare la battaglia per il comunismo a parole, ma quando si parla di assessorati la situazione cambia.

Intendiamoci: mi va benissimo che ci siano un rifondaroli nelle giunte col PD: ma non se hanno appena votato un segretario che dice “Mai col PD!”.

Ora loro però torneranno nella società. Mi fa strano però perché quasi tutte le persone con cui parlo, che non sono iscritte a partiti, ma che magari hanno sempre votato per partiti della sinistra arcobaleno, quasi tutti avrebbero voluto Vendola segretario. La società chiedeva una cosa al partito, il partito non ha ascoltato e subito dopo si fa bello dicendo: andiamo ad ascoltare la società.

p.s. Nei prossimi giorni avrò un po’ di difficoltà di accesso a internet, ma prima o poi risponderò.

16 risposte a Una vacanza anche per Ferrero?

  1. masaccio scrive:

    Va ben, che vi devo dire, continuate a fare le beghe interne di corrente, se secondo voi quello che serve alla sinistra è questo, è dimostrare quanto sia stronzo Ferrero, quanto restare nella Giunta Penati sia da venduti e invece appoggiore Loiero in Calabria sia rivoluzionario, vuol dire che va bene così… Continuamo così, facciamoci del male.

  2. masaccio scrive:

    Insisto: il leaderismo è una brutta bestia. Se questo congresso servirà a far calare un po’ il fanatismo ottenebrante nei confronti di Vendola, avrà compiuto la sua funzione.
    Se Vendola si candida segretario perdendo il congresso è legittimo, se lo fa Ferrero “dopo aver vinto politicamente il conresso”, “decide di spaccare per sempre a metà il PRC”?!?! Si può fare il segretario con il 47%, ma farlo con il 53% è irresponsabile?
    Vendola annuncia che siccome ha perso “è la fine di Rifondazione” (come il destino di un partito fosse legato indissolubilmente alla guida da parte di un unto dal Signore, senza il quale non si va da nessuna parte), si fa la sua corrente personale, annuncia che farà un tesseramento a parte, rifiuta di entrare in segreteria, attacca sui giornali il segretario eletto, e poi a rompere è Ferrero perché va nel feudo (invitato dal segretario locale, eh, mica si presenta così, autoinvitato) senza aver prima reso omaggio al valvassore?
    Prima Ferrero è leghista perché non rappresenta il sud e poi è un provocatore perché va al sud?
    Ripeto: spero davvero che la ripresa dell’attività politica, in autunno, porti a un raffreddamento degli umori fideistici legati e leader e correnti. Vorrei che Rifondazione fosse un partito, e non due, e vorrei che fosse giudicato per quello che fa, non per il fanatismo nei confronti di questo o quel dirigente.

  3. masaccio scrive:

    Tra l’altro, e poi la smetto, “Mai col Pd!” è un’invenzione propagandistica di Repubblica e soci. Il documento approvato al congresso dice: “Così come sono elementi necessari per valutare l’efficacia della nostra presenza nelle istituzioni e per ribadire la nostra alterità e intransigente opposizione rispetto alle degenerazioni della politica. Anche in vista delle prossime elezioni amministrative, ferma restando la piena sovranità dei diversi livelli del partito, anche alla luce dell’importanza assunta dai governi locali nel dispiegarsi di politiche di sussidiarietà, privatizzazione e securitarie, è necessario verificare se gli accordi di governo siano coerenti con gli obiettivi generali che il partito si pone in questa fase.”
    Insomma, valutare caso per caso se la presenza nell’amminstrazione è utile oppure se si sta là a fare le belle statuine. Non mi sembra estremista, mi sembra razionale.

  4. lussu scrive:

    brevemente perchè non ho tempo, purtroppo.
    nessuno dice
    “quanto restare nella Giunta Penati sia da venduti”
    o meglio, lo dice ferrero.
    non me ne frega quello che dice la sua mozione, ma lo dice lui rilasciando interviste, o comquque ci marcia sull’equivoco. dai, è innegabile.
    il gioco ribaltare le responsabilità non funziona: ho detto che ferrero poteva andare con vendola all’ILVA. per il bene del partito. non l’ha fatto, è un dato, non un’interpretazione.

  5. masaccio scrive:

    No, non è per niente innegabile, anzi, quella sulle Giunte è una panzana colossale, Ferrero ha fatto anche un comunicato ufficiale per smentirla:
    FERRERO: LA “NOTIZIA” CHE IL PARTITO VUOLE USCIRE DA TUTTE LE GIUNTE LOCALI E’ FALSA E RIDICOLA
    http://www.rifondazioneinmovimento.org/2008/07/30/%e2%80%9cnotizia%e2%80%9d-che-il-partito-vuole-uscire-da-tutte-le-giunte-locali-e%e2%80%99-falsa-e-ridicola-tantomeno-scritta-in-nostro-documento/
    Capisco la necessitò di subordinare tutto ai giochini di corrente, chiedo solo che venga fatto sui basi reali e non sulle distorsioni di Repubblica e soci.

  6. mauro scrive:

    “Mai con il Pd!” non è scritto, ma si legge tranquillamente tra le righe e tre le quotidiane dichiarazioni. Forse è più giusto dire che quello che è uscito dal congresso è un “Molto difficilmente con il Pd”, anche nelle giunte locali. Si apre a una ridefinizione, e questo non è un male. Di fronte a una innegabile deriva centrista (l’astensione sul caso Eluana, a livello nazionale, ma anche le cave che non fanno poi così male, a livello locale) la “svolta a sinistra in questa fase” non dispiace.

  7. Scusate ma a maggior ragione dalle dichiarazioni quotidiane si intuisce che non è stata fatta nessuna scelta di rottura totale con il PD. Né da Ferrero né da Diliberto.
    A parte che sarebbe folle politicamente e difficile dal punto di vista puramente pragmatico perché ci sono federazioni regionali e provinciali che campano grazie agli introiti di consiglieri e assessori…pensate che se si fosse fatta una scelta di rottura unilaterale ora Ferrero non starebbe tuonando contro il comportamento indegno del PD come opposizione?
    Ferrero ha assunto la segreteria del partito perché a differenza di Vendola ha mediato la sua linea con il resto del partito. Vendola, la cui linea è -senza giudizio di mertio ma come dato di fatto- “Faccio io” non ha accettato nessuna mediazione.
    Basta con queste interpretazioni forzate, davvero, non capisco dove vogliano andare a parare poi. Ferrero è un porco settario? Quindi? Spacchiamo tutto e si deve fare un partito della minoranza della sinistra minoritaria con a capo Vendola?
    Possiamo appassionarci nel ricostruire l’opposizione sociale a Berlusconi? Magari rispettando quello che è venuto dai congressi per chi ha una tessera di partito, e accettando di confrontarcisi per chi non ce l’ha.
    A me sembra più utile.

  8. jan scrive:

    boh… sono amico vostro, e quindi faccio fatica a dire la verità tutta la verità nient’altro che la verità. Ma proprio perchè sono vostro amico ve la dico: ferrero e vendola sono due strz, che credono che RC sia il CdA di una grande azienda.
    Mentre loro litigano, Silvio fa quello che vuole (anzi, ha già fatto: oggi rifondazione litiga come sta litigando FI in Veneto.. il suo modello è passato e ha fatto scuola), e io continuo a prendere uno stipendio che, coi costi che ha la vita, è da FAME. Se avessi anche solo la macchina, già sarei fuori budget. E vivo alla mia veneranda età con altre persone, vedete un po’ voi.
    Quindi facciamoloa finita, e troviamo qualcosa di serio da cui ricominciare. Se già noi ci “scanniamo” su blog che non legge nessuno, come possiamo sperare che ad un certo livello non litighino allo stesso modo?
    Seguirà post con proposte sul mio blog, perchè non volgio ne passare per qualunquista ne tantomeno per rompicoglioni tout-court..
    Però io mi son stufato da un pezzo… e vi dirò, anche il nome ha rotto il cazzo.. “rifondazione comunista”???? Ma cosa vuol dire? Ma come fai ad andare in mezzo alla gente, ai poveracci che non chiudono il mese, e dirgli che vuoi “rifondare il comunismo”??? Ma ci rendiamo conto????
    m

  9. jan scrive:

    upgrade

    condivido alcune posizioni di squizzato.
    Cominciamo, con umiltà.

  10. cometaperiodica scrive:

    jan,una precisazione,”rifondazione comunista” non vuol dire “rifondare il comunismo” che da quanto ne so in Italia non ha mai avuto una sua realizzazione. Il nome nasce solo per segnare la contrarietà allo scioglimento del PCI,mi pare fosseil nome di una mozione peraltro . Comunque dopo il congresso del ’91 nacque il “Movimento per la rifondazione comunista” che voleva creare un partito ex novo ma utilizzare nome e simbolo del PCI che però erano di proprietà degli ex PDS poi DS ora PD un domani,si spera,pensionati.

  11. mauro scrive:

    Velocemente sulla precisazione. Rifondazione è nata dall’ultimo congresso del Pci, nel 91, come Movimento per la Rifondazione Comunista. La mozione che andava contro le divisioni si intitolava “Rifondazione Comunista”. E visto che il nome Pci apparteneva all’allora nuovo Pds, si è scelto proprio il titolo della mozione.
    In parte condivido quello che dice Alessandro. Tra qualche giorno sarò in grado di ri-iniziare ad accontentarmi. Questa volta si poteva parlare di noi, senza pressioni o responsabilità, e invece ci ritorviamo ancora a lasciar correre, perchè bisogna riorganizzare l’opposizione sociale a berlusconi. No, non è proprio il caso di “spaccare tutto”. Ma di rimanerci male per una occasione (nata da circostanze sfortunate ma inedite, e questa doveva essere la sua forza) non buttata, ma nemmeno giocata bene, direi proprio di si.

  12. matteo scrive:

    > Vendola annuncia che siccome ha perso “è la fine di Rifondazione”

    Quell’altro minacciava direttamente di spaccarlo il partito, portandosi via le forze autenticamente comuniste se avesse vinto Vendola, mi sembra peggio.

    Sono d’accordo con lussu riguardo alla società, e preciso: se Rifondazione vuole tornare alla società, deve tenere in mente che la società non condivide le stesse preoccupazioni identitarie e di carattere storico-ideologico di Rifondazione. Grillo piace e dispiace abbastanza universalmente perchè non ha mai detto per chi vota; basta essere vagamente d’accordo con una o due delle sue campagne per essere grilliani. Così sono pure di Pietro e i Radicali. Rifondazione è esattamente il contrario. Ti chiede PRIMA di aderire ad una visione della società e POI ti spiega quali sono i corollari. Io non dico di apprezzare l’altra via, ma questa è veramente troppo rigida, e non incontra il plauso di una società attiva che della propria indipendenza di pensiero fa il proprio principio, e vuole trovare un terreno comune con gli altri sulle questioni pragmatiche. Insomma: io sono anarchico e tu comunista, quell’altro è delle ACLI l’altro è un comboniano, non avremo mai la stessa visione dell’immigrato: io penserò alla pace tra i popoli e all’abbattimento dei confini, tu all’uguaglianza, quell’altro alla pietà e quell’altro ancora alla missione nel nome di Dio. Ma è molto probabile che saremo tutti d’accordo su quale sia in questo paese oggi il modo migliore per affrontare il problema. Vendola incarna meglio la possibilità di parlare a tutte queste realtà.

  13. masaccio scrive:

    Eh?
    “Quell’altro minacciava direttamente di spaccarlo il partito, portandosi via le forze autenticamente comuniste se avesse vinto Vendola”?!?!?!
    Ma quando mai?
    Non esiste, la scissione è sempre stata esclusa apertamente da tutti e anzi, Ferrero ha sempre detto che con ogni risultato si sarebbe dovuta scegliere una gestione unitaria… Davvero, dove hai letto questa roba? Perché neanche il pasdaran vendoliano più esaltato ha mai detto una balla del genere…

    Per il resto, inviterei a non fare troppa confusione tra politica e società. Ripeto, l’idea del Grande Partito che tiene dentro tutte le istanze progressiste della società è fuori tempo massimo, e il primo a saperlo dovrebbe essere proprio un anarchico. I partiti sono proposte politiche che si contendono il consenso. Lavoriamo perché queste proposte politiche siano più aderenti possibili ai bisogni sociali diffusi, dico io. Ma la proposta dev’esserci, altrimenti perché mai la gente dovrebbe sostenerti?

  14. matteo scrive:

    Scusa masaccio, non ho voglia di cercare la fonte che probabilmente è disinformata, o forse ho solamente letto tra le righe, o sopra le righe. Non mi venire a dire che la minaccia della separazione non era nell’aria, dall’una e dall’altra parte. Vendola non l’ha realizzata, ma se la corrente del leader che ha portato alla disfatta avesse vinto, magari con pochi voti, hai veramente dubbi che non si sarebbe realizzata?

    Comunque a me non me ne frega niente delle beghe tra Vendola e Ferrero e di come Ferrero deciderà di impostare il suo segretariato. Se non mi piacerà l’andazzo, voterò per altri, tutto qui. Il discorso è più semplice di come lo metti tu – non voglio nessun grande partito, e mi rifiuterei di vedere l’associazione di cui ho fatto parte alveata in una struttura partitica. Sono d’accordo che i partiti si contendano il voto della società civile, e sto solamente dicendo che almeno il mio voto, di una persona che non si riconosce in una formazione “comunista” come la intendete voi, e forse quello di tanti altri, farà molta fatica a riversarsi nella direzione che Ferrero ha indicato. Se a lui non gliene frega un cazzo, benissimo, vada a battersi per i voti degli operai che votano lega a suon di falci e martelli.

  15. Lorenzo scrive:

    Quale sarebbe la direzione che Ferrero ha indicato, tale da escludere i “non comunisti” da un’adesione?
    Dire che forse è il caso di fare meno discorsi a vuoto, di pensare un pelino meno alla ricerca del consenso per poi andare ad un’allenaza politica che distruggerà quel consenso non facendo contare un cazzo il partito di cui fa parte, come si è recentemente visto?

    Troppa gente di sinistra, comunisti o no, sta solo aspettando un partito un po’ meno attento alle aparizioni mediatiche, e un po’ più presente al momento di risolvere i problemi che si presentano, siano di ordine politico o di vita quotidiana.

    Peraltro, mi spaventa moltissimo l’idea che un soggetto politico si costituisca senza proporre una propria visione della società.
    E’ il modo migliore per giustificare le peggiori porcate, commesse in nome del “superamento delle vecchie ideologie”.
    Ogni riferimento al PD è puramente voluto.

  16. enzo scrive:

    Credo che Lorenzo sintetizzi al meglio il punto.
    Il problema per Ferrero e Rifondazione, ahimè, è che per come stanno le cose apparire meno in televisione significa scomparire.
    Il dialogo con la gente è IL PUNTO DI PARTENZA della politica, ma è più difficile che una sapiente operazione mediatica (ogni riferimento al PD…).

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