Un paese di atleti, nuotatrici e cestisti

agosto 27, 2009

Alla fine dell’estate mi concedo un altro post sullo sport (ma non solo), soprattutto su atletica e nuoto, con una piccola riflessione finale sul disatroso basket (il video è un amarcord: esattamente 5 anni fa)

Quest’estate ci sono stati due importanti campionati mondiali: quello di nuoto e quello di atletica. Per quanto riguarda il primo, la nazionale italiana ha dato il meglio di sè, con la Pellegrini superstar, ma anche con tante altre medaglie. La nazionale più forte di sempre. Viceversa, nell’atletica abbiamo dato il peggio di noi stessi. Ieri, per rimanere in tema repubblica ha intervistato Howe, che di certo non le manda a dire.

Ma insomma cos’è successo? La mi interpretazione è abbastanza banale: siamo un paese che ancora non è in grado di fare degli investimenti seri, in tutti i termini, nello sport. Non dico come gli Stati Uniti, l’Australia o la Cina, ma nemmeno come Germania e Francia. Non ne siamo capaci. Cerchiamo di tirare avanti grazie al calcio, a qualche fenomeno, ma altrimenti non siamo capaci di fare due cose contemporanemente. Cosa voglio dire? Presto detto.

Andate su Wikipedia e guardate cosa eravamo capaci di fare negli anni ’90 in atletica. Si, c’erano persone non italiane di nascita come Fiona May, mi direte. Ovvio, ma è perchè Fiona May si naturalizzò italiana proprio perchè sapeva che ci sarebbe stata una federazione che investiva su di lei. C’era tutto un mondo che oggi non c’è più: Panetta, Mori e prima di lui Ottoz, Lambruschini e Carosi, Antibo, la Martinez, Di Napoli, Benvenuti, i marciatori, insomma c’era una squadra. Cosa è successo, siamo improvvisamente diventati scarsi? Non credo. Credo semplicemento che lo sport italiano abbia abbandonato l’atletica per il nuoto, dove siamo diventati uno squadrone, ma dove negli anni ’90 se non fosse stato per la pallanuoto, non saremmo esistiti.

Un oro e due bronzi in totale nei mondiali del ’94 a Roma (di cui due medaglie, fra cui l’oro dalla pallanuoto).  2 ori 2 argenti 2 bronzi nei mondiali di atletica del ’95 linkati sopra. 4 ori 1 argento 5 bronzi nei mondiali di nuoto di quest’anno, 0 (zero) medaglie  nei mondiali di atletica 2009.

Non so quali siano le cause di questo cambio di tendenza. Forse le personalità dei campioni più o meno popoari. Forse dirigenti più o meno capaci. Sta di fatto che finchè non saremo capaci di essere squadre di livello in questi due sport che sono il re e la regina delle olimpiadi, ci sarà ancora da lavorare, per smuoverci dall’immagina di paese che tenta di campare, improvviasndo e tenatando di vivere alla giornata. L’arte di arrangiarsi.

Veniamo al basket. Qui c’è veramente poco da dire. C’è davvero da rimanere allibiti. Non sono un esperto e quindi non so dare motivazioni tecniche al disastro della nostra nazionale che non si è nemmeno qualificata per gli europei. Ora, va bene il cambio generazionale, va bene tutto. Ma 5 anni fa arrivavamo secondi alle Olimpiadi. Oggi siamo una nazionale di scarso livello. Colpa dei giocatori? A guardare la rosa ci si aspetterebbe il contrario, con due NBA e mezzo Bargnani e Belinelli più l’infortunato Gallinari.

Era davvero meglio quando avevamo una squadra operaia, con gente fuori di testa come Galanda o Pozzecco, gente che doveva essere rinchiusa nel villaggio olipico che sennò scappava a far serata e bersi pinte di birra, ma che con i tiri ignoranti di risultati ne portava, e tanti.


In fondo ero bravino

agosto 22, 2008

Alle superiori partecipai ai Giochi della gioventù nella marcia. Non ero male, tanto che arrivai ai nazionali, dove mi classificai decimo. Il punto è che decisi di non continuare con quello sport ai campionati provinciali, dove potevano gareggiare i tesserati, ma fuori classifica. Uno di questi tesserati infatti, un ragazzo più giovane di me di un paio d’anni, mi diede un disatacco così mostruoso che pensai, che se quelli erano gli agonisti, per me non c’era proprio storia. Quel ragazzo era Alex Schwazer.


La fantascienza

agosto 21, 2008

Quando accadono eventi storici è impossibile non omaggiarli. Usain Bolt ha realizzato qualcosa che ha conquistato il suo posto nella storia. Forse sarà dopato. Forse, ma il distacco che ha dato agli uomini più veloci del mondo fa pensare che, anche se fosse, non può essere solo doping. Bisogna essere dei mostri. E se davvero c’è qualcuno che l’ha dopato così tanto senza farsi beccare, allora si tratta del medico più geniale del mondo.  Malefico, ma geniale.