In memoria di una stronza

Giovane tumore fiorentino muore di Oriana Fallaci.
Questo il meraviglioso titolo di Macchianera, 2 anni fa.

2 anni fa abbiamo brindato alla morte di Oriana Fallaci. E se ci sarà l’occasione lo rifaremo anche oggi, ricordando il bel giorno in cui quello stronzo del cancro ebbe la meglio su una che si credeva più stronza di lui. Oriana Fallaci, nella vita, incassava vagonate di milioni per vomitare fiotti di luoghi comuni razzisti (talvolta ben scritti, talvolta no) sulle pagine del primo quotidiano italiano. Oriana Fallaci scriveva che gli arabi puzzano, sono ignoranti, non hanno dato niente di buono all’umanità, maltrattano le donne e hanno invaso l’Occidente per distruggere la nostra libertà. Scriveva che i no global erano dei terroristi al soldo di Al Qaeda a cui si sarebbe dovuto vietare l’accesso a Firenze perché altrimenti avrebbero devastato la città. Scriveva tante altre cose. Non tante, in realtà. Alcune. Poche. E banali. Scriveva le stesse cose che pensa Borghezio, che pensa il tipo che ha massacrato a sprangate Abdoul Guiebre, che pensano il barista in fondo alla mia strada e i suoi avventori. Scriveva degli infondati e vergognosi luoghi comuni razzisti. Argomentava in modo infantile l’inferiorità razziale di una parte dell’umanità e incitava l’Europa a cacciare tutti gli immigrati come invasori. Se non ve lo ricordate, tornare a leggere quei meravigliosi pezzi. Qui qualche chicca sparsa:

E son tutti stinchi di santo, tutti estranei a ciò che è successo e succede, i figli di Allah che ospitiamo?

Perché vogliamo farlo questo discorso su ciò che tu chiami Contrasto-fra-le-Due-Culture? Bè, se vuoi proprio saperlo, a me dà fastidio perfino parlare di due culture: metterle sullo stesso piano

A volte invece di quelle vedevo l’ immagine per me simbolica (quindi infuriante) della gran tenda con cui un’ estate fa i mussulmani somali sfregiarono e smerdarono e oltraggiarono per tre mesi piazza del Duomo a Firenze. La mia città. Una tenda rizzata per biasimare condannare insultare il governo italiano che li ospitava ma non gli concedeva le carte necessarie a scorrazzare per l’ Europa e non gli lasciava portare in Italia le orde dei loro parenti. Mamme, babbi, fratelli, sorelle, zii, zie, cugini, cognate incinte, e magari i parenti dei parenti. Una tenda situata accanto al bel palazzo dell’ Arcivescovado sul cui marciapiede tenevano le scarpe o le ciabatte che nei loro paesi allineano fuori dalle moschee. E insieme alle scarpe o le ciabatte, le bottiglie vuote dell’ acqua con cui si lavavano i piedi prima della preghiera. Una tenda posta di fronte alla cattedrale con la cupola del Brunelleschi, e a lato del Battistero con le porte d’ oro del Ghiberti. Una tenda, infine, arredata come un rozzo appartamentino: sedie, tavolini, chaise-longues, materassi per dormire e per scopare, fornelli per cuocere il cibo e appestare la piazza col fumo e col puzzo. E, grazie alla consueta incoscienza dell’ Enel che alle nostre opere d’ arte tiene quanto tiene al nostro paesaggio, fornita di luce elettrica. Grazie a un radio-registratore, arricchita dalla vociaccia sguaiata d’ un muezzin che puntualmente esortava i fedeli, assordava gli infedeli, e soffocava il suono delle campane.

Sto dicendoti che da noi non c’ è posto per i muezzin, per i minareti, per i falsi astemi, per il loro fottuto Medioevo

la città di Dante e Michelangelo e Leonardo, la culla dell’ arte e della cultura rinascimentale, sarà presto deturpata e ridicolizzata dalla sua Mecca

Quest’ultima frase era riferita alla possibilità di costruire una moschea a Firenze. Cosa c’è di diverso tra Oriana Fallaci e Calderoli, tra questa nazista ripulita e i leghisti che portano i maiali a pisciare sui terreni dove vorrebbero poter pregare i musulmani italiani? Allora perché i leghisti sono considerati degli zotici estremisti e lei una grande donna libera e controcorrente?

Soprattutto ho sempre trovato ridicola quell’aura controcorrente. Oriana Fallaci scriveva i più triti luoghi comuni della destra mondiale. Scriveva le cose su cui concordavano gran parte dei governi europei (quello italiano in primis) e quello americano. Il primo quotidiano italiano le dedicava paginate su paginate a volontà appena decideva di prendere in mano la penna. Oriana Fallaci ruttava, e il Corriere pubblicava: “BURP!” su 6 colonne, seguito per settimane dagli applausi unanimi dell’establishment politico, economico e mediatico, tutti entusiasti di un rutto così coraggioso e anticonformista. Una marionetta del regime travestita da ribelle. Un secolo prima sarebbe stata tra gli accusatori di Dreyfus, eppure ogni volta sembrava che fosse Zola redivivo (peccato che il J’accuse, all’epoca, se lo fosse dovuto stampare a proprie spese perché nessuno aveva il coraggio di pubblicarlo, altro che paginate e paginate sul Corriere della sera).

Oriana Fallaci, soprattutto, era una poveraccia. Viveva da anni in totale isolamento nel suo appartamento di New York, senza avere altra testimonianza del mondo esterno se non Fox News. Ecco perché le sue opinioni sul pianeta erano le stesse di un redneck dell’Oklahoma che guarda il mondo dal suo distributore di benzina. Una povera stronza, inacidita da una vita dura e rincoglionita dall’isolamento, che odiava il resto del mondo, odiava qualsiasi speranza futura, odiava qualsasi progetto di pace e uguaglianza tra gli esseri umani, e che l’establishment politico, economico e mediatico che guida Rcs ha utilizzato per fare un bel po’ di soldi. E che ha fatto dei danni, perché la credibilità gratuitamente concessa ai suoi scritti ha conferito un’immeritata cittadinanza ai deliri razzisti all’interno del dibattito civile. Non si può dire che esistono razze inferiori da eliminare? Come no, l’ha scritto anche Il Corriere della sera! Anzi, l’ha scritto la Fallaci! Che è di sinistra! Che è ribelle! che è anticonformista! Sì, anticonformista. Anticonformista come Leni Riefenstahl in Germania nel ’36, più o meno.

Non ce ne vogliano i buonisti, ma non se ne sente la mancanza. Dal 15 settembre 2006, il mondo è un posto migliore.

16 risposte a In memoria di una stronza

  1. mario scrive:

    Come si scrive sottoscrivo in arabo?

  2. Pensatoio scrive:

    Si dice “sottoscrivo”
    E lo faccio anch’io.

  3. stefano scrive:

    Un tumore non è necessariamente il male assoluto…

  4. […] Settembre 2008 at 10:25 am (diario, politica) Leggete qui, il blog di un altro caro amico… adoro la mia […]

  5. mario scrive:

    O.T.
    questo post è stato censurato e tolto dalla home page di Kilombo:
    http://pensareinprofondo.blogspot.com/2008/09/sicuramente-lanalisi-che-i-fasci-fanno.html

    Scusa l’invasione ma forse è utile far conoscere la logica di questa gente.

  6. cometaperiodica scrive:

    bel post davvero

  7. Compagnaspa scrive:

    http://www.ilbasentone.splinder.com/post/4765549/Una+pallottolina+innocente

    E’ incredibile quando gli eventi possano trasformare una persona: dalla pacifista più radicale di Niente e così sia (uno dei miei libri preferiti), alla razzista più becera. Davvero non riesco a capire come sia possibile… Come non riesco a capire come in Italia basti avere una firma, un nome per avere consenso, a prescindere da quello che viene scritto.

  8. Lorenzo scrive:

    >>Davvero non riesco a capire come sia possibile…

    Dalle mie parti si chiama “demenza senile”…
    e se è tutto sommato comprensibile che una vecchia, malata e rincoglionita, inizi a delirare trasformando una (giusta) indignazione per il degrado (vero) che vedeva nella propria città in alcune delle peggiori nefandezze sentite negli ultimi anni, è ben più vergognoso che le si offra una risonanza senza pari, e peggio ancora un appoggio politico, magari mascherato dietro una maggiore moderazione dei termini.

    Rincoglionire va bene, pubblicare un rincoglionito in copertina molto meno….

  9. jan scrive:

    Lussu, Masaccio.. mentecatte per mentecatte, vogliamo parlare di Valentina Vezzali?

  10. lussu scrive:

    della vezzali? meglio di no… peccato che la trillini abbia abbandonato …
    cazzo e la vezzali si è anche candidata (cosa credo mai successa) a fare da portabandiera a londra 2012.
    brividi

  11. masaccio scrive:

    Scandolosa oggi l’intervista su Repubblica della Vezzali, in cui accusa di malizia chiunque avesse trovato doppi sensi nelle sue parole e magnifica Berlusconi “Averne di uomini con la sua grinta”…

  12. cometaperiodica scrive:

    beh ha ragione ad indignarsi. Non c’era alcun doppio senso in quel che ha detto,ma solo uno e ben preciso. Detto questo,mi pare fosse stanotte che ho visto la Grambassi a Sottovoce e la Vezzali può veramente baciarle il culo in quanto a bellezza,ovviamente dopo aver finito di farsi toccare.

  13. Maria Rubini scrive:

    esatto. nessun doppio senso. uno preciso. e chiaro, direi. siamo alla frutta!!

  14. Babbo bastardo scrive:

    Sei un bello schifo di persona, bravo davvero!

    Il giorno che creperai tu, allora forse i tanti che hanno letto questo schifo di post e che come me hanno provato ribrezzo (per te ovvio) brinderanno allegramente.

    Hai toccato il fondo. Adesso, comincia a scavare, tanto puoi solo andare più in basso.

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