Com’era? “Combatto la tua idea, ma…”

Leggo sul sito web del Gazzettino questa notizia:

VENEZIA (17 gennaio) – I Serenissimi sono tornati a far sentire la loro voce per radio dopo 12 anni, stavolta sfruttando le potenzialità del web. Da oggi i simpatizzanti del gruppo che con un blitz nel 1997 occupò il campanile di San Marco per rivendicare l’autonomia veneta rifacendosi alla Repubblica di Venezia, hanno ripreso le trasmissioni sul sito del Veneto Serenissimo Governo.

L’iniziativa cade a quasi 12 anni dalle incursioni clandestine via etere nei telegiornali che anticiparono l’assalto in piazza San Marco fatto anche con un blindato di fattura artigianale, noto ai più come “tanko”. Il blitz avvenne la notte tra l’8 e il 9 maggio del 1997 e giunse dopo una serie di intrusioni radio sui canali dei principali Tg nazionali, durante i quali l’audio del notiziario veniva coperto da una voce che faceva riferimento alla “proclamazione di indipendenza della Veneta Patria”.

Nel corso della trasmissione odierna dal sito del Veneto Serenissimo Governo è stato lanciato l’invito a tenere «in alto il vessillo di San Marco» e a lottare contro «l’occupazione della Serenissima, compresa quella fatta dalla Repubblica italiana» per evitare «l’etnocidio della nostra storia».

Sia chiaro che, nonostante il mio fiero venetismo, non ho alcuna simpatia per la politica di questa gente. Ricordo che quella mattina mia madre mi svegliò preoccupata e sconfortata, dall’ennesimo motivo di irrisione che il nostro pessimo popolo stava dando al resto d’Italia e del mondo. Questi pagliacci sono ridicoli, loro e il loro plebiscito-truffa del 1866 sono la caricatura dell’autonomismo di cui il Veneto avrebbe bisogno.
Non solo: simulare un blitz indipendentista a bordo di una sottospecie di trattore travestito da carro armato e con l’atteggiamento e la preparazione di una scampagnata domenicale più che di un atto storico consapevole, non fa altro che alimentare l’immagine dei veneti contadini, scalcagnati, ignoranti e incapaci di qualsiasi cosa che non sia spaccarsi la schiena a lavorare tutto il giorno. Grazie per l’orgoglio che ci avete regalato, patrioti, davvero.

Detto questo, vorrei attirare l’attenzione su una storia troppo poco conosciuta. Quella della spropositata e assurda repressione di cui questi pagliacci sono stati vittima negli anni a seguire. Il sedicente doge Luigi Faccia e soprattutto il cosidetto ideologo Bepi Segato, che non avevano partecipato all’azione, si fecero anni di carcere per associazione sovversiva, attentato all’unità dello stato, banda armata e interruzione di pubblico servizio, e i signori Piero Fassino e Oscar Luigi Scalfaro (rispettivamente ministro della giustizia e Presidente della Repubblica) rifiutarono loro la grazia.
L’allora governo di centrosinistra sfruttò vergognosamente quella vicenda, inventando a partire da quei quattro pagliacci un fantomatico pericolo secessionista, per motivi di pura politica interna. Bepi Segato, un semplice intellettuale le cui idee non condivido ma che non ha mai fatto male a una mosca, è morto da prigioniero, condotto in ospedale ammanettato.

Ecco, colgo l’occasione della notiziola di cui sopra per ricordare a tutti uno dei tanti cadaveri puzzolenti che riempiono la cattiva coscienza della nostra Repubblica.

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