Dittature caraibiche

I media italiani sono in allarme. Dopo il referendum di ieri, il Venezuela è certamente avviato sulla strada dell’autocrazia. Pensate, titola Repubblica.it, Chavez “si potrà ricandidare a vita”. Può “ricandidarsi all’infinito”, denuncia allarmato Francesco Costa. Gli americani gli danno addirittura del caudillo.

Chi scrive non è mai stato un fan del presidenzialismo. Anzi. Ma si chiede quanto ci vorrà perché costoro si accorgano che la modifica introdotta ieri è la regola normale della stragrande maggioranza delle democrazie mondiali. Non c’è nessun limite temporale per Capo dello Stato e capo del governo nella Costituzione italiana, ad esempio. Né, per restare nel campo presidenziale, in quella francese. Né, del resto, in quella americana, tant’è che nel ’51 fu aggiunto un apposito emendamento.
De Gaulle, Mitterand, Wilson, Roosvelt, De Gasperi. Tutti caudillos.

Update: a pranzo al bar ho visto La Stampa. Titolava: “Presidente a vita”. Giuro. “Presidente a vita”. Come se Chavez avesse abolito le elezioni. E stiamo parlando di un presidente regolarmente eletto, sostenuto da un’ampia maggioranza parlamentare, che ha resistito a un golpe militare e che ha accettato (e vinto) un referendum sulla propria revoca. “Presidente a vita”. Se qualcuno passa per Torino, per favore, ricordi alla Stampa che Chavez è “presidente a vita” esattamente quanto Sarkozy.

5 risposte a Dittature caraibiche

  1. Francesco scrive:

    Dovresti ripassare la differenza tra repubblica presidenziale e repubblica parlamentare. Il Venezuela è una repubblica presidenziale, come gli Usa (limite due mandati), la Russia (limite due mandati), il Messico (limite un mandato), il Brasile (limite due mandati). La Francia faceva eccezione, ma ha cambiato la sua costituzione pochi mesi fa, inserendo tra le altre cose proprio un limite di due mandati per il presidente.

  2. masaccio scrive:

    Citare come esempi di democrazia due regimi plebiscitari a partito unico come Russia e Messico non è proprio il modo migliore per dare credibilità ai tuoi argomenti.
    Ho ben presente la differenza tra repubblica presidenziale e repubblica parlamentare, tant’è che l’ho citata nel mio post. Vorrei invece sapere che tu hai presente la differenza tra un presidente e un caudillo: è davvero il limite di mandato? Consideri Fdr e Mitterand dei dittatori?
    Il senso del mio post è chiarissimo: Chavez non è affatto “presidente a vita”. È presidente per volontà del popolo venezuelano, espressa in libere elezioni, e lo resterà finché non saranno libere elezioni, giudicate tali da tutti gli osservatori internazionali, a cacciarlo.
    Questa, a casa mia, si chiama democrazia.

  3. Jack Frost scrive:

    Un po’ plebiscitaria caro Masaccio. Non è un caudillo, su questo sono d’accordo, ma che sia un regime democratico ho dei dubbi. Come ho dei dubbi che una specie di monarchia (vedi alla voce De Gaulle)qual è il sistema francese possa essere democratico. Ma si sa che in questi tempi la democrazia parlamentare, quella che più si avvicina al principio di una testa un voto, non va molto di moda. Nella America Latina poi bisogna tenere presente le contingenze e la storia di questi paesi altrimenti non si fa un’analizi lucida della realtà.
    A me Chavez non piace molto, anche per motivi estetici: non vorrei un politico così caciarone, megalomane e aitoritario perchè mi ricorda qualcuno che tiene banco da un po’ nel mio paese, tuttavia gli vannon riconosciuti molti risultati importanti sul piano poltico, come la lotta alla povertà e la costruzione di uno stato sociale, anche se a prezzo di una corruzione dilagante nelle strutture nelle strutture dello stato venezuelano.

  4. masaccio scrive:

    Jack, non stavo facendo un’analisi generale del chavismo (che comunque farei volentieri, magari ci dedico un post, appena ho tempo). Stavo semplicemente dicendo che La Stampa di oggi ha pubblicato in prima pagina un titolo falso (“Presidente a vita”) e che l’allarme suscitato dal referendum venezuelano sui media nostrani è l’ennesimo segnale del pregiudizio con cui si guarda tutto quello che succede in Ameria Latina. Succede che quei popoli, da qualche anno, hanno iniziato a votare massicciamente a sinistra e a sostenere programmi di integrazione continentale e indipendenza dal nord. Che questo non piaccia agli Usa, mi pare scontato. Che la stampa italiana copi e incolli le veline del dipartimento di stato, anche. Però va detto.

  5. […] come Kim Il Sung! Masaccio su Malingut mi ha battuto sul tempo, quindi non scriverò di come la stampa italiana (ed estera) ha trattato il referendum che permette […]

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