Inglesi cialtroni

maggio 9, 2009

Dal mio punto di vista, inserire delle variabili nei sondaggi, tipo riguardanti affluenza, dati storici, eccetera, è un modo per rendere i sondaggi più affidabili. Così stanno facendo gli inglesi di Predict, dando dei risultati molto diversi dai sondaggi italiani. Benissimo. Ma che tipo di credibilità può avere chi mette insieme la Lista Bonino alla Lista comunista?

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Però non siate preoccupati

gennaio 31, 2009

Ci sono momenti gravi. O, peggio, seri. Ci sono momenti in cui ci si chiede se sia più nobile sopportare le percosse e le ingiurie di una sorte atroce, oppure prendere le armi contro un mare di guai e, combattendo, annientarli.
Ci sono momenti in cui il nemico ti pare troppo grosso, troppo potente, troppo vicino, e soprattutto troppo oltre ogni livello di disonestà e scorrettezza si potesse immaginare.
Ci sono momenti in cui si vorrebbe mollare tutto, lasciarsi andare, arrendersi, aspettare le provinciali dell’anno prossimo, oppure ricorrere a qualsiasi bassezza (tradire un amico, vendere la propria madre, allearsi con Achille Occhetto e Ugo Intini).
In quei momenti, è bene rifarsi ai Maestri. Siamo nani sulle spalle di giganti, siamo figli che si perdono senza un padre a tenerli per mano, siamo dei pesci rossi in mezzo all’oceano, e abbiamo bisogno di un’antica corrente calda che ci indichi la rotta. Un Maestro.

Ecco, di fronte al vergognoso tentativo di quel mezzo ominicchio di Walter Veltroni, e di quei quattro poveracci senza vergogna che ancora hanno il coraggio di difenderne l’esistenza politica, di cancellare per legge la sinistra per annettersi manu militari quei consensi che con la politica sanno di non essere in grado di conquistare, io resto sereno. Niente barricate, niente disfattismi, niente accozzaglie impresentabili pur di accaparrarsi qualche poltrona, senza neanche sapere da che parte del meraviglioso emiciclo nuovo fiammante di Strasburgo si andrebbero a sedere i loro occupanti.

Restiamo calmi. Respiriamo profondamente. Rivogliamoci a un Maestro.


Ecco, Walter: prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr.
Non ci costringerai a fare il minestrone decaiffenato che piacerebbe a te. Il gioco è chiaro: siamo in emergenza, in uno stato di eccezione, e dovremmo ricorrere ad estremi rimedi. Far cadere tutte le amministrazioni locali, in modo da mostrare che ci mobilitiamo solo per le questioni elettorali. Oppure fare come te, un bell’ingrumone di ratatuie varie ed eventuali, in cui ogni colore e sapore si confonde in un unico odore di cibo da ospedale (scusa Simone). No, grazie. Sovrano è chi decide sullo stato di eccezione, e il sovrano, in casa nostra, non sei tu. Alle europee ci saremo, e daremo battaglia. E magari passeremo pure lo sbarramento, alla faccia tua. Oppure no, e ci riproveremo la prossima volta. Perché noi ci saremo ancora, la prossima volta. Sei tu che, dopo il 7 giugno, te ne andrai a pescare le trote, golpe o non golpe.

Non ti rimpiangeremo.


Timori

gennaio 30, 2009

Accordo sulla legge elettorale per le europee. Timori nel PD: “Con l’aria che tira non garantiamo di raggiungere lo sbarramento del 4%”.


Chi imbroglia e tradisce chi?

gennaio 10, 2009

È una questione di punti di vista.
Pd e Pdl stanno ricominciando a trattare una legge elettorale per le europee. L’operaziona ha scarse probabilità di riuscita, perché il tempo è poco. Ma del resto è sempre così: i partiti discutono variazioni alle leggi elettorali non quando ci sarebbe tutto il tempo di studiare un modello in grado di garantire l’espressione più efficace della volontà popolare, ma a ridosso delle elezioni, quando si accorgono che i sondaggi li danno in calo e tentano quindi di tappare il buco truccando le regole.

Nell’occasione, Pd e Pdl stanno esaminando per le europee il modello svedese e il modello belga.

I tecnici dei due schieramenti, con la tipica inventiva della politica italiana dei momenti di difficolta’, stanno lavorando a trovare una soluzione che accontenterebbe tutto il Pd e tutto il Pdl. Si sta studiando in particolare la legge elettorale in vigore in Svezia che mette si’ a disposizione dell’elettore la preferenza ma prevede che quest’ultima sovverta l’ordine di elezione dei candidati presenti nella lista decisa dal singolo partito solo se la somma delle preferenze raggiunge una certa quota percentuale.

Allo studio e’ anche il modello elettorale del Belgio, che prevede un calcolo tra voti espressi solo sul simbolo del partito e quelli espressi con l’uso della preferenza. Se i primi sono maggiori dei secondi, gli eletti sono stabiliti nell’ordine con cui compaiono nella lista del loro partito.

Soluzioni che Luca Sofri considera un imbroglio e un tradimento, dato che il Pd si era schierato pubblicamente per una legge che mantenesse le preferenze.
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