Tranquilli, era a Madrid

Dopo aver visto questo video, mi sento costretto a tornare sulla giustificazione che si è data la Melandri per non essere stata presente alla votazione sullo scudo fiscale.

A stupirmi non è il tipo (ma chi è, qualcuno l’ha riconosciuto?) che nel tentativo di rubare il lavoro a Guzzanti afferma che il problema è che il Parlamento “è troppo grande”.  A stupirmi è D’Alema, ma non quando dice che non gli avevano spiegato che la votazione era importante (anche se sarebbe una notizia, D’Alema che ammette di doversi far spiegare qualcosa), ma quando ammette, nella più totale serenità, che la Melandri era a Madrid, ma non in vacanza, era lì per il partito. Come se fosse una giustificazione. Come se fosse pagata migliaia di euro al mese non per fare la deputata, ma per fare la dirigente di partito.

Una risposta a Tranquilli, era a Madrid

  1. Simone scrive:

    cmq tra le varie colpe è di aver dato anche troppa notorietà al cuoco sosia di jean reno che ora impazza in televisione “guarda che profumo!”

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