Ti perdono, Vcg

Avevo 10 anni e guardavo mio padre camminare su e giù per la via con la radiolina in mano, quel giorno della primavera del ’93 che l’Udinese ottenne a Roma un pareggio combinatissimo condannando la Fiorentina alla serie B. Mi ricordo benissimo quell’anno: i sopravvalutati Effenberg e Laudrup, l’esonero di Radice che se la faceva con Rita Rusic, la sciagura Agroppi in panchina e la lenta ma inesorabile discesa.
Quel giorno un giovanissimo appena arrivato dall’Argentina, uno su cui non mi esprimo perché sarei patetico nell’adorazione totale, piangeva. Lui, titolare in nazionale e cercato da tutti i maggior club del mondo, accettò di scendere in B. Chiamatelo attaccamento alla maglia, chiamatela testardaggine di voler dimostrare cos’era in grado di fare, chiamatela grandezza assoluta. Pochi mesi dopo moriva il presidente Mario Cecchi Gori, un grande imprenditore, uno dei rarissimi veri produttori di cinema in Italia, e un grande tifoso, che nella squadra della sua città aveva investito soldi, credibilità ed energie.

Un paio di anni fa, mio padre capitò per caso in cimitero a Firenze. Gli venne in mente di andare a vedere la tomba del presidente, e trovò la conferma empirica di quello che tutti avevamo sempre saputo: la lapide è quasi spezzata in due da una vistosa crepa, evidentemente originata dal continuo girarsi e rigirarsi di Mario di fronte all’operato dello sciagurato figlio.

Ecco, quello sciagurato figlio, un uomo che ha ereditato una grande impresa e una grande squadra ed è riuscito a far fallire entrambe, qualche giorno fa ha dichiarato di non essere mai stato tifoso della Fiorentina, bensì della Roma, ma di aver “fatto tanto per la Viola” perché “i miei genitori si conobbero in occasione di un incontro tra Fiorentina e Juventus”.
Ora. Vcg è un noto cretino. Un cretino palese, dichiarato, manifesto. Un incapace assoluto e totale. Però ha ragione a dire che lui è stato affossato perché non contava niente politicamente. Ha ragione a dire che per Roma e Lazio si sono fatti appositi decreti spalmadebiti perché se no i tifosi avrebbero messo a ferro e fuoco la città, mentre i fiorentini hanno pagato con la C2 il fatto di essere delle persone civili. Ha ragione a dire che non era più delinquente di qualsiasi altro presidente di serie A, come poi si è visto.
Ma non è per questo, Vittorio, che oggi ti perdono. Non sono i tuoi meriti, o non demeriti, a salvarti.
Ti perdono per le cose che oggi ha elencato il Riformista a pagina 2, facendomi venire i brividi, così, di lunedI mattina: Lui che segna al Barça e poi si mette il dito davanti alla bocca e zittisce l’intero Camp Nou, che delle maglie viola non le aveva mai viste ma non aveva mai visto neanche un giocatore così; Lui che fa 3 gol al Milan a San Siro e a Lehman lo si legge in faccia che è ancora tramortito da quella volta; Lui che batte l’Arsenal da solo, facendo della Fiorentina l’unica squadra italiana di sempre ad aver vinto contro degli inglesi a Wembley.
Detto così sembra che il tuo unico merito sia stato quello di esserti tenuto per 10 anni Batistuta. Se così fosse, basterebbe: calciatori così ne nascono uno per secolo, e uomini così (della serie B ho detto, ma potrei dire anche dell’ostinazione di restare a Firenze sempre e comunque quando tutto il mondo lo voleva; dei campionati giocando 34 partite su 34 tutti gli anni, nonostante le botte che uno così prende in area, accorciandosi consapevolmente la carriera pur di dare sempre tutto; del saluto alla curva, senza esultare, quando segnò contro la Viola, con la maglia della Roma, e di tante altre cose) forse meno.
Ma a salvarti, nel mio giudizio e in quello di tanti altri, Vittorio, non è solo l’intercessione del Sommo. È anche quella di Manuel Rui Costa, di Spadino Robbiati, di Ciccio Baiano, di Toldo, di Schwarz, di Heinrich, di Padalino, di Firicano, di Carnasciali, di Sottil, di Sandrone Cois, di quella pippa di Marcio Santos, di quel gobbo ripulito di Torricelli, di Lulù Oliveira, di Repka, di Tedesco, di Bressan che segnò in rovesciata al Barça, perfino di Edmundo, di Rossitto e di Serena, oltre che di Ranieri, di Malesani e del Trap, che a forza di catenaccio, di sostituzioni degli attaccanti con Tarozzi e Bettarini ogni volta che si era sopra di un gol e di schemi “palla a Gabriel e gli altri tutti dietro”, ha fatto vivere anche alla mia generazione un Anno Buono, un anno in cui si è primi in classifica fino a marzo e se non si fa male Lui e non scappa al carnevale quell’altro, si vinceva pure lo scudetto e mio padre la smetteva di raccontarmi di Julinho e Montuori.

Ti perdono, Vittorio, perché la Fiorentina che mi ricordo io, quella di quando ero alle medie o poco più e seguivo il calcio ben più di adesso, è legata a quei nomi, e a tutti quelli che non mi sono venuti in mente, e non al tuo. Perché non sei Berlusconi o Sensi, e a nessuno di noi è mai venuto in mente di chiamarti “il Presidente” come fanno milanisti e romanisti. Perché hai fatto le tue stronzate, in piedi su quella balaustra, senza mai chiederci fedeltà o addirittura pretendere che ti volessimo bene. Sapevi che nessuno ti amava, a mala pena ti si tollerava, e tu hai lasciato fare, senza volere di più. Qualcosa di buono l’hai fatto, e tutti sapevamo che non era merito tuo. Se oggi chiedessi a mio padre di dirmi i nomi di 3 grandi uomini probabilmente mi risponderebbe: “Nenni, Hamrin e Batistuta”. Tu non ti offendi perché non ci sei. Tu non hai mai tifato Fiorentina, e lei non ha mai tifato te. Lasciamoci, senza rancori.

8 risposte a Ti perdono, Vcg

  1. lussu scrive:

    – eh eh, però Batistuta se era tanto attaccato alla Viola poteva direttamente andare in Quatar , senza passare a una diretta rivale, no?
    – com’è che se Mario Cecchi Gori era così amante della Fiorentina cedette ai rivali di sempre quel giocatore col codino che al secolo si chiama Roby Baggio?
    – “Ha ragione a dire che per Roma e Lazio si sono fatti appositi decreti spalmadebiti perché se no i tifosi avrebbero messo a ferro e fuoco la città, mentre i fiorentini hanno pagato con la C2 il fatto di essere delle persone civili.”

    Dai su… tutti i tifosi della Roma e della Lazio sono teppisti, e gli ultras della fiorentina sono tutte persone civili?

  2. masaccio scrive:

    Nell’ordine:
    – Batistuta non passò a una diretta rivale. Cecchi Gori scelse la Roma perché era amico di Sensi e ci aveva sempre fatto buoni affari, quando fu costretto a vendere Batistuta dato che la situazione finanziaria non permetteva più alla Fiorentina di stare tra le grandi.
    – Infatti a vendere Baggio furono i Pontello, i proprietari precedenti, già decisi a scappare con la cassa, che sull’onda della sacrosanta rivolta popolare decisero di accelerare le trattative e vendere la squadra a Cecchi Gori.
    – Ho solo certificato un fatto. I provvedimenti spalmadebiti sono stati accordati solo a Roma e Lazio, dichiaratamente “per motivi di ordine pubblico”.

  3. lussu scrive:

    – Gisuto per Baggio, ma sugli altre due cose no.
    – Batistuta passò a una diretta rivale. Ho solo certificato un fatto.
    Poteva andare al Real, al Manchester ecc. ecc. se avesse voluto. Ti faccio notare come io mi stia riferendo all’atteggiamento di Batistuta, da te osannato per tutto il post, salvo poi parlare di quello che fece Cecchi Gori, quando GB passò alla Roma.
    .- Eh no. Tu non hai parlato di decreti spalmadebiti, tu hai detto che i tifosi della viola sono persone civili e quelli della roma e della lazio no…
    i tifosi non hanno pagato con la C2 il fatto di essere delle persone civili, ma hanno pagato il fatto che il loro presidente aveva portato la fiorentina al fallimento. Che è diverso dal dire che Lazio e Roma sono state delle privilegiate (forse più per volontà politica che per motivi di ordine pubblico che poteva essere una scusa)
    Insomma se va bene “meglio secondi che ladri”, perchè non va bene “meglio in C2 ma onesti”?

  4. masaccio scrive:

    Su Batistuta avrai anche certificato un fatto, ma è un fatto falso. La cessione di Batistuta, come puoi ben controllare sfogliando i giornali dell’epoca, segue la prima denuncia pubblica della crisi di bilancio della Fiorentina. Cecchi Gori annunciò pubblicamente che avrebbe venduto, a scaglioni, i pezzi migliori per salvare la società: quell’estate dette via il più grosso, Batistuta, e l’anno dopo Rui Costa e Toldo. I legami tra Cecchi Gori e Sensi sono talmente pubblici che non serve ricordarli. Mentre probabilmente serve ricordare che da quell’estate la Roma non era più una diretta rivale della Fiorentina, che ufficialmente e dichiaratamente iniziava una strategia di dismissione, uscendo dal gioco delle grandi pur di sopravvivere.

    I fatti sono i seguenti: 3 squadre hanno grosse difficoltà di bilancio. 2 vengono salvate “per motivi di ordine pubblico”, una viene fatta fallire. Ergo: fare casino paga. Mica ho detto che è giusto. Ma mi pare ineccepibile.

  5. Lorenzo scrive:

    Un gobbo non dovrebbe mai nominare Batistuta invano.

  6. lussu scrive:

    Batistuta Batistuta Batistuta Batistuta Batistuta Batistuta Batistuta Batistuta Batistuta

  7. Michele scrive:

    Ma gli date anche retta a quel romanista che sta qua a provocare tra l’altro scrivendo boiate assurde tipo che Marione avesse venduto Baggio? Ma lasciatelo perdere… che vada a braccetto col cuo compagno di tifo Bittorio….

  8. lussu scrive:

    romanista a chi?
    offendi?

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