Stato di polizia

Premessa: è colpa mia. Ho un sacco di libri scaduti. Non nel senso che sono andati a male, ovviamente, ma nel senso che ho saccheggiato le biblioteche dell’ateneo per la tesi, poi mi sono messo a lavorare alla parte di ricerca e così, in attesa che arrivasse il momento di sistemare le note teoriche, i libri sono rimasti là, mentre le settimane passavano e i prestiti scadevano.
Sono consapevole del fatto che il sistema bibliotecario mondiale e l’equilibrio dell’universo si basano sul fatto che i libri vadano riportati in tempo, ecc., e quindi mi pento e mi dolgo, multatemi, radiatemi a vita, fatemi quello che vi pare (tanto mi laureo, tié).
Però c’è una misura in tutto. Ghe vol un poco de quel che se ghe ciama, dicono dalle mie parti. Le cose vanno fatte come vanno fatte, coi giusti modi. Perché all’occorrenza so anche essere rompicoglioni, sapevàtelo.

E, insomma, oggi all’ora di pranzo, mentre stavo grattando abbondante parmigiano sui rigatoni fumanti, suona il telefono, è per te, pronto:

– Biblioteca di Scienze Politiche…
– [Ahia] Sì, mi dica.
– Qui vedo che lei ha in prestito due libri che avrebbe dovuto riportare il 4 giugno…
– Sì, guardi, lo so, li devo riportare…
– … e vedo anche che lei ha in prestito due libri dalla Biblioteca di Storia che sono anche stati richiesti…
– [Oh ma cos’è, Echelon, questa, che è l’accesso a tutte le mie malefatte]
– … e anche in altre biblioteche…
– Sì, guardi, li riporto, è che…
– No ora lei o domattina riporta i libri o noi dovremo prendere provvedimenti con la questura.

Ecco. Qui hai fatto la cazzata. Hai fatto una cosa arrogante e stupida, donna, perché lo fai, disperata ragazza?

– [inizia a comparirmi un sorrisetto nervoso] Che genere di provvedimenti, mi scusi?
– Lei ha dei libri da tanto, deve riportarli, sono richiesti…
– No, lei ha parlato di provvedimenti con la questura, vorrei capire che genere di provvedimenti.
– … altri studenti come lei hanno bisogno di quei libri…
– No, su questo ci siamo, ma siccome lei ha detto che vuole prendere provvedimenti con la questura, vorrei capire che genere di provvedimenti.
– … altrimenti se tutti facessero così, mi scusi…
– No, guardi, ora voglio proprio approfondire questo punto. Che genere di provvedimenti ha intenzione di prendere nei miei confronti con la questura. Mi denuncia per furto?
– Ma no, ma si figuri…
– Quindi non avete intenzione di prendere provvedimenti con la questura?
– Guardi, le abbiamo anche mandato delle lettere di sollecito, lei deve riportare i libri..
– Quindi si tratta di minacce prive di fondamento?
– Ma che minacce, è la procedura.
– Allora mi dice che genere di provvedimenti con la questura prevede questa procedura, che secondo me non esiste? Sono curioso.
– Eh, dovremo fare dei controlli…
– Che tipo di controlli?
– Ma non le sembra giusto riportare quei libri?
– Che tipo di controlli?
– … su chi è lei, se è in regola…
– Col permesso di soggiorno?
– Ma no, ma no…
– Quindi non prenderete nessun provvedimento con la questura?
– Se lei non riporterà i libri, come le ho detto, saremo costretti a prendere provvedimenti con la questura. Ma insomma li riporta o no?
– Certo che li riporto, ma mi infastidisce che voi terrorizziate la gente con minacce senza fondamento su conseguenze penali.
– Ho solo detto che dovremo prendere dei provvedimenti..
– E io le ho chiesto che genere di provvedimenti. Me lo dice o no?
– Le abbiamo mandato delle lettere di sollecito, le mostreremo alla questura.
– Quindi fate una denuncia?
– Ma che denuncia, le ho detto, facciamo dei controlli…
– E cosa dovreste controllare?
– I controlli che si fanno, è la procedura…
– Questa procedura quante volte ha funzionato?
– Eh?
– Ci sono dei precedenti, dico?
– Ma no…
– Quindi non vi siete mai rivolti alla questura, è una minaccia che si sta inventando lei adesso?
– Non è mai successo, ma…
– E perché si inventa queste minacce?
– Senta, me li riporta o no questi libri?
– Guardi, se lei non mi avesse detto che c’è qualcun altro che li cerca, avrei la fortissima tentazione di non farlo, e domattina piazzarmi davanti alla questura e vedere se lei davvero ha il coraggio di presentarsi…

Insomma, domattina mi girerò tutte le biblioteche di Padova a pagare i miei debiti. Ma non mi toglierete dalla testa l’idea che se a un’impegatuccia frustrata, di quelle che altro che Brunetta ci vorrebbe, viene sulla punta della lingua la parola questura per minacciare uno studente che non ha riportato dei libri, qualcosa sullo stato di salute mentale di questo paese andrà detto, prima o poi.

8 risposte a Stato di polizia

  1. jan scrive:

    indubbiamente, pentiti, giovine.
    Alla frustrazione non c’è limite, cribbio.
    jan

  2. cometaperiodica scrive:

    povera lei….

  3. Sei un sadico, sempre detto io.
    Il lato oscuro è forte in te, giovane. Unisciti a noi!

  4. lussu scrive:

    sei spacciato: avrai una sospensione che durerà fino alla fine dell’eternità. quelli di scipol sono mooooolto incazzati. però puoi chiedre perdono al direttore. con me ha funzionato.

  5. stefano scrive:

    Il punto fermo di tutta questa esilarante vicenda secondo me è che ti sei giocato la laurea. Detto questo, concordo sullo stato mentale diffuso nel nostro paese. Conveniva laurearci psicologi, o psichiatri, o comunque psicoqualcosa: è settore lavorativo destinato ad espandersi.
    P.S. okkio agli sbirri, non te la faranno passare liscia…

  6. masaccio scrive:

    Stamattina mi presento a Storia, restituisco, pago 1 euro per l’affrancatura del sollecito. Poi vado a Scienze Politiche, evito la tipa che sospetto essere la mia interlocutrice di ieri e mi fiondo sul 150orista, il quale si dimostra un degno esemplare della sua specie: passa il lettore sul codice a barre e mi fa: “Tu sei R.S., vero?”
    “No, sono L.Z.”
    “Ah, forse R.S. è un tuo amico, l’hai fatto prendere a lui?”
    “No, R.S. è l’autore del libro…”
    “Ah.”
    Sono bastati questi pochi secondi persi, e arriva la tipa.
    “Cosa succede qua?”
    Si siede al pc, vede il mio nome.
    “Ci siamo sentiti ieri al telefono?”
    “Sì. Sono venuto a costituirmi…”
    Apre la bocca, ma la chiama un’altra collega: “C’è tuo marito al telefono”
    Riprende possesso della postazione il 150orista che, sconsolato e solidale, mi fa: “Sei sospeso fino al 2 gennaio”
    “No problem”
    E me ne vado facendo ciao ciao con la manina alla tipa che mi guarda, sommergendo il malcapitato coniuge degli insulti che vorrebbe rivolgere a me…

  7. cometaperiodica scrive:

    “..mi presento,faccio un vento e gli cambio il clima…temporeggio bevendo spuma…parapiglia…”

  8. Luna di Giugno scrive:

    Ho controllato sul DSM, si tratta di un inequivocabile caso di rincoglionimento cronico. La 150orista invece è sicuramente una studentessa di psicocazzate, avrà lavoro. Lei.

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