Stasera ho capito molte cose

Da due chiacchere fatte stasera al bar ho capito molte cose sul nostro presente (almeno in Italia). L’illuminazione mi è venuta tramite una banale, ma pur sempre degna di significato, “modifica” di una canzone.

La canzone è Contessa, del 1966.

I due versi in particolare sono questi:

anche l’operaio vuole il figlio dottore/ e pensi che ambiente che può venir fuori

Solo che se volessimo descrivere la nostra situazione attuale, i versi sarebbero questi:

anche l’operaio vuole il figlio calciatore/ e pensi che ambiente che può venir fuori

Detto questo mi domando: può essere internet uno strumento culturale per influenzare queste derive, o in fondo non fa altro che riflettere le imposizioni della televisione?

6 risposte a Stasera ho capito molte cose

  1. scriptabanane scrive:

    bof. il problema è che internet è presa da ciascuno secondo le sue inclinazioni, consentendo assai raramente un vero scambio o un cambiamento di posizioni. tu su internet guardi cose e ti fai influenzare dalle stesse; il problema è che la stragrande maggioranza, quando l’accesso alla rete ce l’ha, non guarda le tue stesse cose, ma per lo più del pelo, del calcio, del gossip. that’s it.

  2. cometaperiodica scrive:

    E’ quel che se ne sa del calcio che è cambiato: una volta ad essere realmente famosi,e quindi invidiati, per ricchezza e successo con le donne erano davvero pochi(generalmente quelli davvero bravi). Oggi fanno i fenomeni anche quelli che giocano in C1. Sai,vedendo Legrottaglie è ovvio che ti venga più facile sperare che tuo figlio possa diventare calciatore,o vedendo un personaggio qualsiasi del grande fratello et simila praticamente tutti si sentono legittimati a sognare di diventar famosi. Come ha detto monicelli un paio di giorni fa “una volta si era poveri tutti,quindi si accettava la povertà;oggi la si rifiuta”. Tutto è molto più visibile,e il volume d’affari dell’entertainment è decisamente cresciuto quindi anche i più scarsi degli addetti ai lavori vivono meglio di uno statale. E come ha detto giustamente scriptabanane, internet non è poi tanto diverso dalla televisione,il telecomando ce l’abbiamo tutti,il canale lo sceglie ognuno di noi,e per quanti canali ci possano essere non è un caso forse se a vincere è sempre lo stesso.

  3. jan scrive:

    uhmpf. Avrei avuto piacere a partecipare alla chiacchierata, visto il tema.
    Di mio lascerei il testo così com’è, perchè il succo davvero non cambia. Pur che l’opearaio avesse any costs il figlio dottore han mandato al cesso una già brutta università. Col risultato che di dotori del buso del cùl ce ne sono tanti, persone istruite, poche. Insomma, stesso testo, cambia il punto di vista.
    Piuttosto, di madri che vogliono il figliolo in serie A non ne conosco molte, sanno che se lo fai bene, il pallonaro, è una vita da schifo e non è detto che tu raggiunga l’olimpo dei pochi. Conosco invece millemila (almeno una decina) di giovani mamme, amiche, colleghe, che vorrebbero la figlia velina. E questo è più drammatico. Che il maschietto fosse più diritto e s’accontentasse di poco, si sapeva già. Che la donna abbia buttato nel cesso in dieci anni qualche decenni di lotte femministe, mi spaventa molto di più. Se il pelo che tira è pelo stupido, l’uomo che segue non ha margini di miglioramento.
    jan

  4. c. scrive:

    Come si fa. Ci si butta sul mestiere da macho per gli uomini e sul mestiere da oca per le donne. Prospettive deprimenti per il Figlio Dottore (quando il Papà Operaio lo scopre gli dispiace, poi. Te credo).

    Se internet può cambiare queste cose o se invece le amplifichi non so: credo tutt’e due.

    Come cambiare prospettive, mi pare sia la domanda. Eh!

  5. Barone Birra scrive:

    Internet è uno strumento molto molto più forte della televisione e, s eutilizzato bene può influenzare le derive in senso positivo. Il rpoblema è che internet non lo hanno tutti, a differenza della tv, che “casualmente” a casa mia al 99% è sintonizzata su OFF: Canale interessantissimo direi.

  6. lussu scrive:

    Io credo che uno dei problemi sia propruio il fatto che abbiamo a disposizione un mezzo eccezionala (internet) ma che poi troppo spesso uno l’opinione se la forma con la tv, poi va sui blog non per capire ma per difendere la sua posizione.
    Ma l’imporatante non è farsi spaventare.

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