Considerazioni sarde

Prima Cicchito, poi Gasparri hanno detto, con i proprio modi, che, alla luce dei risultati delle elezioni sarde Soru ha sbagliato ad attaccara il premier. In particolare Cicchitto afferma che:

“Soru aveva condotto una campagna elettorale tutta contro Berlusconi cercando di prendere due piccioni con una fava: ridiventare presidente della Regione e mettere un’ipoteca sulla leadership nazionale della sinistra, viste le difficolta’ di Veltroni […]. Non sembra che gli elettori abbiano condiviso questo attacco.

Forse io e Cicchito guardiamo dati diversi, ma se i dati in questione sono questi, allora è proprio il contrario di quello che dice Cicchitto. Soru, come persona, prende più del 4% rispetto ai partiti. Il dato del PD, il partito di Soru, è poi notevole: meno 11% rispetto alle politiche di 10 mesi fa. Come non leggere questo dato in un’unica direzione? Soru è stato premiato perchè rappresentava l’idea di un partito che conduce un’opposizione forte a Berlusconi, che non cerca accordi, mentre il partito è stato castigato per mille motivi, tra cui quello di voler fare un’opposizione all’acqua di rose.

In complesso male, malissimo per il centrosinsitra. La possibilità del voto disgiunto ha poi fatto si che l’Italia dei Valori sia cresciuta, ma senza boom (+1,2 rispetto all politiche), dimostrando come i voti di Di Pietro siano semplicemente proveniente dai delusi del PD. Rifondazione e PDCI crescono un po’, ma quando poi leggo l’interpretazione di Licandro (PDCI) rabbrividisco:

“Il dato del Pdci, che insieme a quello di Rifondazione, surclassa il dato complessivo dell’Arcobaleno, a dimostrazione del fatto che a sinistra una prospettiva c’è: l’unità dei comunisti”

Poichè in questa dichiarazione non c’è nussun legame fra premesse e conclusione, mi chiedo: ma quando è che si smetterà di interpretare il voto a proprio uso e consumo? Eppure l’errore del PD, di voler interpretra a tutti i costi il risultato di aprile come un successo, avrebbe dovuto insegnare.

La Sinistra, alla prima uscite elettorale non sfigura (considerando che gran parte dei vendoliani in Sardegna non sono – per ora-  usciti da Rifondazione). Di certo l’1,5% non può essere un risultato di pregio.

Questo per ora, nel frattempo che arrivi un Fioroni di turno a dire che con l’UDC si avrebbe vinto. Che è un po’ trattare gli elettori come quel gioco a cui si giocava da bambini con le forme a stella, quadrato e cerchio da inserire nei relativi buchi. Pensare la politica come un gioco di incastri, di somme da scuole elementari (4 bottoni più 4 bottoni).

Un’ultima considerazione sulla Sardegna: dal punto di vista ambientale è per me davvero brutto vedere come Cappellacci sia riuscito a trionfare in molti comuni sulle coste. Eppure il divieto di costruire a 2 km dal mare avrebbe dovuto essere una tutela per quei stupendi paesaggi che portano il turismo in Sardegna. Probabilmente invece il pensiero dominante è ancora quello di cementificare, costruire. Ma questo prima o poi si ritorcerà contro, e quei stupendi paesaggi rimaranno solo cartolina, devastati dal punto di vista territoriale, dell’inquinamento atmosferico e marittimo. E il turismo sparirà.

PS. Arriva ora la notizia che Mills è stato condannato per aver testimoniato il falso in due processi a Berlusconi. In un altro paese l’opposizione chiederebbe le dimissioni del premier. Ma qui con che coraggio, con che credibilità lo si farebbe?

PPS. Favoloso Spinoza di oggi. A partire dal titolo.

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14 Responses to Considerazioni sarde

  1. masaccio ha detto:

    Sono tutt’altro che un fan di Licandro, ma il legame tra premesse e conclusione mi pare al limite della banalità: Prc e Pdci da soli vanno meglio della Sinistra Arcobaleno, ciò significa che a essere sconfitto è stato quella precisa proposta politica e non la sinistra radicale nel suo complesso, che può trovare altre forme di unità più riconoscibili e credibili.
    La “Sinistra” (tralasciando per carità di patria il giudizio su chi sta dentro un partito in attesa del momento migliore per pugnalarlo alle spalle) paga la debolezza intrinseca al suo progetto politico, che è fortemente critico di tutto quello che il Pd propone e allo stesso tempo incapace di rendersi autonomo e alternativo rispetto allo stesso Pd. Spero che quei compagni capiscano presto che non è aspettando le mosse di D’Alema e Bersani che si ricostruirà la sinistra, ma portando avanti una politica radicalmente alternativa a quel pensiero dominante della cementificazione che Lussu bene descriveva.

  2. lussu ha detto:

    Eh beh, banalità ma fin troppo banale.
    Anche prima della sinistra arcobaleno PRC e PDCI surclassavano il dato dell’Arcobaleno. Ma appunto non è stata l’unità a risolvere i problemi.E siccome Licandro parla di unità e non di progetti, io mi limito a quello.
    La sinistra non mi sembra abbia pagato delle debolezze. Ha fatto quello che poteva fare in un mese. Sui vendoliano che non sono usciti dal PRC non so, non conosco bene la situazione,ma di certo per tutto il partito essersi ritrovato con le elezioni di mezzo nel corso di una scissione/separazione non deve essere stato facile.

  3. masaccio ha detto:

    No, certo. E io chiaramente auspico che non escano, figurati. Una scissione in nome dell’unità è l’ennesimo segno dell’autoreferenzialità che uccide la sinistra italiana. Non mi auguro che l’emorragia aumenti, ma anzi, spero che la frattura si ricomponga.
    Sul fatto che per risollevarsi servano progetti e non paroline magiche come “unita” e “nuova”, né taumaturghi, sfondi una porta aperta. Sta di fatto che aver messo da parte l’idea dell’Arcobaleno ha pagato. Spero che serva di lezione a chi incredibilmente crede ancora di poter resuscitare quel progetto.
    Il voto sardo ha messo una pietra sopra il migliore dei centrosinistra oggi possibili in Italia, quello di Soru. Mi dispiace davvero, ma è così. Prendiamone atto e ricostruiamo una sinistra radicale e credibile, alternativa al Pd. Ci tornerò sopra con un post nei prossimi giorni…

  4. lussu ha detto:

    Ma. io non sono d’accordo che ad aver penalizzato l’arcobaleno sia stato semplicemente l’essersi presentato uniti. Non so. Forse se si fossero presentati da soli alle elezioni di aprile sarebbe andata meglio, ma comunque sarebbe stato un pessimo risultato e non sarebbero entrati in parlamento.
    ma poichè è brutto paralre del passato coi sè, parliamo del futuro: io non credo che l’idea del centrosinistra alla sarda abbia perso per demeriti suoi. Forse, ma solo in parte. Il centrosinistra sardo ha pagato gli errori del centro sinistra italiano. Quindi ora buttiamo va il bambino con l’acqua sporca?

  5. masaccio ha detto:

    Dov’è il bambino? Dov’è, oggi, dopo il naufragio del governo Prodi, la nascita del Pd, la rottura veltroniana, le indifendibili posizioni di questi mesi e la serie continua di tracolli elettorali, una prospettiva credibile di centrosinistra in Italia?
    Non c’è. È un fatto. Costruire oggi una coalizione che comprenda me, te, Calearo e la Binetti è fuori dalla realtà. E se ci riuscissimo farebbe la fine del governo Prodi.
    Prendiamone atto e ricostruiamo una sinistra radicalmente alternativa allo stato di cose presente. Un progetto di cambiamento finalmente libero dal condizionamento di dover accontentare Rutelli e la Marcegaglia. Proponiamo agli italiani una lista che comprenda tutta e solo l’opposizione di sinistra alla grande coalizione popolari-socialisti che ha portato l’Europa nella crisi attuale. Un’opposizione limpida e senza compromessi, un’alternativa reale e senza equivoci. E vediamo cosa succede…

  6. lussu ha detto:

    “il migliore dei centrosinistra oggi possibili in Italia, quello di Soru.”
    questo è il bambino, che come ripeto, credo abbia perso non tanto per cause locali, ma nazionali.
    ma se ha perso per questo e se funzionava abbastanza bene, perchè eliminarlo?

  7. masaccio ha detto:

    Spiegami: secondo te, oggi, esiste una coalizione di centrosinistra guidata da Soru in grado di governare? Cosa? Dove? Con chi? Per fare cosa?

  8. lussu ha detto:

    oggi no, ma qualcosa attorno a quello secondo me si può provare a costruire

  9. masaccio ha detto:

    Non capisco. Davvero non capisco. Il Pd non ha una linea neanche al suo interno. Non esprime una sola idea in grado di cambiare questo paese. È totalmente asservito a Confindustria e Vaticano. Addirittura il suo segretario fondatore lo scarica a 3 mesi dalle elezioni… E dovremmo andare noi, ora, ad attaccarci al relitto che affonda, col solo risultato ottenibile di inabissarsi con lui?
    No, grazie. Preferisco vivere.

  10. lussu ha detto:

    Allora. A me in quest discussione interessa evienziare una cosa: per creare qualcosa di credibile dal punto di vista del governo, e cioè per andare al governo al posto del PDL il centrosinistra, tutto, deve crare un progetto credibile.
    E’ ovvio che in questo non ci può essere il PD che dici tu, ma qualcosa di quell’area si. Non che risponda a Vaticano o Confindustraia, ma ai propri elettori. Che è un elettorato, un’area che esiste.
    Altrimenti dire
    “Prendiamone atto e ricostruiamo una sinistra radicalmente alternativa allo stato di cose presente” è un modo per vivere si ma non preoccarsi che Berlsuconi rimane al governo.
    E c’è già un partito che per vivere non pensa alle sorti degli alleati, ma anzi trae giovamento dalle debolezze altrui. E’ l’Italia dei Valori.

  11. masaccio ha detto:

    L’accusa di “non preoccuparsi che Berlusconi rimane al governo” è un modo per infamare gratuitamente chi non la pensa come te. Berlusconi al governo è il risultato del centrosinistra al governo. Due anni di governo Prodi hanno avuto come unico risultato il ritorno in pompa magna di Berlusconi a Palazzo Chigi. Vogliamo prendere atto di una realtà che è avvenuta, una volta tanto, oppure continuamo a rifare le stesse cose all’infinito?
    Il centrosinistra, oggi, in Italia, ha dimostrato di non essere in grado di fare la cosa che io e te gli chiedevamo di fare (cambiare radicalmente questo paese). E se non crediamo in enti sovrannaturali, dovremo giungere alla conclusione che ciò è accaduto per cause strutturali. La principale di queste, a mio parere, è un sistema politico bipolare nell’apparenza ma in realtà pienamente concorde nell’accettazione supina dei dettami di tre soggetti: la Confindustria, il Vaticano e gli Stati Uniti d’America. Su questi tre piani il governo Prodi ha fallito, perché è rimasto prigioniero della morsa tra le richieste di cambiamento contenute nel suo programma e il peso di questi poteri forti, che hanno dimostrato di poterlo far cadere quando volevano.
    Vogliamo o no trarre una lezione da quanto è successo? O crediamo che se ci ripresentiamo nelle stesse identiche condizioni del 2006 potrà esserci un finale diverso?
    Il Pd è una risposta a questa situazione: una risposta che sacrifica ogni prospettiva di cambiamento radicale sull’altare della compatibilità di sistema. Non si oppone alla riforma contrattuale (Confindustria), non si oppone alla legge sul testamento biologico (Vaticano), non si oppone al Dal Molin (Usa). E rompe ogni alleanza con chi non rientra in questa logica.
    È uno schema che va rotto? Sicuramente. Pensiamo a questo. A ricostruire una sinistra vera in grado di produrre quei cambiamenti nella società che possono destabilizzare questo schema. Altrimenti ci troveremo sempre al punto di partenza…

  12. […] Allora: qui mi chiedevo chiedevo chi sarebbe stato il primo a proporre l’alleanza con l’UDC per […]

  13. lussu ha detto:

    “L’accusa di “non preoccuparsi che Berlusconi rimane al governo” è un modo per infamare gratuitamente chi non la pensa come te.”
    A parte che l’hai scritto tu che ti interessa vivere.
    A parte questo, io non ho voluto dare una considerazione su cosa conviene fare o meno a un partito.
    Ogni partito farà le sue scelte poi io decido se votarlo o meno. Io mi limito a dire che se il centro sinistra vuole tornare a vincere deve fare un discorso complessivo.
    E dico anche che il governo Prodi non ha fallito. Ha fatto tutto quello che poteva fare, in quelle condizioni. Poco e male.
    Ma non perchè il progetto è completamento sbagliato. Non solo epr quello. Con un sistema elettorale diverse sarebbe rimasto in piedi, ad esempio.

  14. masaccio ha detto:

    “Quelle condizioni” sono le stesse di ora. Cioè stai dicendo anche tu che tutto quello che un governo di centrosinistra può fare, in queste condizioni, è governare “poco e male” e poi spalancare la strada a un regime berlusconiano pressoché onnipotente.
    Magari un bel centrosinistra ampio, insieme al partito di Totò Cuffaro…
    Io penso che sia il caso di lavorare per cambiare queste condizioni. Penso che ci sia un lavoro a lungo termine nella società, da intraprendere. Una battaglia spietata contro il berlusconismo che ha pervaso di sé anche la parte migliore di questo paese. Poi vediamo.

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