Melken-milk-mungere

Finalmente qualcuno, chiaramente non sugli adoranti media italici innamorati del prode conquistatore in maglioncino, ha scritto quello che penso da tempo sull’affare Fiat-Chrysler-Opel:

“… mentre in Germania la Grosse Koalition sostiene il piano del ministro Karl Theodor zu Guttenberg che per garantire la continuità produttiva della Opel prevede un finanziamento-ponte da parte di banche statali” (Repubblica)Che Marchionne fenda con arditezza il pelago internazionale ad onta del periglioso momento economico mi inorgoglisce. Però, al netto della poesia, mi faccio una domanda piuttosto prosaica: raschiato il barile in Italia, non sarà che Fiat va a chiedere i soldi a Obama e alla Merkel?

L’uomo in maglioncino sarà anche bravo, non lo discuto. Per ora mi sembra bravo soprattutto a fare quello che generazioni dei suoi predecessori hanno fatto: spillare soldi agli italiani, darli ai suoi azionisti e licenziare operai. Lui è meglio, lo fa anche in inglese e in tedesco.  Ma il metodo è sempre lo stesso: esasperare i lavoratori , che da generazioni pagano ogni macchina Fiat tre volte (quando la costruiscono, quando la comprano e quando pagano le tasse), finché si riesce a farli scannare tra di loro. Bisogna essere bravi, eh.
Chissà quanto ci mettono americani e tedeschi a fargli ingoiare il maglioncino.

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