La canzone di Marinella mi fa schifo

Dopo una settimana di omaggi a De Andrè, voglio dire che la Canzone di Marinella è quella che più mi fa schifo (forse l’unica) di tutte le cose che ha scritto.

Ricordare De Andrè è ben troppo scontato ma siccome è appena terminato lo speciale di Fabio Fazio con Dori Ghezzi su Rai 3 dico brevemente un paio di cose sullo spettacolo.

Secondo me non è stato così male. A parte alcuni feticismi imposti dalla televisione, tipo la Zucconi che va in cerca di cimeli, è stato uno spettacolo onesto e reale considerando quante volte la regia ha dovuto nascondere le lacrime. Ovvio che l’infinita serie di superstar che ha cantato le canzoni di De Andrè ha evidenziato ancora una volta la duttilità e la versatilità del cantautore genovese: può capitare che una cover piaccia più dell’originale. Questo con De Andrè non capita. Lui era comunque più bravo.

Giudizi sulle interpretazioni: il peggiore senza dubbio Bocelli. I migliori: la Ruggiero, la Nannini, Pelù, Battiato e Vinicio. Impeccabili ovviamente tutti coloro che con De Andrè ci hanno suonato (e De Gregori dov’è in queste occasioni?): la band, Piovani, Pagani, Fossati e Cristiano; l’unico che forse non era al meglio era Bubola, in compagnia però di un buon Bennato. Non bene Bersani, Finardi e Dalla. Da Ferro e Jovanotti mi aspettavo peggio.

In ogni caso secondo me la migliore canzone di De Andrè è Monti di Mola.

Upgrade: anche tomate non ha resistito.

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14 Responses to La canzone di Marinella mi fa schifo

  1. Simone ha detto:

    Bersani era paurosamente simile a Ghezzi, quello di fuori orario.

    Chi è quello che si era messo a cantare assieme a Dalla?!

    Ferro credevo scegliesse una canzone più popolare al grande pubblico.

    Pelù non mi è piaciuto, un po’ troppo sbrigativo.

    La Ruggiero mi è piaciuto molto, probabilmente perchè la canzone si presta ad essere interpretata anche da altri.

  2. lussu ha detto:

    Si anch’io mi sono stupito quando ho visto Bersani conciato così.
    Quello con Dalla effettivamnete un mistero, forse il suo ragazzo. Dal punto di vista canoro è ingiducabile, no ha cantato.
    Ferro ha detto che la canzone parla di lui, cioè di tutte le volte che si innamora delle fan.

  3. Simone ha detto:

    Jovantti fastidioso nella presentazione, sembrava di ascoltare una su it degli anni 90.

  4. masaccio ha detto:

    A costo di sembrare snob, posso dire che trovo fastidioso e quasi vergognoso come ora tutti sostengano di adorare De André, dopo averlo snobbato e ignorato da vivo?

  5. lussu ha detto:

    Come no. Certo che puoi, ma a chi ti rifersici in particolare. Quello che scrive tomate è secondo me cmq una buona descrizione di quanto è successo. Ma si poteva scrivere anche senza guardare lo show.

  6. tomate ha detto:

    sull’autenticità dei sentimenti dei presenti non dubito, e in fondo c’erano i suoi musicisti, gli amici, gente con cui ha collaborato… il problema è che io penso che sua moglie e i suoi figli non siano le persone giuste per commemorare l’uomo pubblico (quello privato ovviamente si…); come Inge Feltrinelli non è la persona giusta per un ricordo di giangiacomo.

  7. deb ha detto:

    Sorry, ma perchè tutte queste parole? Sembra il ritrovo al bar dopo il derby..che cosa si aggiunge a dire cosa doveva fare l’allenatore? Alla fine, con tutti gli eventi “in memoria di” forse questo è uno dei pochi che ci si può vivere serenamente. Occhio che così si rischia di scadere nel fanclub degli afterhours!
    (eh, si vede che è lunedì mattina)
    Il prossimo intervento, promesso, sarà meno tachente.

  8. lussu ha detto:

    Ma si infatti deb, infatti l’intento era un po’ quello, fare due chiacchere da bar, un po’ come i pensionati della città vecchia…

  9. tomate ha detto:

    stavo proprio pensando al bar… mi manca solo il prosecco

  10. cometaperiodica ha detto:

    Come dissi ieri sera a Masaccio,io colgo l’occasione per rinnovare il mio amore incondizionato per Giovanna Zucconi. E vorrei sottolineare l’interpretazione della ruggero: da brividi!. Il resto,un buon programma televisivo. E una serata per De Andrè.

  11. scripta ha detto:

    bah, lo spettacolo convincente no.

    e anch’io avrei voluto fuggire dal rito di massa della celebrazione post mortem…

    cristiano (d.a.) purtroppo, soffre l’illustre paternità. magari col tempo le cose cambieranno. però la voce per un attimo me l’ha fatto sembrare un altro.
    dori, invece, come ha scritto qualcuno da qualche parte di internet, “spiega esattamente perchè in certe culture la vedova viene bruciata insieme alle spoglie del marito”.

    poi, se vogliamo dirla tutta, sui singoli interpreti: pelù non male, anzi. jovanotti la cantavo meglio io che sono stonato come una campana (rotta)
    per ferro, direi più innamorarsi de “i” fans che de “le fans”

  12. dedalus ha detto:

    partecipo anche io, dai che bello..

    Vinicio stellare: ottima interpretazione, ottimo arrangiamento, ottima band.

    Bubbola notevole: aspro e duro come sa essere solo lui.

    Jovanotti all’altezza: non era facile, non ha strafatto, non ha copiato l’originale e ha fatto centro.

    ma perchè poi volere fuggire dalle commemorazioni post-mortem? per rinchiuderci in provati ed esclusivi culti privati?

    dire che la canzone di marinella fa schifo a me sembra una boiata pazzesca! la versione con Mina è divina

  13. francesco ha detto:

    ragù, come al solito sei polemico inuitilmente………….la canzone di marinella è marinella. è una canzone senza pretese, schifo………….che mi piace di meno, così messa non ti avrei nemmeno scritto un post. lo spettacolo era miserabile….per fazio e la sua conbriccola buonista e mediocre. la rai poteva mandare in onda un concerto di de amdrè e non dare soldi a quelle mezze seghe di cantautori sorpassati dai tempi che stanno a storpiare i testi e musica. hannno già fatto un esperimento con un album qualche anno fa. pietoso………….finitela di fare le cover per favore…………preferisco dottor house.

  14. tomate ha detto:

    Secondo me la Canzone di Marinella è un buon standard jazz, semplice ed elegante, come i tanti scritti dai grandi compositori e arrangiatori americani, Vernon Duke, Cole Porter, Rodger and Hart, Victor Young. Il canone è quello delle ballad, composte i migliaia di esemplari (ormai credo che siano esaurite le capacità combinatorio dell’armonia e melodia tonale) a misura dei grandi interpreti come Frank Sinatra ed Ella Fitzgerald.

    Insomma, non è una canzone di de André. E’ di Mina.

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