Sì ma forse in fondo in fondo/ era tutto il nostro mondo

gennaio 26, 2009

Della bruttissima storia dell’aggressione razzista a Guidonia, ai più, è sfuggito un dettaglio fondamentale: il bar al centro della cittadina laziale, come riporta Il Messaggero, si chiama Jolly Blue.

Questo dice più di mille inchieste. Perché quando uno lo sa, che ha di fronte un baretto di provincia con i videogiochi e il Cynar allungato, legge anche le dichiarazione raccolte con un occhio diverso. E si rende conto che la stessa aggressività violenta e fanfarona si potrebbe trovare in qualsiasi Jolly Blue d’Italia. Perché gli avventori di un baretto di paese alle sei di sera non sono la giura del Nobel, sono quello che sono, e lo sono sempre stati.

La differenza è che una volta sapevano di essere quattro sbronzoni sfigati. Ora c’è qualcuno, parlamentare europeo, che li convince di essere un popolo indignato pronto alla riscossa. Che dà loro copertura politica e legittimazione sociale. Un po’ come è successo da noi con la Lega, che ha semplicemente dato dignità all’ignoranza facendone l’orgoglio di un popolo che da secoli si vergognava troppo per aprire bocca.
Il progetto è chiaro: fare di “eravamo proprio tanti/ deficienti tutti quanti” il nuovo inno nazionale. Un popolo di sfigati falliti e repressi in guerra con se stesso. E con ottime possibilità di perdere…