L’esegesi della vittima

Che l’informazione in Italia non stia tanto bene,  è noto.  Ad esempio, guardando i telegiornali, siamo abituati a sentire di che tipo di nazionalità sia lo stupratore, lo spacciatore, il ladro ecc. ecc. E’ indecente come cosa, perchè non me ne può fregare niente di che nazionalità sia un delinquente, ma tant’è. Ormai è diventata la normalità.

Però forse ora stiamo esagerando. Stiamo facendo il salto di qualità e quindi non solo un’esegesi del criminale, ma anche della vittima. Oggi sono riuscito a sentire in un telegiornale una cosa che se non fossi già sconvolto, mi avrebbe sconvolto. Vado a memoria, forse c’è qualche imprecisione, ma il senso è chiaro. Si parlava di uno stupratoretunisino (che tanto ormai è diventata una parola unica) che avrebbe praticato delle violenze su una ragazza. Ma prima di passare alla nuova notizia la giornalista ha dovuto precisare una cosa: “Il tunisino in passato era già stato ritenuto colpovele per aver praticato delle violenze su due donne italiane”. Italiane? E quindi?

Una risposta a L’esegesi della vittima

  1. isaroseisarose scrive:

    grazie per tirare fuori queste cose perché io i tg non li guardo mai (un po’ non posso ma un po’ proprio non riesco: so che sbaglio, lo so)
    cmq quando la gravità della reato commesso si misura sulla base della nazionalità del criminale e della vittima comincia ad esserci qualche problemino culturale, per esempio riguardo ai diritti umani.

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