Piazze vuote, urne piene

Lo scorso weekend è entrata in vigore l’ordinanza anti alcol di Alemanno a Roma. Niente alcolici da asporto dopo le 21 e niente alcolici in generale dopo le 2.

Repubblica riporta numerose eccezioni alla regola, ma ovviamente si è limitata a Campo de’ fiori e Trastevere, con i loro prezzi spenna-turisti e la clientela che ne deriva. E contemporaneamente parla di piazze semivuote. Non si capisce chi violasse le regole, allora, se non c’era nessuno in giro…

Nella Roma che frequento io, tra San Lorenzo e il Pigneto, le piazze erano piene come al solito, le sirene erano ovunque, e i baristi si cagavano sotto, tanto per essere chiari. Posso testimoniare una vera e propria rissa nella pizzeria al taglio più frequentata di San Lorenzo, in largo degli Osci, a due passi dalla piazzetta, poco prima di mezzanotte: il titolare ci ha messo diversi minuti, tra grida e spintoni, per strappare una bottiglietta di birra dalle mani di un tamarro che si ostinava a volersela portare fuori. “Africa” ha commentato il mio occasionale ospite compatriota, che alla seconda rissa della serata ancora non era abituato.
Lo stesso ospite compatriota e il sottoscritto, poi, all’1.55, sono stati gentilmente costretti a schienare sul momento un bicchierone di brandy Carlos I a testa dall’inappellabile sorriso della barista del Cargo, in via del Pigneto.

Insomma: dove vado io, le norme sono state ampiamente fatte rispettare, pur nei confronti di una popolazione che, diciamo, non è di suo particolarmente bendisposta nei confronti del concetto di regola.
Del resto a  Padova, dove i bar della piazza chiudono a mezzanotte e la tradizione culturale è più incline alla nonviolenza, ho visto scene incredibili di birre passate attraverso l’ultima spanna di saracinesca rimasta aperta, perciò non mi stupisco più di niente.

Resta ovviamente il fatto che si tratta di regole assurde e inefficaci, buone solo per alimentare l’immagine di sceriffo di qualche sindaco in cerca di facili consensi. Immaginare che in una città mediterranea la gente se ne stia chiusa dentro i locali tutto il tempo è palesemente assurdo. Capisco il bisogno di prevenire comportamenti fastidiosi e di non disturbare chi vuole dormire, ma esistono molte soluzioni di compromesso. Puoi vietare di uscire con la bottiglia di vetro, ma se ti fai versare la birra in un bicchiere di plastica, come succede in molte città, qual è il problema? Che si fa rumore all’aperto? Sinceramente, chi si lamenta del rumore in una metropoli alle 21 di un sabato sera, farebbe meglio a cominciare a ripopolare le meravigliose campagne laziali.
E lasciare la città a chi vuole mantenerla viva e non imbalsamarla in un soprammobile per turisti.

3 risposte a Piazze vuote, urne piene

  1. red butler scrive:

    schienare nella tua lingua sarebbe scolare?🙂

  2. masaccio scrive:

    Ops, sì, scusa il regionalismo…

  3. red butler scrive:

    dai tanto è passato il federalismo adesso…

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