Nucleare, che succede?

aprile 20, 2011

Il colpo di scena di ieri, col governo che dichiara la rinuncia al ritorno all’atomo, ha veramente del clamoroso.

Ma cosa sta succedendo veramente? Il governo ha presentato un emendamento al decreto omnibus, dove di fatto abroga tutti gli articoli del decreto sviluppo che sarebbero invece stati abrogati dal referendum. L’emendamento deve però passare prima al Senato (oggi) e poi alla Camera. Accaduto questo la Cassazione deve esprimersi sulla validità, cambiate le carte in tavola, del referendum. Si tratta quindi di un annuncio a parole, che deve essere confermato da fatti, per ora.

Ma quali sono le valutazioni da fare?

E’ plausibile che il referendum non si farà. Una mossa così azzardata rende difficili ulteriori passi indietro, quantomeno in Parlamento. Sarà da vedere cosa deciderà la Cassazione, dato che questo emendamento non esclude un ritorno del nucleare in Italia nel futuro (lascia una mezza porta aperta, che invece il referendum avrebbe chiuso).

Se però dovessi scommettere oggi, scommetterei che il referendum non si farà.

Ma perchè il governo ha preso questa decisione? Sicuramente influiscono vari fattori. Il primo, quello del rischio di raggiungere il quorum: si tratterebbe di una delle più grandi sconfitte del governo Berlusconi, perchè perderebbe su giustizia, la principale ossessione del premier, e su tematiche ambientali che e per un governo negazionista sarebbe un duro colpo. Certo il fatto che il singolo interesse di Berlusconi di evitare i processi abbia smontato gli interessi pazzeschi che stanno dietro al nucleare fa pensare; c’è da considerare però un’altra cosa: probabilmente il nucleare in Italia si sarebbe risolto in appalti e studi, senza che mai le centrali vedessero davvero la luce. Poichè l’emendamento del governo parla di studi (“ulteriori evidenze scientifiche”) per verificare la fattibilità del nucleare in Italia possiamo pensare che qualche interesse verrà comunque mantenuto. Altri interessi salteranno, è probabile. E potrebbero essere quelli della Francia, a cui il governo forse vuol far pagare un prezzo per i litigi su profughi tunisini e guerra in Libia.

Sta di fatto che la retromarica del governo è un’ammissione di debolezza. Ora però non bisogna tirare i remi in barca, perchè l’attacco alle energie rinnovabili è ancora in atto e perchè il 12 giugno si dovrà comunque andare a votare 3 si.


Ops, mi ero dimenticato

ottobre 17, 2009

Corriere.it riporta oggi la notizia riguardante i ministri delle Maldive, che per protestare contro i cambiamenti climatici, si sono riuniti sott’acqua. Il fatto è avvenuto 10 giorni fa. Il bello è che l’edizione cartacea  del Corriere ha riportato la notiza l’8 ottobre. Da impallidire.


Greenpeace e greenworkers

luglio 19, 2009

Rispetto alle proteste operaie nei confronti di Greenpeace di qualche giorno fa, l’associazione ambientalista fa sapere che le cose sono andate in maniera un po’ diversa da quanto scritto sui giornali, e anzi gli operai sono stati in maggioranza al loro fianco.

Meglio così.


Problemi di miopia

luglio 8, 2009


Al G8 si parla di ambiente, ma non si prendono decisioni storiche perchè Cina e India sotengono che ora tocca a loro inquinare.

A poco è servita la protesta di Greenpeace, che ha occupato 4 centrali a carbone sparse sul territorio italiano.
Ciò che però mi induce a qualche riflessione è la protesta seguente degli operai delle centrali, come reazione al blitz dell’associazione ambientalista.

Ecco, a quegli operai vorrei dire un paio di cose.
Prima di tutto: si risaparmino lo slogan “andate a lavorare”. Non tanto perchè i ragazzi di Greenpeace stanno lavorando, dato che quelle azioni così rischiose di solito vengono fatte da professionisti, quanto perchè quello che stanno facendo è una cosa utile e importante per tutti, anche per gli operai che protestano contro. (Tralasciamo il disdicevole pregiudizio che solo chi fa qualcosa lavorando può fare del bene, chi lo fa per passione invece sbaglia, sempre).
Secondo: gli operai potrebbero anche riflettere un attimo sull’azione di Greenpeace, prima di rispondere a casaccio. Sugli striscioni infatti c’è scritto “Green job” ovvero lavori verdi: ovvero usciamo dalla crisi riconveretendo l’economia verso le energie rinnovabili e il rispetto dell’ambiente. Quindi più lavoro, non meno lavoro. Chissà cosa volevano dire invece alzando lo striscione dell’Enel con scritto “100% carbone pulito”. Sorvoliamo sull’ossimoro carbone pulito, degno di una poesia del Petrarca. A me vedere gli operai, che acriticamente, prendono le difese di quello che una volta si chiamava padrone, fa un po’ riflettere. Dov’è l’autonomia, dov’è l’indipendenza, dov’è la riflessione? Sembrano tanto i crumiri descritti in Cara moglie dal qui compianto Della Mea.

C’è poi l’aspetto della salute. Non si chiedono questi lavoratori se sia meglio lavorare in una centrale a carbone o in una centrale eolica, o fotovoltaica? E’ una cosa ininfluente questa?
E infine: è possibile che questi signori non desiderino per i loro figli un bel parco dove giocare, lontano dal’inquinamento e dalle malattie?
Dove vogliono fare giocare i loro figli, sotto una ciminiera? E’ questo il futuro che vorrebbero?


Sono sicure/2

febbraio 26, 2009

Pare sia stato risolto anche il problema delle scorie radioattive. Le manderanno a Lampedusa con degli scafi.


Sono sicure

febbraio 26, 2009

I problemi di sicurezza delle centrali nucleari sono risolti. Ci mandiamo le ronde.

p.s. lo so è banale, ma non ci potevo rinunciare.


Come innucleare la gente

febbraio 25, 2009

Francia e Italia siglano l’accordo per 4 nuovi centrali nucleari sul territorio italiano.

Perfetto esempio di come fare gli interessi di qualcuno, contro gli interessi della maggioranza dei cittadini. Sulla bufala del nucleare avevo già detto qualcosa qui.

Riprendo un paio di concetti cardine: 4 centrale nucleari sono un’inezia, produrranno qualche punto percentuale del fabbisogno energetico italiano. Ma non avremo solo la dipendenza dal combustibile fossile petrolio, bensì anche al dipendenza dal combustibile fossile uranio. Non avremmo nessun risparmio in bolletta, dato che nei costi del nucleare non si mette mai quello di dismissione delle centrali, che è come quello di costruzione. Quindi quando ci dicono che una centrale nucleare costa 10 noi dobbiamo sapere che in realtà costa 20, se tutto va bene.

Nel 2020 inzieremo a pagare multe perchè non abbiamo fatto niente per diminuire le emissioni di Co2, anche se abbiamo preso un accordo in questo senso (e già con Kyoto stiamo facendo una figura pessima: dovevamo diminuire le emissioni del 6% entro il 2012 e per ora siamo a più 12%. Bravi).

Se poi non bastasse lascio un paio di link per approfondire.

Ah già, e nessuno sa dove mettere le scorie.

P.S. Visto che bravo che non ho parlato nemmeno di sicurezza (anche se poi una battuta la faccio).


Considerazioni sarde

febbraio 17, 2009

Prima Cicchito, poi Gasparri hanno detto, con i proprio modi, che, alla luce dei risultati delle elezioni sarde Soru ha sbagliato ad attaccara il premier. In particolare Cicchitto afferma che:

“Soru aveva condotto una campagna elettorale tutta contro Berlusconi cercando di prendere due piccioni con una fava: ridiventare presidente della Regione e mettere un’ipoteca sulla leadership nazionale della sinistra, viste le difficolta’ di Veltroni […]. Non sembra che gli elettori abbiano condiviso questo attacco.

Forse io e Cicchito guardiamo dati diversi, ma se i dati in questione sono questi, allora è proprio il contrario di quello che dice Cicchitto. Soru, come persona, prende più del 4% rispetto ai partiti. Il dato del PD, il partito di Soru, è poi notevole: meno 11% rispetto alle politiche di 10 mesi fa. Come non leggere questo dato in un’unica direzione? Soru è stato premiato perchè rappresentava l’idea di un partito che conduce un’opposizione forte a Berlusconi, che non cerca accordi, mentre il partito è stato castigato per mille motivi, tra cui quello di voler fare un’opposizione all’acqua di rose.

In complesso male, malissimo per il centrosinsitra. La possibilità del voto disgiunto ha poi fatto si che l’Italia dei Valori sia cresciuta, ma senza boom (+1,2 rispetto all politiche), dimostrando come i voti di Di Pietro siano semplicemente proveniente dai delusi del PD. Rifondazione e PDCI crescono un po’, ma quando poi leggo l’interpretazione di Licandro (PDCI) rabbrividisco:

“Il dato del Pdci, che insieme a quello di Rifondazione, surclassa il dato complessivo dell’Arcobaleno, a dimostrazione del fatto che a sinistra una prospettiva c’è: l’unità dei comunisti”

Poichè in questa dichiarazione non c’è nussun legame fra premesse e conclusione, mi chiedo: ma quando è che si smetterà di interpretare il voto a proprio uso e consumo? Eppure l’errore del PD, di voler interpretra a tutti i costi il risultato di aprile come un successo, avrebbe dovuto insegnare.

La Sinistra, alla prima uscite elettorale non sfigura (considerando che gran parte dei vendoliani in Sardegna non sono – per ora-  usciti da Rifondazione). Di certo l’1,5% non può essere un risultato di pregio.

Questo per ora, nel frattempo che arrivi un Fioroni di turno a dire che con l’UDC si avrebbe vinto. Che è un po’ trattare gli elettori come quel gioco a cui si giocava da bambini con le forme a stella, quadrato e cerchio da inserire nei relativi buchi. Pensare la politica come un gioco di incastri, di somme da scuole elementari (4 bottoni più 4 bottoni).

Un’ultima considerazione sulla Sardegna: dal punto di vista ambientale è per me davvero brutto vedere come Cappellacci sia riuscito a trionfare in molti comuni sulle coste. Eppure il divieto di costruire a 2 km dal mare avrebbe dovuto essere una tutela per quei stupendi paesaggi che portano il turismo in Sardegna. Probabilmente invece il pensiero dominante è ancora quello di cementificare, costruire. Ma questo prima o poi si ritorcerà contro, e quei stupendi paesaggi rimaranno solo cartolina, devastati dal punto di vista territoriale, dell’inquinamento atmosferico e marittimo. E il turismo sparirà.

PS. Arriva ora la notizia che Mills è stato condannato per aver testimoniato il falso in due processi a Berlusconi. In un altro paese l’opposizione chiederebbe le dimissioni del premier. Ma qui con che coraggio, con che credibilità lo si farebbe?

PPS. Favoloso Spinoza di oggi. A partire dal titolo.


Striscia di Gas-a?

febbraio 1, 2009

La situazione a Gaza non è ancora tranquilla. Ma mentre si prova a far durare la tregua voglio tornare sull’offensiva del mese scorso.

Spesso le guerre scoppiano per questioni energetiche, non da ultima la guerra in Iraq. E allora perchè non pensare che anche questa guerra possa essere almeno in parte dettata da questioni energetiche, in particolare legate a un giacimento di gas? Qui vi lascio l’articolo di Quale energia. A voi le riflessioni.

Basta che non facciate come Sofri che continua ad affrontare l’argomento Palestina in maniera spocchiosa e dogmatica, riproponendo la solita logica: se non sei d’accordo con la politica del governo israeliano sei per forza un estremista che scende in piazza a bruciare le bandiere.

Complimenti per l’analisi politica.


La copertina dell’anno

gennaio 17, 2009