I preti son tutti comunisti

Qualche giorno fa avevo inziato un post, sulla manifestazione dell’estrema destra a Colonia. Poi l’ho lasciato lì. Non riuscivo a concluderlo. Oggi però lo riprendo, perchè ci sono un altro paio di questioni che si possono legare a  questo post.

Una è la questione delle bandiere della pace vietate a Verona. In queste situazioni, gli autori di questi vergognosi gesti, nella fattispecie la giunta Tosi, cercano di difenderesi, sostenendo, con argomentazione goffe, che in realtà non è come la stampa di sinistra vuol far credere ecc. ecc.

Dobbiamo evitare questo gioco. E dire come stanno le cose: hanno evitato di far esporre le bandiere della pace a dei preti (a dei preti, non a un centro sociale marxista lenista) perchè sono degli autoritari intolleranti. E se a un città come Verona piace il sindaco Tosi, se lo tenga, evitando che si candidi a governatore del Veneto e cercando dunque di limitare i danni.

L’altra questione, che ho letto su un giornale cartaceo e di cui purtroppo si trova poca documentazione in rete è una delibera del comune di Cento, in provincia di Ferrara, che ha vietato di intitolare i nomi delle strade a esponenti della sinistra. In particolare il tutto è fatto per eliminare via Gramsci. A fare una cosa simile in fondo ci aveva provato il sindaco di Alghero, vietando Bella Ciao durante lo scorso 25 aprile. Qualche settimana dopo si dimise, ma non per la faccenda Bella Ciao.

Ora dico. Gramsci può anche stare antipatico. Ma poichè 60 anni fa diverse parti politiche avevano fatto un accordo, e fra queste c’erano anche i comunisti, chi fa leggi di questo tipo, come Tosi o il comune di Cento, dovrebbero evitare di essere evasivi e dovrebbero spiegare ai cittadini di tutta Italia se loro si riconoscono o meno in quel patto. Perchè a me può stare antipatico De Gasperi o La Malfa o Nenni. Magati preferirei abitare in piazza Mazzini, piuttosto che in Via Cavour, ma qui siamo al delirio.

Una delle goffe argomentazioni di cui scrivevo poco fa, l’ha espressa una dei consiglieri padri dei questa proposta: “Nella Costituzione manca una condanna del comunismo. Non vorrei una via intitolata a Ciano, ma neanche una a Lenin” Certo che nella Costituzione manca una condanna del comunismo, visto che a scrivere la Costituzione c’erano anche i comunisti.

Ecco il problema dell’Italia oggi, uno dei principali mi sembra proprio questo. Che uno possa andare in giro a dire castronate simili senza vergongarsi.

P.S. Incollo qui sotto il post iniziale sulla manifestazione di Colonia.

Devo ancora capire bene, però fa riflettere che in una manifestazione contro i naziskin che si stanno riuniendo a Colonia, un gruppo di donne turche alzi uno striscione in cui c’è scritto: “Mai più fascismo” Fascismo, non nazismo. In Germania.

Mi vengono in mente due ipotesi al momento:

– in Germania hanno talmente eliminato dall’immaginario collettivo il nazismo che nessuno pensa più che si possa riverificare nella storia

– la scelta è molto più ragionata, e c’è una discreta paura che il fascismo, che per molti versi è stata una versione soft del nazismo

Sono due ipotesi opposto. Solo che sono ammissibili entrambe, visto che in Germania la condanna del nazismo è totale (leggersi le dichiarazioni del sindaco democristiano di Colonia e del questore relative alla manifestazione, per farsi un’idea), mentre in Italia ci sono ancora tanti che dicono che il fascismo in fondo non fu poi così male.

4 risposte a I preti son tutti comunisti

  1. masaccio scrive:

    In Germania l’anticomunismo è già legge, e non è da molto che è legale l’esistenza di un partito comunista. Giusto da quando furono certi che nessuno l’avrebbe più votato.
    La verità è che in Italia abbia avuto per molto tempo una memoria, una narrazione egemonica, come vogliamo chiamarla, decisamente più a sinistra della popolazione. L’accordo di cui parla Lussu è finito, e con esso quella fase. Ora siamo a un bipolarismo degli immaginari e della memoria, e scandalizzarsi non serve. Quello che serve è smascherare le ipocrisie e le contraddizioni dell’operazione, sbarrare la strada all’imposizione come senso comune di questa nuova sensibilità destrorsa e soprattutto lavorare per proporre narrazioni, miti, scenari e immaginari da contrapporre ad essa e da far diventare egemoni.

  2. Lorenzo scrive:

    Purtroppo, ormai non si scandalizzano nemmeno più coloro che nel PCI c’erano.
    Peraltro, magari rendersi conto che il Partito Comunista Italiano aveva modi un pelo diversi da quelli staliniani sembra una follia. Dovrebbe essere normale.

    La prossima casa me la cerco in via Stalingrado, sempre che nel contempo non ne abbiano vietato la denominazione.

    Su quello che servirebbe davvero, taccio. Che è meglio, direbbe Quattrocchi.
    Però il sindaco di Cento lo vedrei bene in miniera.

  3. nonallineato scrive:

    Gli improvvidi eletti sindaci, gli sciocchi, coloro che hanno la memoria corta non rammentano che in Italia abbiamo avuto la dittatura fascista- E solo degli imbecilli possono riduttivamente affermare che mandava al confino “in vacanza” i dissidenti.
    I comunisti in Italia, ferme restando le loro responsabilità criminali dell’immediato dopoguerra e quelle assunte durante la resistenza il fascismo lo hanno combattuto. Hanno contribito a scrivere la Costituzione, hanno sostenuto la democrazia italiana.
    Né hanno mai neppure pensato di esautorare il parlamento come sta accadendo davanti ai nostri occhi.
    I divieti d cui parli in termini apprezzabilmente critici, sono dettati da ignoranza, pregiudizio ideologico, intolleranza e spregio delle libertà civili. A proposito, sono un convinto liberale.
    luigi nonallineato
    luigi nonallineato

  4. cometaperiodica scrive:

    “ferme restando le loro responsabilità criminali dell’immediato dopoguerra e quelle assunte durante la resistenza”…ferme restando de che? quali? cosa? E non provare a citarmi Pansa che non ci faresti una gran figura.
    E il punto è che non è che non ricordino che c’è stato il fascismo,è che hanno preferito,o gl’è stata fatta prefererire,l’idea che il fascismo sia stato un momento positivo della storia italiana. Che tre milioni di deportati no macchè è impossibile,ma un milione ok può andar bene.

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