Chi imbroglia e tradisce chi?/2

Qualche mese fa avevo avuto modo di far notare l’ipocrisia di chi, tra i dirigenti del Pd, si stracciava le vesti in difesa delle preferenze nella legge elettorale per le europee e non batteva ciglio di fronte all’introduzione dello sbarramento al 4%. Impedire a Scalfarotto di essere eletto con 400 preferenze era un attentato alla democrazia, impedire alla sinistra di eleggere qualcuno con un milione di voti era una sacrosanta e legittima “semplificazione del quadro politico”.

A monte, però, c’è l’ipocrisia massima, che i nostri democratici vanno ripetendo da 3 anni, criticando il famigerato Porcellum, e che Anna Finocchiaro ha riproposto l’altra mattina a Omnibus: “Questa legge elettorale [quella per le politiche] ha distrutto il rapporto diretto tra eletto ed elettore”.
Si tratta di uno stratagemma ormai abusato: devono criticare Berlusconi per aver fatto una legge elettorale senza preferenze, ma non possono farlo in questi termini, dato che la legge elettorale precedente, da loro difesa, non le prevedeva: il Mattarellum, infatti, consisteva in un 75% di maggioritario uninominale e in un 25% di proporzionale a liste bloccate. L’invenzione delle liste bloccate, quindi, non risale a Calderoli, ma al ’93, alla Grande Riforma Maggioritaria nata dall’asse tra l’allora Pds e la sinistra Dc di Segni sotto la benedizione di Confindustria e grandi giornali.

Una battaglia esplicita a favore delle preferenze, perciò, avrebbe presupposto un’autocritica, e soprattutto l’impegno per il futuro a costruire una legge elettorale proporzionale con le preferenze. Un disegno molto distante dai desideri bipartitico-plebiscitari che la dirigenza del Pd condivide con Berlusconi.

I sedicenti democratici si sono quindi inventati questo fantomatico “rapporto diretto tra eletto ed elettore”, che il maggioritario uninominale avrebbe garantito. L’idea è che l’elettore, avendo un nome e una faccia da votare, in un collegio abbastanza ristretto, possa aver modo di conoscere e giudicare i candidati, prima di scegliere. L’attuale legge elettorale per le politiche, invece, prevede liste di circoscrizione estese su più province, e questo allontanerebbe gli elettori dai loro rappresentanti.

La principale accusa che viene mossa alle liste bloccate da parte dei cittadini, però, è la sottrazione all’elettore del diritto di scegliere i propri rappresentanti. Che sia eletto su base regionale, provinciale o locale, il mio rappresentante in Parlamento è lì solo perché un segretario di partito l’ha messo al posto giusto della lista, non perché l’ho scelto.
Ma davvero, come Finocchiaro & co. sostengono, il maggioritario era diverso? Per niente. Anzi: un solo candidato per coalizione per ogni collegio, spesso paracadutato da Roma o comunque frutto di snervanti mercanteggiamenti interpartitici. E così io, nel 2001, che nel proporzionale votai Rifondazione, al maggioritario mi trovai a dover sostenere un incostitente democristiano locale di cui a mala pena ricordo il nome. Almeno nel 2006, con il famigerato Porcellum, ho potuto scegliere il partito in cui più mi riconoscevo. Con il Mattarellum no: o voti l’unico democristiano che ti è stato assegnato, o fai vincere Berlusconi. Alla faccia della libertà di scelta… È questo il grande rapporto eletto-elettore che il Pd immagina per me? Mettere un croce sull’unico nome non-berlusconiano sulla scheda? È in questo modo che si pretende di creare un rapporto di rappresentanza degno di questo nome?
E infatti tutte le ricerche lo dimostrano (a memoria indico questa, ma ce ne solo mille): anche con il maggioritario, gli italiani votano prima il partito, poi il leader, poi il programma e poi, solo poi, il candidato nel collegio. Nella stragrande maggioranza dei casi, dicono i dati, gli elettori neanche si ricordavano il nome del candidato che avevano appena votato. Complimenti per il rapporto eletto-elettore…

Con la stessa ipocrisia, il Pd sostiene il sì al referendum di Guzzetta & co., in cui le preferenze non ci sono e ogni parvenza di democrazia, come si è già scritto, neanche. Ma tanto, per quando entrerà in vigore, i nostri valorosi combattenti per il diritto alla preferenza, saranno già riusciti a farsi cooptare ai primi posti della lista.

Una risposta a Chi imbroglia e tradisce chi?/2

  1. […] è semplicemente falso.  Non è vero. È una balla. Come si è già scritto più volte, questo referendum non abroga il cosiddetto Porcellum. Cancella semplicemente un dettaglio: invece […]

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: