Problemi di lateralizzazione

Da un sacco di tempo volevo fare un post su quel genere di persone, il cui più fulgido esempio on line è il corrispondente dagli Usa de Il Foglio Christian Rocca, che, per apparire moderne e anticonformiste, assumono tutti i temi, gli obiettivi, perfino gli stereotipi e i tic linguistici della destra, e poi si proclamano di sinistra e pretendono di insegnarti che la vera sinistra è quella.

Rocca, che è sempre molto informato e si fa leggere più che volentieri, da anni è impegnato a dimostrare che Bush è il presidente più di sinistra che l’America ricordi (giuro, è vero, leggetelo). Purtroppo per lui, la realtà ha il difetto di essere dura come la roccia, e piegarla più di tanto non si può, da qui una serie di contraddizioni di cui sarà oggetto un prossimo post. Per ora mi voglio concentrare su un suo discepolo, che ha l’aria di essere una persona intelligente. Certo, è apertamente fazioso, difetto che talvolta può condurre all’ottusità, ma in fondo anch’io sono fazioso eppure cerco di non essere ottuso, perciò perché non dare una possibilità a tutti? Peccato si sia imbarcato nell’impresa di voler dimostrare che tutto quello che noi abbiamo sempre considerato essere di sinistra (l’uguaglianza, l’organizzazione collettiva, la promozione di relazioni internazionali basata sulla cooperazione invece che sulla forza militare, ecc.) è in realtà una serie di retaggi conservatori, mentre per essere davvero di sinistra bisogna promuovere l’indivualismo, combattere l’egualitarismo e sostenere ogni guerra che permetta di “rovesciare una dittatura”, ma attenzione, non ovunque, solo “dove può essere utile”. Utile a chi? Agli Stati Uniti d’America, ovviamente, che Dio li benedica!

Ora, io avevo in serbo un post per replicargli. Ma perché farlo, visto che qualcuno ha trovato un modo molto più divertente ed efficace di sfotterlo?

Di sinistra? Triste? Depresso? In minoranza? Il mondo sembra girare dalla parte opposta rispetto ai tuoi desideri?

CON IL METODO FRANCESCO COSTA I TUOI PROBLEMI SONO FINITI!

Il Metodo Francesco Costa™ rivoluzionerà la tua vita. Unendo i millenari principi della filosofia orientale con le più moderne tecniche USA di pensiero laterale, il Metodo Francesco Costa™ ti permetterà senza sforzo e in brevissimo tempo di sentirti parte di una maggioranza di sinistra felice e vincente in pochi semplicissimi step.

DI’ BASTA ALLO STRESS! DIMENTICA LA FRUSTRAZIONE! RISCOPRI LA SINISTRA MAGGIORITARIA CHE E’ IN TE!

Chiudo con le sagge parole di un uomo che vede lontano:

17 risposte a Problemi di lateralizzazione

  1. tomate scrive:

    Questo video eccezionale c’era su blob sabato sera, non so chi sia stato il primo a scovarlo. Comunque non mi pare che abbia cambiato idea più di tanto da allora.

  2. Francesco scrive:

    sostenere ogni guerra che permetta di “rovesciare una dittatura”, ma attenzione, non ovunque, solo “dove può essere utile”. Utile a chi? Agli Stati Uniti d’America, ovviamente, che Dio li benedica!

    Non ho mai sostenuto niente del genere. Ho scritto:
    Obama [occhio al soggetto] dice da sempre che se serve per fermare un eccidio o rovesciare una dittatura – dove può essere utile e dove si può, ovviamente, cioè dove i mezzi non compromettono i fini: in Cina o in Russia non si può, per dire – la guerra si fa. Obama è persino più guerrafondaio dei neocon, a dirla tutta: i neocon interverrebbero solo dove oltre all’emergenza umanitaria e democratica siano minacciati anche gli interessi americani, a Obama basterebbe l’emergenza umanitaria e il fatto di poterlo fare, stando a quel che dice. Per quel che mi riguarda, questo è uno dei motivi per cui io l’ho apprezzato e sostenuto.

    Vuol dire l’esatto contrario di quel che dici: la guerra andrebbe fatta ovunque può essere utile a rovesciare una dittatura, cioè dove i mezzi non compromettono il fine. In Iraq si può; in Congo pure; in Cina no. Gli interessi americani non c’entrano, mi sembra tutto veramente chiaro. Possiamo non essere d’accordo sul merito della questione (sto scoprendo quanto sia di sinistra infischiandone dei popoli oppressi, intanto) però ci voleva una buona dose di malafede per mettermi in bocca cose che non ho mai detto.

  3. masaccio scrive:

    Mi dispiace, ma l’hai detto, anche se forse in buona fede e non rendendotene corto. Infatti il punto di vista che hai adottato è quello americano. Gli Usa potrebbero farlo. Non altri. E ovviamente unilateralmente, senza bisogno di alcun consenso. Non penso che tu non ti renda conto del pericolo insito in questo tuo erigere gli Usa ad arbitro armato dell’umanità, che per “rovesciare una dittatura” può occupare militarmente l’intero pianeta. Lasciare a un solo governo, guarda caso la maggior potenza militare mondiale, questo compito significa abdicare al giudizio di merito sulle sue scelte e accettare che l’obiettivo di “rovesciare una dittatura” sia sottomesso all’interesse nazionale. Ma non è una novità. Gli Usa sostenevano il filoamericano Ceausescu, per rovesciare la dittatura rumena. Pol Pot in Cambogia, per rovescire la dittatura vietnamita. L’occidentale riformatore Milosevic, per rovesciare la dittatura jugoslava. Saddam in Iraq, per rovesciare la dittatura irachena. Per non parlare dell’Egitto, dell’Arabia Saudita, della Colombia, del Perù. E poi mi ricordo quella volta che gli americani iniziarono a chiamare “dittatore” Allende…
    Poi non capisco perché scegliere come unico discrimine la “dittatura”: se un governo democraticamente eletto inizia uno sterminio di massa, che si fa? E soprattutto, mi spieghi perché quando l’Iraq gasa i curdi va invaso e quando la Turchia li fucila va vezzeggiata come alleato strategico? È una questione estetica?
    E cosa ne diresti se domani Cuba liberasse Guantanamo in nome dei diritti umani?

  4. Francesco scrive:

    Ma chi ha detto che dovrebbero farlo gli Usa, da soli? Vorrei che ogni capo di governo dicesse le cose che dice Obama, ho sostenuto Obama perché lo diceva, non perché spetti solo a lui. Anzi: spetta a tutti. Poi va da sè: meglio gli Usa o la Francia o il Canada da solo, piuttosto che nessuno.

    Non mi risulta di aver difeso gli ultimi sessant’anni di politica estera degli Usa e non condivido in nessun caso il finanziamento o il supporto a regimi dittatoriali, quindi quello che hai scritto semplicemente non c’entra nulla col mio discorso.

    Per avercela con le dittature mi basta la repressione violenta, la tortura, la violazione sistematica dei diritti umani. Se fosse un governo democraticamente eletto a violare sistematicamente i diritti umani, sarei ugualmente incazzato. Si dà il caso però che non succeda, perché dove i cittadini sono liberi di votare e scegliere, nessun goveno viola sistematicamente i loro diritti umani, reprime nel sangue le proteste, condanna a morte i minorenni, eccetera eccetera. Lo dice la storia, non Francesco Costa, a meno che tu non creda che Hitler fu “democraticamente eletto” o la teocrazia iraniana sia una democrazia. Semplicemente: negli ultimi due secoli sono state combattute 381 guerre, nessuna delle quali tra due democrazie. E’ sufficiente per avercela con le dittature, o no?

  5. Francesco scrive:

    E soprattutto, mi spieghi perché quando l’Iraq gasa i curdi va invaso e quando la Turchia li fucila va vezzeggiata come alleato strategico?

    Ah, quando dici questo, lo dici perché tu invaderesti anche la Turchia, giusto? O perché pensi che dovremmo sbattercene sia degli iracheni che dei turchi?
    Io ho argomentato a sufficienza. Detto che l’obiettivo è difendere le persone dalla violenza e proteggere la loro libertà; detto che la guerra è sempre l’extrema ratio e ci sono purtroppo posti disgraziati in questo mondo in cui è inutile sperare che le cose cambino da sé, a meno di costringere le popolazioni a enorme e durature sofferenze, ci sono dei posti in cui fare la guerra può servire a difendere le popolazioni (vedi l’Iraq, ma vedi anche il Kosovo, vedi il Congo), ce ne sono degli altri dove un intervento militare comprometterebbe il fine, vedi Russia o Cina, a causa della potenza di queste nazioni. Non ci vedo nulla di guerrafondaio: la mia ossessione non è la guerra, la mia ossessione è che la gente non venga uccisa a pietrate, mutilata, costretta a sottostare a governi che non si è scelta.

  6. masaccio scrive:

    La tua tesi sulla democrazia è affascinante, peccato che non sia nuova né vera. È quello che dicono i radicali da sempre, credendo che il voto sia l’antidoto all’oppressione. Purtroppo non è così, e la Turchia è l’esempio più vicino a noi: i cittadini sono liberi di votare e scegliere chi li governa, ma ciò non toglie che i curdi siano repressi militarmente o che ogni anni l’esercito spari sui manifestanti del 1 maggio. Del resto il governo spagnolo era stato democraticamente eletto quando utilizzava il terrorismo di Stato contro l’Eta, e democraticamente eletti sono stati tutti i governi inglesi che si sono occupati della questione irlandese nel più totale spregio dei diritti umani. Tutto questo solo per restare all’Europa, perché se uscissimo un attimo dal continente potremmo accorgerci del democraticamente eletto Uribe che fa uccidere i sindacalisti dai paramilitari in Comobia, per non parlare della splendida democrazia messicana.
    Sto dicendo che non bisogna promuovere la democrazia? No, sto dicendo che il voto non è l’antidoto all’oppressione. E che giudicare un paese come passibile di invasione militare sulla base del criterio della “dittatura” è una copertura ideologica che gli Usa utilizzano da 60 anni per perseguire i propri interessi strategici. Per questo gli esempi che ti ho fatto nel post precedente c’entrano col tuo discorso. Perché tutti i regimi che ho citato sono stati sostenuti dagli Usa proprio in nome della “rimozione delle dittature”, che è un’etichetta dietro cui si nasconde la promozione degli interessi americani, esattamente come in Iraq.
    Tra l’altro ti vorrei far notare che hai usato come criterio la pena di morte contro i minorenni. Bene, fino al 2005 gli Usa avrebbero dovuto invadere se stessi. Te la senti di definire gli Usa una “dittatura”? Io no, sinceramente, con tutti i difetti che secondo me ha la democrazia americana.

    Cosa si fa, dici tu? Si costruisce un ordine internazionale, rispondo io. Si costruisce un diritto internazionale. Non è un’idea particolarmente originale, 60 anni fa si era fondata una cosina chiamata Onu, proprio per questo. Poi progressivamente Usa e Urss l’hanno esautorata perché preferivano l’azione unilaterale che piace tanto a te. Io dico invece: ripartiamo da dove ci siamo fermati. Dalla costruzione di un’ordine internazionale in cui l’uso della forza sia regolato e condiviso, e non lasciato alla politica di potenza dei singoli stati.

  7. Francesco scrive:

    E nel frattempo, che muoiano pure.

    (sarebbe stata la naturale prosecuzione del tuo discorso, se non ti fossi vergognato a scriverla)

  8. masaccio scrive:

    A chi lo stai dicendo, “nel frattempo, che muoiano pure”?
    Non a me, immagino. Io sono impegnato in numerose organizzazioni di cooperazione internazionale e in movimenti per la risoluzione dei conflitti. Miei compagni sono stati uccisi in Palestina e rapiti in Iraq. Sono un cittadino che fa tutto quello che è nelle sue possibilità per sostenere la liberazione umana in tutto il pianeta.
    Immagino che il tuo interlocutore sia quindi quel governo che prima, per perseguire i suoi interessi, ha abbattuto un sistema di diritto internazionale, e che ora dice al resto del mondo “quel sistema non c’è più quindi faccio il poliziotto, il giudice e il boia, e se non vi va bene peggio per voi”.

  9. Francesco scrive:

    Quel governo che ha abbattuto un regime dittatoriale e ha permesso a un bel po’ di gente di scegliere da chi farsi governare, di non rischiare di essere gasato, eccetera. Ce ne fossero.

  10. dedalus scrive:

    si costruisce un ordine internazionale?!? ma il masaccio che si attacca al diritto internazionale è lo stesso che scriveva queste cose nel mio blog?

    masaccio Ottobre 15th, 2008 1:20 p:

    “la forza del diritto internazionale una cosa che al momento non esiste. La forza del diritto è la forza militare di un governo legittimo che fa violenza per far rispettare le sue leggi, e oggi non solo non vedo un governo mondiale dotato di poteri repressivi tali da realizzare le regole che ipotizzi, ma non vedo neanche lo spazio politico, il potere costituente, niente che ne possa farne presagire l’avvento. Oggi come oggi la posizione che tratteggi è quella veltronian-clintoniana degli anni ‘90, dell’Ulivo mondiale”

  11. dedalus scrive:

    masaccio è diventato Veltronian-clintoniano??

  12. masaccio scrive:

    Neanche per idea. Io attivista militante continuo a pensare come mio orizzonte la costruzione di un contropotere. Ma il punto di vista di Francesco non era il mio, era quello di un governo, tendenzialmente quello americano, dotato di un potere militare. Ritengo sicuramente un progresso lavorare perché quel potere militare sia sottomesso a un consenso internazionale e a regole di diritto. Che oggi non esista mi pare evidente.
    Mi sono spiegato? Io, oggi, ritengo di dovermi opporre al potere militare americano. Ma ciò non vuole assolutamente dire che mi sia indifferente che questo potere sia un’unilaterale espressione di dominio o l’arma di un consenso internazionale.

  13. masaccio scrive:

    Francesco, hai finito gli argomenti?
    Ripartiamo dalla tua opinione sul diritto di Cuba a invadere Guantanamo o sul fatto che i curdi in Turchia vanno lasciati ammazzare perché il governo è stato democraticamente eletto?

  14. luca scrive:

    certo caro masaccio, che nonostante sono sicuro che si vedessimo andremmo d’accordissimo, qua e là dici cose in cui mi riconosco e via dicendo (probabilmente più di costa), ma concordare con te quando scrivi un post di questo tipo in cui l’unica cosa che sostieni è qualcosa che oggettivamente Costa non ha detto, e l’unico vero contenuto sono due cose esterne (altro blog + video), beh lasciatelo dire compagno che è proprio dura. la questione non è essere intelligenti o meno, è non voler apparire stupidi a tutti i costi. così come ogni tanto non basta avere ragione, ma occorre anche trovare il modo di dimostrarlo. sennò, a stare zitti e pensarci un po’ di più non si sbaglia mai.
    aspetto, piuttosto,il prossimo post sulla “realtà ha il difetto di essere dura come la roccia, e piegarla più di tanto non si può, da qui una serie di contraddizioni”

  15. Lorenzo scrive:

    >>Quel governo che ha abbattuto un regime dittatoriale e ha permesso a un bel po’ di gente di scegliere da chi farsi governare, di non rischiare di essere gasato, eccetera. Ce ne fossero.

    E io sono la regina d’Inghilterra.
    Di elezioni democratiche (ovvero “si può presentare liberamente chiunque per farsi eleggere, e tutti lo votano secondo le proprie scelte”, a te mi pare che manchi la prima parte) non c’è traccia.
    Prima dell’abbattimento della dittatura c’era una legislazione piuttosto avanzata sul diritto di famiglia, divorzio incluso. Sparita.
    Prima dell’abbattimento, si andava al mercato senza paura di venire uccisi in un attentato.
    Si andava a pregare alla moschea con la stessa tranquillità.
    C’erano musei di importanza internazionale.
    Gli “occidentali” potevano entrare più liberamente di quanto non sia oggi.
    Se questo è il progresso, lunga vita ai conservatori.

  16. Francesco scrive:

    Ripartiamo dalla tua opinione sul diritto di Cuba a invadere Guantanamo o sul fatto che i curdi in Turchia vanno lasciati ammazzare perché il governo è stato democraticamente eletto?

    Per l’ennesima volta mi metti in bocca cose che non ho detto. Dove ho scritto che la democrazia è un sistema perfetto? Dove ho scritto che non si può interferire sulle scelte di un governo democratico, se pensiamo siano ingiuste? Ho scritto l’esatto contrario di quanto mi metti in bocca: ho scritto che non esiste sovranità nazionale da rispettare o tutelare di fronte a massacri e stermini. E ho scritto che i dati e la storia provano come le guerre degli ultimi due secoli non si sono mai combattute tra due democrazie. E che massacri, stermini e violazioni sistematiche dei diritti umani avvengano praticamente quasi solo quando c’è di mezzo una dittatura. Questo non vuol dire che non esistano democrazie deboli (come quella turca) o democrazie finte (come quella russa). Così come non vuol dire né che le democrazie più stabili e aperte del pianeta di tanto in tanto possano deragliare (gli Usa con Guantanamo, la stessa Italia a Genova, eccetera) né tantomeno che in questi casi non si debba fare qualcosa. Io mi chiedo cosa fare, e mi rispondo che ci sono dei casi in cui un intervento militare può servire a risolvere il problema, ce ne sono degli altri in cui non servirebbe, o peggiorerebbe le cose. Penso che in Cecenia si rispettino i diritti umani? No. Penso che un intervento militare in Russia possa risolvere le cose? No, le peggiorerebbe. Penso che in Sudan si rispettino i diritti umani? Penso che un intervento militare in Sudan possa risolvere le cose? Sì. Penso che sarebbe giusto chiudere Guantanamo? Sì. Credo che sarebbe bene per lo stato del pianeta se Cuba invadesse il territorio americano? No, solo un folle potrebbe sostenerlo. Voglio chiederti se nel 1940 avresti chiesto agli Usa di rimanere al loro posto, ché ci avrebbe pensato la cooperazione internazionale. Ce ne vorrebbero migliaia di persone che come te si danno da fare nella cooperazione internazionale ma questo non vuol dire che sia sufficiente, alcune volte.

    Durante tutta questa discussione mi hai attribuito diverse volte posizioni non mie. Metti da parte l’ideologia parolaia del “contropotere”: non stai parlando con un cliché, con Rumsfeld o con Bush. Non farlo tu, il clichè.

  17. masaccio scrive:

    Francesco, tu hai scritto che “dove i cittadini sono liberi di votare e scegliere, nessun goveno viola sistematicamente i loro diritti umani, reprime nel sangue le proteste, condanna a morte i minorenni, eccetera eccetera. Lo dice la storia, non Francesco Costa, a meno che tu non creda che Hitler fu “democraticamente eletto” o la teocrazia iraniana sia una democrazia.”
    Ti ho dimostrato che non è vero, e ora sei passato a una posizione più ragionevole, piena di “quasi” , di “ci sono dei casi in cui” e di “non vuol dire che sia sufficiente, alcune volte”. Non sto parlando con Rusmfeld o con Bush, ma tu eri partendo difendendo proprio quella dottrina.
    Nel 1940 gli Usa sarebbero rimasti al loro posto se il Giappone non li avesse attaccati e se un’Europa a egemonia nazista non avesse costituito una minaccia anche per loro. Vuol dire che non sono grato ai soldati americani (e inglesi, sudafricani, neozelandesi, scozzesi, ecc.) che sono venuti a crepare in Italia? Certo che no. Ma dire che combattevano “per la democrazia” è una cosa che ci raccontiamo molto volentieri, perché politicamente è stato utile a tutti, ma poco credibile storicamente, dato che qualche centinaia di chilometri più in là gli stessi americani si lavavano le mani della carneficina spagnola e di lì a qualche anno sarebbero passati al sostegno attivo a Franco…

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