Il tempo delle mele

Dopo un paio di giorni qualche idea sulla bocciatura del Lodo Alfano me la sono fatta, quindi provo a buttarla giù.

Primo: Berlusconi doveva dimettersi? Secondo me sì, ed è ovvio. Dire che non doveva dimmettersi perchè non ci sono ragioni di leggittimità politica, è una cazzata (passatemi il termine, se lo dice Francesco Costa posso dirlo anch’io).

A me fa un po’ ridere questo formalismo, che dice che se non ti votano contro in Parlamento allora tu sei legittimato. E allora perchè nel 2000 D’alema si è dimesso? Ma  è solo per fare un esempio, ce ne sarebbero mille di politici che hanno rassegnato le dimissioni anche se il Parlamento non ha votato contro. Si chiamo buonsenso politico. Solo che qui ci siamo abiutati a non averlo più, e un po’ ci va bene.

Poi Berlusconi avrebbe dovuto dimettersi giusto per un altro paio di motivi, tipo aver insultato la Corte costituzionale e il Presidente della Repubblica. Ma stiamo zitti, tanto siamo abituati. Poi avrebbe dovuto dimettersi per le cose che ha detto a Rosi Bindi, ma anche qui zitti.

Certo: se si andasse a elezioni oggi la sinistra perderebbe, e allora come dice il buon Francesco Costa, non c’è opportunità politica. E allora lasciamo che il premier faccia il bello e il cattivo tempo, che tanto poi noi il consenso non lo recuperiamo facendo giuste battaglie politiche, ma andando a raccogliere mele.

Insomma la questione è che Berlusconi non dovrebbe essere lì,  ma mica possiamo iniziare a dirlo adesso, che se non lo abbiamo detto fino adesso ci sarà un motivo, no?

Secondo punto: possiamo dire che anche in assenza di dimissioni di Berlisconi sia stata una vittoria politica? Si, possiamo dirlo, perchè anche se cerca di spiegare che il tutto aveva un significato politico ed era questo: Berlusconi voleva vedere se riusciva a conquistare anche la Corte costituzionale, per portare oltre ogni limite il suo cesarismo. Non c’è riuscito ed è questo che gli rode: il suo processo andrà in prescrizione, e lui può star tranquillo. Ma significa che in questo Paese qualcosa ancora sfugge al suo controllo.

Insomma per recuperare un po’ di consenso, per far tornare la gente a votare, forse bisognerebbe cavalcare le vittorie e  riprendere a fare qualche battaglia, a partire dalla legalità. Non che il tema mi affascina, eh, ma è l’unico tema che gli oppositori di Berlusconi sono riusciti a imporre, grazie a di Pietro, e che oggi è sentimento comune di tutta la sinistra (tanto per dirne una vedi il successo del Fatto).

Ieri parlavo con un militante del PCI, uno di quelli che si sono iscritti nel 1943, per dire. Ricordando i tempi passati, lui, lui che è organico al PD di qualsiasi dirigente, in maniera molto colorita diceva che quelli che non erano in aula a votare contro lo scudo fiscale “andrebbero fucilati, perchè un operaio può sbagliare, ma tu che sei in Parlamento no.”

Non si preoccupi Francesco Cundari. Questo signore non fucilerà nessuno e continuerà a votarli per il resto dei suoi giorni. Ma forse qualche problemino c’è.

10 risposte a Il tempo delle mele

  1. riccardo r scrive:

    Il problema è che non è del PD il potere di “dimettere” Berlusconi. Glielo possiamo chiedere, e lui ci dice No.
    Poi che si fa?
    Concordo col chiederglielo, ma siamo già andati in piazza in milioni, più volte, e non abbiamo ottenuto niente. Quindi, certo, chiediamoglielo, ma lui se ne sbatte. e poi che si fa?

    Non basta fare battaglie per avvicinare elettori di sinistra; per vincere elezioni bisogna presentare progetti interessanti e comprensibili, coerenti e efficaci.

  2. f.b. scrive:

    “la legalità è l’unico tema che gli oppositori di Berlusconi sono riusciti a imporre”: già, ma soltanto nel loro campo. Ossia, è uno di quegli argomenti che, purtroppo, non strappano un voto che sia uno al centrodestra. Chi legge il Fatto, al 99.9% è gente che già nel 2008, nel 2006 e nel 2001 NON ha votato Berlusconi e mai lo voterà.
    (questo non significa – metto le mani avanti perché ne ho già discusso varie volte in passato altrove – che non bisogna parlare di legalità, tutt’altro! è un valore che distingue la sinistra dalla destra e quindi bisogna puntarci e non cedere di un passo. solo, bisogna parlarne avendo la consapevolezza che porta più voti parlare di disoccupazione o scuola o liste di attesa all’ospedale che non di legalità)

  3. masaccio scrive:

    Con la criticaa Costa sono completamente d’accordo, se non fossi troppo pigro l’avrei scritta io, quella parte di post. Nel ’41 Costa avrebbe detto: “Non dobbiamo bloccare i lager. Dobbiamo prendere un voto più di Hitler!” (sì, è una reductio ad hitlerum).

    Con Cundari solitamente sono d’accordo, e anche questa volta secondo me ha ragione nel segnalare la deriva plebiscitaria della politica italiana. Sbaglia però nell’esempio: assentarsi in un voto importante è qualcosa che i parlamentari di un altro paese al mondo non farebbero mai, perché media e cittadini li massacrerebbero, esattamente come è successo qua. Poi, certo, il meccanismo mediatico secondo cui il Pdl fa una schifezza (e ha 60 assenti) e tutti se la prendono con il Pd perché non è riuscito magicamente a impedirla (e ha 20 assenti), deve far pensare. Ma, in generale, i parlamentari devono stare in parlamento, stop.

  4. lussu scrive:

    @riccardo: hai ragione, lui non si dimetterà, però come opposizione hai dei compiti, ovvero quello dirlo. Anche perchè
    se non si inzia…

    @f.b. Non sono completamente d’accordo. Primo perchè anche se fosse come dici tu almeno è l’unico tema in cui non la sinisrta non è costretta a inseguire la destra, come ad esempio sulle ronde. Comunque sicuramente è vero che è molto più sentita a sinistra che a destra (strano, una volta era il contrario…). Ad esempio: verissimo che quelli che leggono il fatto non avevano votato Berlsuconi. Ma magari non erano andati a votare. C’è molto, molto da fare, sul problema dell’astensionismo, forse si può recuperare più li che fregando voti alla destra.
    Per il resto sono d’accordo con te, bisogna parlare delle cose che dici tu, altrmenti non si va da nessuna parte.

  5. f.b. scrive:

    sai, questa cosa dell’astensionismo io la vedo un po’ sopravvalutata. magari mi sbaglio, è una sensazione non corroborata da analisi scientifica o statistica.
    però i votanti nel 2006, dopo 5 anni tragici di Berlusconi e leggi vergogna, furono l’83.6% (e se ricordi ci fu una gran mobilitazione del centrodx negli ultimi giorni) e nel 2008 l’80.5%. Posto che tutto quel 3.1% di astenuti voti a sinistra, non recuperi comunque lo svantaggio.
    C’è poi un’altra sensazione, anche questa molto personale e non scientifica, molto opinabile. Io penso che chi veramente ha a cuore la questione della legalità a votare ci va, perlomeno nella maggior parte dei casi. Si tura il naso e bestemmia, ma ci va. Gli astensionisti “per protesta” è gente più individualista che legalitaria.

  6. lussu scrive:

    @f.b.
    Nel 2006 il centrosinistra prede poco pià di 19 milioni di voti, il centrodestra poco meno.
    Nel 2008 se sommiamo pdl e lega all’udc la somma rimane più o meno quella: il cdx aumenta di circa 250.000 voti.
    Il centrosinistra, tutti inclusi, perde 3 milioni e mezzo di voti.E’ vero che l’affluenza diminuisce di 3 punti percentuali quindi circa un milione e mezzo di voti. Ma i voti validi diminuiscono in totale di quasi 3 milioni, quindi astenziosne più schede bianche e nulle corrisponde quasi ai voti persi dal csx. E credo che sia proprio così.

    Poi sulla tua considerazione non sono d’accordo. Uno può decidere di non votare perchè ha perso la fiducia . Io sono uno di quelli che comunque vota, ma capisco chi non lo fa. E comunque, anche se fosse come dici tu purtroppo in democrazia vince chi prende più voti, non chi prende i voti più belli.

  7. scripta scrive:

    per amore della lingua italiana, dimettersi e legittimato, non quelle porcherie che leggo lì.

  8. Gianluca scrive:

    Giusto un po’ di riflessioni, secondo me la conquista dei voti a destra (o al centro) non avviene solo in maniera diretta, ma anche indiretta. Mi spiego meglio, la destra si propone sempre con slogan e temi forti, raramente ho visto proposte moderate, centriste. Così facendo loro spostano il “sentire comune” verso destra, impongono il tema, e lentamente diventano agli occhi del pubblico l’area di riferimento spostando quindi la gaussiana (passatemi il termine scientifico) dell’opinione pubblica a destra. Quindi giusto preparare un’alternativa di governo, perchè le opinioni devono per forza convergere in un progetto credibile per convincere l’elettorato, ma non capisco perchè le cose debbano escludersi. Un progetto di governo non deve per forza esprimersi in un’opposizione “debole”, che è il giusto termine sinonimo di moderata, dialogante e che deve tranquillizzare l’elettorato di centro. Che poi esisterà? Siamo sicuri che siano proprio loro a spostarsi tra destra e sinistra in questo periodo storico?

    Infine, se l’affluenza è passata dall’83% all’80% non vuol dire che il 17% che si è astenuto la prima volta siano le stesse persone che si sono astenute la seconda! Quindi non si possono fare i calcoli solo sul 3% residuo. Io li farei guardando che oggi PdL Lega e UDC stanno sopra il 55% quando una volta si stava più o meno al pareggio. Dove sono finite tutte le persone di sinistra? Dove sono finiti gli elettori della sinistra “estrema”?

  9. lussu scrive:

    grande scripta mi fai da correttore di bozze che la cosa mi annoia un sacco?

  10. lussu scrive:

    gianluca secondo me no, il calcolo lo fai sul 3%. Poi si ci sarà qualche oscillazione, ma bene o male c’è un 15% di persone che ha deciso di non votare.

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