Bagnasco contro i Neanderthal

Ho avuto la fortuna di stare lontano dal pc per tutto il fine settimana. Se ogni tanto ci passavo davanti, aprivo la diretta di Repubblica.it e poi chiudevo lo schermo sbattendolo con rabbia, con lo stesso gesto e la stessa sacrosanta imprecazione veneta del compagno Bergamasco sabato in meta.
Oggi sono tornato al lavoro, ho aperto il feed reader e c’erano 458 post da leggere. Li ho scorsi con calma (alla faccia di Brunetta): l’80% abbondante, tolti spagnoli e americani, parlava di Eluana Englaro, di suo padre, di Berlusconi che cambia le sentenze per decreto, di Napolitano che dà un senso alla sua inutilità, ecc.
Non ho intenzione di aggiungere anche il mio punto di vista, che non sarebbe molto diverso da quello del mio socio e di tutti gli altri che hanno detto la loro in questo weekend. Ma se non entro nel merito è per ragioni di economia (tanti hanno già detto bene le cose che vorrei dire), non per qualche incomprensibile consegna del silenzio.
Trovo davvero ipocrita l’interminabile sequela di rampogne con cui chi per mestiere dà aria alla bocca ora chiede che di questa vicenda non si parli. Per rispetto alla famiglia al padre al dolore bla bla bla. Dovremmo stare in silenzio
‘sto cazzo, con tutto il rispetto.
Il silenzio è quello che succede normalmente. Normalmente, tutti i giorni, si muore. È per questo che tutti capiamo e condividiamo il dolore del signor Englaro. Perché milioni di persone, in Italia, hanno visto una dottoressa col camice bianco avvicinarsi e dire che non c’è più niente da fare, che nel corso della giornata arriveranno l’anestesista, il neurologo e il medico legale e che quando tutti e tre avranno finito i rispettivi esami, si spegnerà la macchina.
È per questo che in tutti questi mesi non ho mai scritto nulla su questa questione. Perché trovavo sfasato il dibattito, distante dalla realtà. Una realtà in cui tutti i giorni la gente muore, e chi vive, dal momento in cui quella gentile dottoressa in camice bianco ha detto che non c’è più niente che noi bipedi alfabetizzati possiamo fare per la donna in questione, non desidera altro che poterla seppellire. Dai tempi dell’uomo di Neanderthal è così: desideriamo tenere in vita le persone di cui abbiamo bisogno il più a lungo possibile, quando muoiono stiamo male e allora le vogliamo seppellire, trovar loro un posto e andare avanti. Funziona così, non è bella né brutta, si chiama umanità.
E perciò è assolutamente normale che quel povero cristo, dopo 17 anni dalla morte di sua figlia, abbia voglia di seppellirla. È umano. È civile. Succede tutti i giorni dalla notte dei tempi. La gente muore. Esiste la M O R T E. Questa cosa spaventosa a cui noi persone normali cerchiamo di pensare il meno possibile e da cui invece i pazzi fanatici veneratori di un cristo che ha promesso loro la vita eterna sono ossessionati e terrorizzati. Evidentemente sanno che, se hanno ragione, saranno miriadi i diavoli frocioni che si prenderanno cura delle loro chiappe.
Insomma, questo dibattito è davvero fuori dal mondo, dalla realtà, ma anche proprio dalla natura delle cose e della vita. Normalità vorrebbe che si morisse, senza fare troppi pettegolezzi. Bagnasco non è d’accordo con gli uomini di Neanderthal, ma, da che mondo è mondo, è lui che perde.
Però è stato il signor Englaro a fare di questa sua richiesta di normalità un atto pubblico. Ha rinunciato al silenzio proprio perché voleva che ci si occupasse di quelli a cui quella normalità è negata. Ha pensato che l’umanità che a noi persone normali è concessa, di poter seppellire i nostri morti come la nostra civiltà ci insegna, dovrebbe essere un diritto garantito a tutti. E ha deciso, molto cristianamente, di rinunciare alla sua normalità per quella di tutti.
Da questa sua decisione scaturisce l’ignobile gazzarra di queste settimane. Ma in fondo è normale anche questo. Perché sia concesso un diritto, anche uno così naturale che gli uomini di Neanderthal lo conoscevano, c’è bisogno di passare per l’indecente caciara della legge, delle opinioni e della democrazia. Bisogna sopportare Bagnasco, Franceschini e Giuliano Ferrara. Bisogna tollerare che la degna sepoltura di quel cadavere finisca nel tritacarne delle divisioni di corrente del Pd. Bisogna accettare che dicano la loro anche Adriano Celentano e il governo della Repubblica, due enti ugualmente titolati a intervenire sulla questione. I diritti si conquistano così, meglio se non lo sai, ma è così. Ci meritiamo questi giorni di vomito represso, per poter riconquistare il diritto alla normalità e alla civiltà per tutti, il diritto a un funerale con le zie e i telegrammi e tutte quelle cose che 40 mila anni di civiltà umana hanno prodotto per darci una mano a sopravvivere alla morte di chi ci sta intorno.
Non stiamo zitti, noi che seppelliamo i nostri morti normalmente, perché il signor Englaro non è stato zitto, perché solo attraversando questo casino ignobile e degradante per la nostra stessa specie, quella normalità sarà riconosciuta come universale. Non stiamo zitti perché la morale è prodotta dagli uomini liberi che conquistano diritti universali. Non stiamo zitti per il semplice fatto che desideriamo moralmente che la nostra libera volontà diventi legislatrice universale. Ci sono Kant e gli uomini di Neanderthal, dalla parte del signor Englaro, e dall’altra c’è Bagnasco. Noi persone normali non siamo in gioco, ma se ci teniamo alla dignità del nome di esseri umani, dovremmo schierarci dalla parte della nostra specie, che da 40 mila seppellisce i suoi morti e, a tempo perso, prova a elaborare morali collettive e diritti universali.
Un giorno, alla fine di tutto questo, il signor Englaro potrà seppellire i suoi morti, e noi persone normali saremo contente per lui, che ha rinunciato alla sua normalità per quella di tutti e per la civiltà. Allora, forse, staremo zitti.

5 risposte a Bagnasco contro i Neanderthal

  1. deb scrive:

    Grazie..non sarei mai riuscita a centrare il punto così bene..effettivamente non è il tempo di star zitti.

  2. tomate scrive:

    mi chiedevo a chi ti riferissi e credo di averlo individuato… certo che siete un po’ fissati! espone l’inesistente posizione del suo partito. ma come dici tu, non si può star zitti in questa vicenda. Beppino Englaro ci ha chiamati in piazza, e noi si deve scendere.

  3. masaccio scrive:

    Se parli di Sofri non mi riferivo per forza a lui, anzi: il primo ad avermi dato fastidio è stato l’editoriale di Piroso sul tg di La7 l’altra sera, e poi mille altri… E se vuoi vedere chi mi ha fatto veramente incazzare prova a leggere le cose allucinanti che scrive il sedicente libertario Christian Rocca.
    A me non piace per niente parlare di questi argomenti, mi imbarazza, mi mette tremendamente a disagio e mi vengono sempre mille dubbi. Ma se mi si viene a dire che “bisogna stare in silenzio, per una forma di rispetto” mi girano i coglioni. Se si potesse lasciarla seppellire in pace, è ovvio che lo faremmo. Ma ormai la battaglia c’è, e non è tirandosi indietro che finirà…

  4. masaccio scrive:

    Ho corretto il link. Grazie Simone.

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