About Piddì

Franceschini eletto nuovo segretario del PD. E forse non poteva che essere così. All’assemblea nazionale del PD, dove erano presenti 1200 persone su circa 3000 (non bello per un partito il cui unico aggettivo è democratico) Franceschini è stato eletto con 1000 voti. Poteva andare diversamente? Probabilmente no, visto che il più accreditato per il ruolo di segretario, Ovvero D’Alema travestito da Bersani, ha ben pensato di non candidarsi in quanto il risultato era incerto.

Ma del resto è sempre stato così: sia le primarie che hanno eletto Veltroni, sia quelle che hanno scelto Prodi non sono state delle primarie, nemmeno delle ratifiche delle scelte delle segreterie, sono state delle manifestazioni politiche. Un po’ come dei cortei: le prime hanno portato Prodi al governo, le seconde lo hanno fatto cadere.

L’elezioni di Franceschini era però dal mio punto di vista l’unica cosa che potesse venire fuori dall’assemblea del PD. Non credo che sia una scelta efficace però. Qui un’ottima spiegazione del perchè.

I veri sconfitti in tutto ciò sono imille : avevano lo spazio per provare qualcosa, era la loro occasione e non ce l’hanno fatta. Forse non ci sarebbero riusciti, ma se non ci provi è sicuro che non ci riesci. Poi bloggare può anche essere utile, ma evidentemente non basta.

Ora invece tutti i dirigenti sono contenti, visto che si è ritrovata l’unità. Il punto è che forse il PD dovrebbe avere meno unità per essere efficace, dovrebbe liberarsi di qualche parte per non rimanere schiacciato dall’immobilità. O da una parte o dall’altra, ma deve scegliere. Scegliere può significare  – ad esempio – perdere Rutelli. Già, ma forse si recupererebbe qualche elettore.

P.S. Noto con piacere che nei commenti del blog di Sofri, straordinariamente aperti, si discute  – finalmente – di cosa vuol dire riformista. Per intenderci: facciamo la riforma della sanità in direzione di una sanità pubblica o privata? Facciamo la riforma del lavoro in direzione degli interessi delle aziende o dei lavoratori? Così per fare due esempi. A me questa cosa del riformismo a tutti i costi mi sembra la solita fanfonata che fa pari con la questione dell’unità o del nuovo (ad esempio: anche Capezzone è un volto nuovo della poltica? E allora?). La logica del ma anche non sembra sconfitta  E intanto, come cantava Vasco, si invecchia e si invocano le riforme. Ed era il 1978.

3 risposte a About Piddì

  1. […] Tags: prodi capezzone veltroni rutelli piddì Per leggere tutto articolo vai al sito ufficale […]

  2. Romualdo Grillo scrive:

    Bello il pezzo di Vasco, sospettavo di non essere l’unico ad avere dei dubbi sul termine “Riformista”.

  3. lussu scrive:

    Già, non sono un fanatico di Vasco però credo che il pezzo sia abbasta idoneo…
    Ripeto: io credo che riformismo sia un modo per dire: vogliamo cambiare. Già, facile, ma in che direzione? E concorderai con me che dire “Io sono riformista”, in un’Italia che non va, è molto scenografico. Però poi i nodi vengono al pettine.

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