Chiedo lumi

dicembre 17, 2008

Giuseppe Fioroni sostiene che se in Abruzzo il Pd fosse stato alleato con l’UDC avrebbe vinto. Considerando questi dati vi giuro che non riesco a capire cosa stia sostenendo Fioroni. Vi chiederei di spiegarmelo.

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Un bagno di umiltà

dicembre 16, 2008

In Abruzzo il centrodestra ha stravinto. Il Pd ha perso 11 punti, arrivando a un misero 20%. Il presidente della Regione uscente, autorevole membro fondatore del Pd, è tuttora agli arresti domiciliari, e il segretario regionale dello stesso partito è stato arrestato ieri.

In questo contesto, l’unico commento che esce dalla bocca di un membro della direzione nazionale del Pd è:

Proporrei a questo punto una bella alleanza con Di Pietro alle Europee

Una volta tanto mi tocca citare Tonino, da pagina 3 di Repubblica:

Ma facciano un bagno di umiltà: se l’elettore vota un partito piuttosto che un altro, si devono interrogare su chi sono loro, se sono ancora specchio della società, se la rappresentano: Credo che questa sia la giusta impostazione. Se uno perde voti deve chiedersi perché li ha persi, non perché ha vinto l’altro.

Sante parole. Facili da dire, per uno che ha preso il 15% nella debacle generale, ma ineccepibili. Qui si sono scritte autocritiche impietose, dopo il tracollo delle sinistra alle politiche. Ci siamo scannati nei congressi tutta l’estate, per analizzare fino in fondo le ragioni di quella sconfitta.
Il partito a vocazione maggioritaria, invece, non batte ciglio. La colpa è dell’alleato che ha cannibalizzato il Pd.
Non dico che non ci sia un fondo di verità: è vero che Di Pietro ha eroso l’elettorato del Pd, come del resto la sinistra aveva fatto nel 2006, e che una mossa come quella delle politiche 2008 potrebbe funzionare di nuovo, facendo recuperare parte dei voti persi.
Ma che concezione dell’elettore c’è dietro a questa prospettiva? Che considerazione hanno i vertici del Pd di chi li vota? Si chiederanno mai perché l’unico modo che hanno per esercitare la propria vocazione maggioritaria è presentarsi come unica alternativa ricattando gli elettori con il voto utile, perché se viene data agli elettori la possibilità di votare utilmente qualcun altro, perdono sistematicamente valanghe di voti? Perfino Sd, un partito che per ammissione esplicita dei suoi stessi dirigenti non esiste, ha preso oltre il 2%, erodendo evidentemente voti al Pd.
In una gara onesta e plurale, il Pd prende il 20%, oggi. Luca Sofri propone di truccare la prossima con il voto utile, ma non è detto che funzioni. Chi dovrebbe votare un partito con una leadership nata sconfitta, un profilo politico inesistente, una dirigenza balcanizzata e un livello di corruzione (presunta, ma la quantità delle inchieste dirà pur qualcosa) nelle alte sfere che fa pensare all’ultimo Psi? Un partito che alle politiche era stato salvato dall’antiberlusconismo degli onesti, e che in queste elezioni, assente Berlusconi e assente pure l’onestà del centrosinistra, è stato sonoramente bocciato.
Facciano un bagno di umiltà non solo Veltroni e chi lo sostiene, ma anche i vari fighetti del giovanilismo elitario. I vostri elettori vi hanno scaricato per un contadino molisano che sbaglia i congiuntivi e vorrebbe mettere tutti in galera, perché lo ritengono più antiberlusconiano, onesto e radicale di voi. Se credete di riconquistarli con Facebook e il dialogo con Fini sulla giustizia, fate pure.
Poi siete liberissimi di non accorgervene e continuare così, chiaramente. Di Pietro contro Berlusconi, il sogno di ogni democratico.

Update: felice sintesi di Sandro Gilioli.