Circomunismi

Un rom ha vinto il Grande Fratello. Un mio amico su Carta scrive le riflessioni di rito, giuste quanto, purtroppo, già scritte e già lette troppe volte senza esito. La televisione è il regno del freak show, e niente come i reality sembra fatto apposta per raccogliere gli elementi più visibilmente eccessivi, se non sempre deteriori, della nostra società. Il modello, lo si era già detto quando Vladimir Luxuria vinse l’Isola dei famosi, è Platinette, non Obama. Il diverso fa spettacolo.

Riflessioni non nuove, si diceva. Ma sorge un dubbio. Quali sono le categorie freak che funzionano in tv? Trans e rom, abbiamo visto. Però forse non sono le uniche. Luxuria, ex deputato di Rifondazione, vince l’Isola. Marco Baldini, simpatizzante dei Comunisti Italiani, vince La fattoria.

Abbiamo una nuova bestia, siore e siori! Meraviglia delle meraviglie! Dopo la donna barbuta, l’uomo con le tette e lo zingaro rubabambini, ecco a voi… IL COMUNISTA!

Lascio la parte le considerazioni serie e pessimiste sulla marginalizzazione sociale dell’alternativa politica, mi limito a dare uno spunto: rinunciamo alle europee, concentriamoci sul televoto. Lì funzioniamo meglio…

7 risposte a Circomunismi

  1. Alessandro Calasanzio scrive:

    Non sapevo nulla della fattoria, ma il discorso non cambia. Il problema non è il ruolo dei comunisti, che si sa, in quest’italia sempre più reazionaria, troverà sempre meno posto (sperando che le cose prima o poi cambino). Il problema è quello di vedere i comunisti come target, come nuove fonti di share, di (tele)voti…
    Comunque, non avrebbe vinto se fosse stato un tesserato e non un simpatizzante. Del resto…dov’è finito Bebo Storti?😀

  2. Jack Frost scrive:

    E’ proprio una questione di freaks, alla Tod Browing. Il dileggio del diverso, fra cui i comunisti. All’indomani della vittoria elettorale del 2006 Prodi disse ad un settimanale tedesco che i comunisti erano solo folklore. Romano ha visto molto bene a quanto pare.
    Altro che televoti: il diverso vince in quanto creatura strana/mostruosa, inverosimile e comunque inaccettabile e anormale. Così sono Platinette, Luxuria e, evidentemente oggi, Ferrero e company.

  3. Francesco scrive:

    Casi umani. Punto. E che i comunisti siano considerati tali non è una novità,cosa che comunque non smette di terrorizzarmi. Perchè la pietà, quella miserevole e teatrale dei giorni nostri,finisce con l'”andate in pace”. Amen.

  4. chiara scrive:

    Chi partecipa ai reality non è comunista, punto.

  5. tomate scrive:

    Una simile sensazione l’avevo provata in US. Un giorno a scuola mi sono messo la maglia del Che e sono transitato istantaneamente dal gruppo dei nerd a quello dei freaks insieme a teste colorate, piercing perforanti, anticristi vari e fan dei RAGM.
    O forse e’ perche’ la tenevo sopra il maglione?

  6. masaccio scrive:

    Tomate etichettato come comunista, wow!

  7. giambattista vico scrive:

    invece io credo fermamente con debord, che tutta questa sia una faccenda non di freaks, ma di vedette. cioè che il diverso sia recuperato nello spettacolo. ma non il diverso sociale, che invece viene sempre affogato, inseguito, braccato, nascosto agli occhi. che il comunista sia un diverso, poi, mah. non ci credo poi così tanto.

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