Difendere Israele

Israele ha il diritto di esistere e ha il diritto di difendersi. Questo continuiamo a sentire dire in tv. E ci mancherebbe altro.

Io mi chiedo solamente se la strategia che sta tenendo Israele serve a garantire la propria esistenza o a metterla in pericolo. Con l’operazione di questi giorni a Gaza, chiamata in modo poco felice piombo fuso, Israele sta cercando di annullare politicamente (e forse non solo) Hamas. Tralasciamo ora discussioni su Hamas. Forse Israele riuscirà anche in questa operazione, ma dopo, che effetti avrà sul resto del panorama geopolitico? Ecco io credo che il deteriorarsi dei rapporti con i paesi arabi che a nord, est, sud confinano con Israele non sia una cosa buona per Israele. Non credo che dare pretesti a tutti i fanatici islamisti di dare la possibilità di fare prediche per l’eliminazioni di Israele e degli ebrei dalla faccia della terra sia cosa utile ad Israele. Non credo sia utile devastare territori, distruggere famiglie, lasciare palestinesi senza nulla in tasca, senza prospettive di vita, con la fame ecc. ecc. , perchè poi sarà molto più facile per qualche imam fanatico andare da quella gente e dire loro che gli ebrei sono cattivi e che se si fanno saltare in aria guadagnano il paradiso.

Insomma, Israele, se vuole cercare di difedersi, dovrebbe fare qualche considerazione e non pensare di fare tabula rasa attorno a sè, e comportarsi come se fosse un duello western.

Israele potrà anche distruggere Hamas, ma se non elimina le ragioni per cui Hamas ha vinto nella striscia di Gaza, non potrà mai considerarsi sicura. E’ chiaro che il terrorismo non si sconfigge facendo i buoni con i terroristi, ma isolarli, anzichè creare loro consenso sociale sarebbe già una buona cosa. Non sto facendo una proposta da estrema sinistra cieca e irresponsabile. Questa cosa l’hanno fatta gli USA con il piano Marshall (anche se non era l’unico motivo): benessere per i cittadini europei grazie al capitalismo, per isolare i comunisti. Ha funzionato.

La contrapposizione frontale non può portare da nessuna parte. Se non continuare a vivere nella paura che un razzo caschi sulla testa di un passante. Questa è una vita terribile che i cittadini israeliani non si meritano.

Ps. In ogni caso non credo che i razzi quassam lanciati da Hamas mettano a rischio l’esitenza di Israele. Rendono la vita impossibile, terribile, angosciante, ai cittadini del sud di Israele, che sotto quei razzi sono anche morti. Secondo me non è una cosa meno grave che mettere a rischio l’esistenza di Israele. Ma è una cosa diversa.

5 risposte a Difendere Israele

  1. d scrive:

    certamente d’accordo

  2. […] qui , qui e qui ci sono degli ottimi post a […]

  3. masaccio scrive:

    Socio, io sono d’accordo, ci mancherebbe. Chi potrebbe non essere d’accordo? Mi pare che il tuo post ponga un’asticella comune di umanità e ragionevolezza sotto alla quale si è delle bestie invasate di fanatismo.
    Però provo ad alzarla un po’, quest’asticella. Tu dici che così facendo Israele non ottiene la pace, e siamo d’accordo. Ma siccome chi governa quello stato ne sa almeno quanto me e te, evidentemente sa anche questo. Quindi possiamo dedurne che se si comporta così è perché il suo obiettivo non è riaprire un processo di pace.
    Chi governa Israele oggi non cerca un processo di pace, perché non vuole dar via niente di quello che ha. Sa che prima e poi potrebbe essere costretto a subirlo, e nell’attesa cerca di farsi trovare più in là possibile, in modo che ogni accordo sia il più possibile spostato a suo favore. Sarò brutale, ma mi sembra l’unica lettura razionale: se Obama o chi per lui vorrà imbarcarsi in un nuovo processo di pace, lo farà partendo da una situazione in cui Gaza è totalmente in mano all’esercito israeliano e non esiste alcuna autorità palestinese riconosciuta. Ditemi voi se è ragionevolmente possibile che da una situazione del genere i palestinesi possano portare a casa qualcosa. Bene, risultato raggiunto.

  4. lussu scrive:

    @ Masaccio
    In questo post io ho semplicemente cercato di evidenziare che non per forza chi si pone i problemi dei palestinesi è per forza un antisemita (anche se forse sarebbe meglio dire antiebreo, visto che anche gli arabi sono semiti).
    Non so se i governanti cercano la pace o meno. Io dico che secondo me non la ottengono così.
    Poi se lo fanno non consapevoli, o consapevoli (per vincere le elezioni interne o chissà cosa) è un altro discorso. Può anche essere come dici tu.
    Se io fossi un governnte isreliano cercherei di mettere in difficoltà hamas sul piano interno, ad esempio liberando Barghouti. Mentre ad oggi Hamas ha incassato la solidarietà di Abu Mazen e – sospetto, ma non ne ho le prove – di tutta la popolazione della striscia. E questo la rende più forte.

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