Spulciando qua e là

Repubblica ha pubblicato un sondaggio sulle elezioni a Bologna. Ora, io che di sondaggi ci vivrei, ho notato una cosa molto strana.

Questo è il sondaggio sulle amministrative:

Risposta: Partito Democratico (Pd): 37.8% Italia dei Valori: 4.2% Sinistra per Bologna (Sinistra Democratica+Mps di Vendola++Partito Socialista): 3.3% Lista “Giorgio Guazzaloca per Bologna”: 22.2% Popolo della Libertà (Pdl): 17.2% Lista Civica “Cazzola Sindaco”: 4.1% Lega Nord: 3.1% Lista civica “Cittadini per Bologna”: 1.5% Lista civica “Bologna città libera”: 1.5% Rifondazione Comunista: 1.0% Fiamma Tricolore – Destra per Bologna: 0.8% Destra federale: 0.7% Partito Comunista dei Lavoratori: 0.6% Lista “Beppe Grillo”: 0.5% Lista civica “Beppe Maniglia”: 0.4% Forza Nuova: 0.3% Lista civica “Bologna Futura”: 0.3% Codacons-lista consumatori: 0.3% Lista “Altra città – lista civica di Donne”: 0.2% Partecipazione stimata: 82.7% Indecisi sul voto: 19.4% Scheda bianca: 1.2%

Questo quello sulle europee (a rispondere sono sempre le stesse persone):

Rifondazione Comunisti Italiani: 6.8% Sinistra e Libertà: 3.3% Lista Emma Bonino: 3.8% Il Partito Democratico (PD): 39.7% L’Italia dei Valori: 7.8% L’UDC: 4.7% Il Popolo della libertà (PDL): 27.0% La Lega Nord: 4.2% Altro partito: 2.7% Partecipazione stimata: 82.7% Indecisi sul voto: 19.2% Scheda bianca: 1.4%

La dinamica dei flussi è abbastanza sorpredente: detta così un po’ artigianalemente.

Stupisce il risultato di Di Pietro che alle amministrative prenderebbe il 4,2% e alle Europee il 7,8%, ma stupisce soprattutto Rifondazione che passa da un 1% al 6,8% (alle scorse europee presoro fra RC e PDCI 7,5%, alle amministrative 6,5%).

4 risposte a Spulciando qua e là

  1. masaccio scrive:

    In effetti fare analisi di flusso su dati percentuali ha poco senso: a muoversi sono i numeri reali, non le percentuali, che dipendono dalla partecipazione. In realtà, grazie all’election day, è chiaro che la partecipazione al voto sarà la stessa per europee e amministrative, ma questo non vuol dire che lo sia ora: la campagna elettorale per le amministrative a Bologna è già iniziata da mesi, tutti ne parlano, tutti si mobilitano, mentre per le europee è ben più difficile che la gente ha le idee chiare.

    Comunque si possono abbozzare spiegazioni plausibili per i fenomeni che citi:
    – Di Pietro mi pare soffrire (e non penso solo a Bologna, ma anche e soprattutto al Veneto) della stessa patologia della prima Lega: grande consenso popolare legato al leader nazionale, scarsità di classe dirigente sul territorio. Quindi è normale che il consenso sia alto dove si votano il leader e il simbolo e basso dove si votano prima di tutto le persone, cioè alle amministrative. La Lega, negli anni, è riuscita a tradurre il consenso diffuso in una classe dirigente locale eleggibile (ed eletta). Vedremo se Di Pietro ci riuscirà.

    – Rifondazione alle comunali paga la controversa scelta di appoggiare il candidato del Pd. Per quanto Delbono sembri una brava persona, resta comunque legato alle politiche di Cofferati, che il Prc ha radicalmente contestato in questi 5 anni. Votare un candidato del Pd, proveniente dalla Margherita, in sostanziale continuità con l’amministrazione Cofferati e appartente allo stesso partito che a livello nazionale, dal voto utile delle politiche alla riforma elettorale delle europee, non perde occasione per pugnalare la sinistra, non è facile per un elettore di Rifondazione. Tanto più se alla sua sinistra c’è una realtà come Bologna Città Libera, che candida a sindaco Monteventi, istituzione della sinistra radicale bolognese e consigliere comunale uscente eletto come indipendente proprio nelle liste del Prc.
    Se aggiungiamo il fatto che la scelta di allearsi con il Pd ha provocato le dimissioni e l’uscita dal partito del locale segretario di Rifondazione e di molti suoi sostenitori, è normale che i sondaggi ne risentano.

  2. lussu scrive:

    Certo, è evidente che ci sono quei motivi che dici tu.
    Anche se un sondaggio di ripetuto a inzio marzo e a inizio aprile, dava solo un 1% (0,7 ad aprile) a un candidato sostenuto da rifondazione.
    Ora, sicuramente ci sono dei motivi. Sicuramente l’analisi dei flussi si fa con i dati. Ma che le stesse persone diano risultati fra se contrastanti è curioso.
    Forse sarà come dici tu, la gente per le europee ha le idee meno chiare, ma se così fosse sarebbe più normale che il dato delle europee rispecchi quello delle amministrative. Invece non è così.

  3. masaccio scrive:

    Poi tieni conto che un sondaggio per le amministrative ha un campione talmente ristretto che bastano poche persone a far oscillare di tantissimo la percentuale…
    Comunque probabilmente hai ragione sul fatto che per Rifondazione con un candidato proprio difficilmente le cose sarebbero andate molto diversamente, a causa del voto utile. La situazione è molto simile a quella padovana: un sindaco Pd molto inviso alla sinistra a causa di politiche autoritarie che allo stesso tempo gli hanno garantito un ampio consenso popolare. A quel punto per la sinistra abbandonare la nave o ingoiare il rospo sono due scelte tragiche dal punto di vista del consenso elettorale. In entrambi i casi si è deciso di restare dentro, nella speranza, immagino, di preparare l’alternativa per il prossimo mandato…

  4. lussu scrive:

    Beh il sondaggio è fatto su una base di 1000 interviste telefoniche, quindi un buon sondaggio, soprattutto per delle amministrative.
    La situazione padovane e bolognese sono simili, ma anche molto diverse, a partire dal tessuto sociale: una una regione storicamente rossa, una bianca.
    E comunque anche se entrambi sono stati chiamati sindaco sceriffo, credo che Cofferati si sia spinto molto più in là. Prendi la sgombero del campo rom sul Reno o Via Anelli. Due cose gestite in maniera assolutamente diversa. Spesso le cose di Zanonato erano molto più da scoop (500 € per chi si fuma le canne), ma meno sostanziali.
    Il risultato è che Zanonato è riuscito a mantenere un equilibrio (indipendentemente se verrà riconfermato) tanto che a Padova è il candidato unico. A Bologna Cofferati è stato mandato via prima delle elezioni e questo non è bastato a non rompere la coalzione.
    ps alla fine penso che la differenza di rifondazione sia semplicemente una questione di sintonia col partito locale, anche se forse estremizzata dai dati del sondaggio. Cmq fra poco più di un mese avremo la risposta

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