Decidere significa crescere

settembre 21, 2008

A meno di grandiosi colpi di scena, ovvero di proposte inarrivabili di costumi collettivi, stasera ho deciso che al prossimo carnevale mi vestirò da Ispettore Gadget.

Questo messaggio si autodistruggerà.

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Google come porta dimensionale

agosto 24, 2008

Esistono mondi paralleli. Uno può cercare di interessarsi a tutto, come il sottoscritto, di conoscere qualsiasi cosa, anche i meandri più torbidi della cultura popolare. Ma ogni tanto si trova a sbattere il naso contro la cruda realtà.

Se una domenica pomeriggio uno vuole fare 10 minuti di pausa con la chitarra, e gli viene la curiosità di cercare gli accordi di una canzone, cosa può fare se non cercarla su Google?
Scoperta: se si cerca “Sei ottavi” sul motore di ricerca più usato al mondo, il primo risultato è un gruppo “vocal swing” che ha partecipato a X-Factor. C’è un mondo parallelo al mio, fatto di persone per cui la musica è X-Factor, e non gli accordi di Sei ottavi. Prendiamone atto.


In fondo ero bravino

agosto 22, 2008

Alle superiori partecipai ai Giochi della gioventù nella marcia. Non ero male, tanto che arrivai ai nazionali, dove mi classificai decimo. Il punto è che decisi di non continuare con quello sport ai campionati provinciali, dove potevano gareggiare i tesserati, ma fuori classifica. Uno di questi tesserati infatti, un ragazzo più giovane di me di un paio d’anni, mi diede un disatacco così mostruoso che pensai, che se quelli erano gli agonisti, per me non c’era proprio storia. Quel ragazzo era Alex Schwazer.


Secondo me

giugno 21, 2008

Il cane più brutto del mondo dell’anno scorso era molto più brutto del cane più brutto del mondo di quest’anno.


All sounds made with guitar, drums, bass and vocals

giugno 15, 2008

Quando si sono sciolti era l’autunno dei miei 17 anni, e me lo disse Radio Sherwood, in un pomeriggio autunnale passato a giocare a Need for speed.
Ieri sera mi sono sentito un po’ a disagio. C’era mio fratello, che aveva addosso la maglia del Che stinta che mi regalarono quattro miei amici proprio quell’anno e proprio insieme alla cassetta (il budget era quello che era) di The battle of Los Angeles. Probabilmente gran parte della gente intorno a me, ieri sera, era alle medie, il giorno in cui è uscito The battle of Los Angeles.

Complice una piccola disavventura dovuta all’eccessiva violenza di qualche scalmanato, i miei ricordi legati alle prime due canzoni finiscono dove finisce questo video che ho ripescato su Youtube (uno dei mille che ha voluto testimoniare l’apparizione dei 4 vestiti di arancione e incappucciati in stile Guantanamo). Non so, perciò, se abbiano esordito presentadosi “We’re Rage Against The Machine, from Los Angeles, California”. Ma è probabile, ipotizzerei tra la prima e la seconda canzone.

In generale, concerto impeccabile. Ben suonato (cosa tutt’altro che prevista dal sottoscritto, che se non fosse per l’affetto e la copertina rivorrebbe indietro i soldi spesi per il Live at the Grand Olympic Auditorium), ben interpretato, addirittura fresco e originale, per essere la reunion di un gruppo fermo da 8 anni e che interpreta un genere morto e sepolto. Zack era in perfetta forma, ha reinterpretato in versione recitata Sleep now in the fire, ha infilato un lungo e appassionato sermone su Bush, Berlusconi e la necessità di scendere per le strade e abbattere il capitalismo (che Ale ha subito proposto di adottare come mozione congressuale) in mezzo a Wake up, ha fatto durare tantissimo Freedom, ha strillato empaticamente per un’oretta e mezza. Tom composto e preciso come al solito, dal vivo sembra meno imperturbabile e fa piacere. A un certo punto ha anche sfoggiato la vecchia Telecaster con scritto Sendero luminoso, e i vegliardi come me hanno goduto. Il Pazzo ha fatto il suo dovere e alzato il pugno quando era ora, Lo Zozzone ha addirittura accennato un (seppur breve e scolastico) assolo di batteria, per la serie ehi-in-questi-8-anni-ho-studiato-sapete. Gli stereotipi c’erano tutti, compresa l’enorme stella rossa su fondo nero. Non hanno fatto Take the power back, come ho scritto al bassista d’Oltremanica appena ho ripreso l’uso delle mani. Potrebbero aver fatto però Settle for nothing, anche se non ci giurerei perché si tratta di quei 10 minuti in cui la mia maggiore preoccupazione era respirare, trovato qualcosa di solido a cui appoggiarmi. Per il resto, tutto ciò che ci si aspettava, attaccando con Bombtrack e chiudendo con Killing in the name.

Segni di maturità: non ho comprato la maglietta con scritto The battle of Modena, e ho deciso che un’altra volta solo con l’accredito per il backstage. Mi fa male dappertutto. Ahia.


Progresso ovvero avere 17 anni nel 2008

marzo 12, 2008

L’hard disk di un mio amico (perché io non scarico illegalmente file protetti da diritto d’autore, ovviamente) è pieno di mp3 da 1 minuto, 1.03, 0.57, 1.24… Non così tanti, ma ci sono. Ogni tanto suo fratello se li mette nell’iPod e poi, dopo qualche giorno, protesta: “Che cazzo, hai le canzoni incomplete!”
Si tratta di canzoni scaricate tra il 2000 e il 2001, quando questo mio amico non aveva ancora fatto la maturità, suonava (male) la chitarra in un gruppo e utilizzava Napster. Per la precisione usava la versione Beta5, di Napster, quella che ha diffuso il p2p in gran parte dell’universo mondo. Allora, come molti spero ricordino, Internet era solo a 56k, e i download, una volta interrotti, non si potevano riprendere. Perciò capitava di stare una mezz’oretta attaccati al pc, tenendo occupato il telefono di casa, per scaricare, un fottuto kilobyte alla volta (4 quando andava bene), la canzone che il gruppo aveva deciso di fare e di cui il mio amico aveva bisogno di sentire almeno un paio di schitarrate. Fatalmente, ad un certo punto, il povero cristo da cui stava scaricando la canzone si staccava e andava a letto, nonostante gli imploranti messaggini in inglese che il mio amico gli mandava, e lui restavo coi suoi 57 secondi. Napster Beta9 introdusse la funzione “resume”, ma non funzionò mai: bisognava ribeccare on line esattamente lo stesso utente, circostanza probabile come un Veltroni che passa per la cruna di un ago.
Perciò il mio amico ci fece l’abitudine: in 57 secondi, spesso, ci stanno un’intera strofa e magari il ritornello. Poi il resto si improvvisa, una volta capito come funziona.

Passarono gli anni, il mio amico attraversò l’epoca di Gnutella, Kazaa, Morpheus, Soulseek, Emule. Ma se questo mio amico avesse un gruppo adesso sarebbe tutto diverso. Esiste Songza, motore di ricerca in grado di trovare (ma non di far scaricare, ovviamente) qualsiasi canzone disponibile on line, attingendo agli archivi di Youtube e di altri siti del genere. Si digita il nome, e la canzone parte, senza fatica. Sempre con la pappa pronta, ‘sti giovani d’oggi.


Che fare?

marzo 9, 2008

Cito Lenin, perché mi sento proprio l’uomo di fronte all’azione, in questo momento. Un topos filosofico vivente.  Ci sono volte in cui un uomo si trova in una situazione difficile. Ha un nemico inaspettato, davanti a sé, ed è costretto in qualche modo a farci i conti. Affrontarlo? Fare finta di niente? Morire, dormire, forse sognare?

In generale non ho paura dei ragni. A 6 anni li prendevo per una  zampetta e li mettevo nelle cartelle delle mie compagne di classe senza problemi. Ma quello che si sta arrampicando sul muro davanti alla mia scrivania è particolamente grosso. Tozzo, con le zampe corte, se mi avvicinassi forse lo vedrei anche peloso. A fare più impressione sono la velocità e la determinazione con cui ha affrontato la scalata, sotto i miei occhi. Aveva una missione da compiere, si vedeva. A volte ha esitato, sembrava fosse sul ponto di cadere all’indietro e spetasciarsi sulla tastiera del vecchio pc fisso, ma ha tenuto duro. Arrivato alla barriera della mensola, pochi istanti fa, ha girato a sinistra e ha proseguito per qualche centimetro. Ora si è fermato, lì, all’ombra. Non penso che dorma, probabilmente sta decidendo cosa fare. Magari mi guarda e io non lo vedo. Ma la tensione nell’aria è palpabile. Devo colpirlo o posso ignorarlo? Se facessi finta di niente, quante possibilità ci sono che mi distragga, magari mi addormenti con la bocca aperta e lui possa dar corso ai miei peggiori incubi? Possiamo coesistere pacificamente? Devo sferrare un attacco preventivo? In questa stanza c’è posto per tutti e due? Chi attaccherà per primo? Se dovessi soccombere nella battaglia, sappiate che vi ho voluto bene.