Ridateci Pizzul

giugno 27, 2008

Risulta praticamente impossibile astenersi da qualche commento sulla Rai alla fine degli Europei e con le Olimpiadi alle porte. Già nel 2006 la popolarità di Sky e la bravura di Caressa avevano surclassato la tv si stato (prova: scrivete Italia Germania su youtube, la partita più epica dello scorso mondiale, e troverete i video commentati da Caressa non certo da Civoli). Con questi Europei invece la Rai ha fatto tutto da sola.

Il collegamento saltato durante Turchia Germania può anche non essere colpa della Rai, ma si somma a certe altre chicche notevoli, fino a quando la misura è poi colma. Ieri9 in occasione del terzo goal della Spagna Civoli ha affermato “Fabregas avanza, al centro c’è Villa, goal!” solo che non era Villa, ma Guiza. Ci si può conofndere direte voi. Certo, ma se i due giocatori sono in campo, non se Villa è uscito 40 minuti prima. Non contenti di ciò Salvatore Bagni, che prima si era vantato di guardare 2, 3 partire a settimana del campionato russo (?) prova a commentare tecnicamente la bella azione spagnola: Fabregas è come un cavaliere che scendendo dall’ostacolo guarda già oltre. E vede Villa.” A’ ridaje. Ma almeno il commentatore tecnico conclude alla grande. “Hai visto, di ippica me ne intendo. Di calcio no, ma di ippica si.” Sicuramente la cosa più corretta che ha detto durante questi campionati.

Un’ultima cosa, riguardo Donadoni. Oggi Luca Soffri cita Gramellini il quale rende omaggio a Donadoni, dicendo che in fondo la differenza fra le nazionali di Lippi e Donadoni, è solo una questione di un rigore entrato o meno. Io credo che si debba essere onesti: si può dire che Donadoni si è comportato da signore senza dover per forza dire che la sua nazionale ha giocato bene.


Pagelle Italia – Spagna

giugno 22, 2008

La Spagna è molto meno irresistibile di quanto ci si potrebbe attendere, soprattutto al tiro, anche grazie all’impeccabile difesa italiana. Davanti a Chiellini, il disastro. Dopo mezz’ora siamo completamente nel pallone. Fisicamente non c’è storia. Con la Francia ci avevano salvate cuore e culo, stavolta mancano anche quelli.
Forza Russia, forza Hiddink.

Buffon: 7
Fa quello che deve fare, poi ai rigori fa un miracolo anche se ce ne vorrebbero due.

Zambrotta: 6
Partita sottotono, soffre Villa, poi all’80° si sveglia e più di una volta è bravo a metterci una pezza.

Panucci: 6
Impeccabile come il resto della difesa, unico reparto incolpevole.

Chiellini: 7,5
Questi europei sciagurati ci hanno regalato l’erede di Cannavaro. Anticipa tutti i palloni pericolosi, chiude su quelli insidiosi.

Grosso: 6,5
Avanza meno del solito, ed è un peccato perché quando lo fa è pungente. Una certezza averlo per primo ai rigori.

Ambrosini: 5
Un incontrista che non incontra, fa rimpiangere Gattuso in più di un’occasione.

Aquilani: 5
Chiude quando deve, ma è spesso in ritardo e in fase di costruzione combina poco. Forse paga l’inesperienza.

Perrotta: 4,5
Non c’è mai, perde palloni buoni. Si salva solo per una deviazione nel finale.

De Rossi: 5,5
In fase di copertura c’è, ma non si propone mai in avanti. E sbaglia il rigore potenzialmente decisivo.

Cassano: 5,5
Tanta buona volontà, all’inizio è l’unico a creare gioco, ma poi si perde nell’inconcludenza generale.

Toni: 4
Il voto è alto per tutte le attenuanti che possiamo concedergli: è solo e fuori condizione. Ma davvero non ne imbrocca una. Alcune papere sono  ingiustificabili.

Camoranesi: 6,5
Quando entra prova a creare un po’ di movimento, ma ormai è troppo tardi ed è comunque troppo solo in mezzo al campo. Pirlo dove sei?

Di Natale: 5
Entra quando ormai non c’è più un gioco in cui inserirsi e “tutti gli schemi sono saltati” (luogo comune doc). Calcia proprio male il rigore della verità.

Del Piero: sv
Donadoni lo mette dentro troppo tardi, solo per i rigori, e non fa neanche a tempo a tirare l’ultimo.

Donadoni: 4,5
Fa cambi scontati e troppo tardivi. Non legge la partita e non riesce a reagire. Aspetta gli ultimi minuti per mettere dentro Del Piero, e ai supplementari c’era bisogno di freschezza. Col senno di poi, perché aver portato via Quagliarella e Borriello, che mai sarebbero entrati al momento decisivo, e non un giocatore che bene o male al momento giusto c’è come Inzaghi?

Civoli: 5,5
Si fa poco notare, per sua e nostra fortuna.

Bagni: 1
Ma che bravo Buffon! è l’unica cosa che riesce a dire. Dopo 30 secondi dall’ingresso di Di Natale prova a sostenere che le cose sono già cambiate. Non prende 0 solo perché sappiamo che potrebbe fare di peggio. Imbarazzante. Mai più.

Berlusconi: 0
È tornato lui e la fortuna ricomincia a girare. Dopo l’11 settembre, lo tsunami e la Corea, un altro miracolo italiano.


Pagelle Italia – Francia

giugno 17, 2008

Italia Francia 2 a 0. Vittoria lussuriosa. Io ho guardato più l’Olanda che l’Italia, da buon italiano, ma provo comunque a fare le pagelle. Peccato per la Romania. Eh eh per la Francia.

Buffon: 7
Chiamato in causa risponde da par suo.

Zambrotta: 6
Miglioramenti rispetto alle scorse partite, non regala troppi palloni, ma non è ancora quello che vorremmo.

Panucci: 6,5
Sempre al posto giusto, governa la difesa da veterano. Mai in ritardo.

Chiellini: 6
Si vede poco, ma sbaglia poco.

Grosso: 6,5
Motorino in fascia. Talvolta poco lucido, ma splendida la punizione.

Gattuso: 6,5
Tanto cuore, qualche errore, ma c’è sempre.

Pirlo: 7
Senza di lui non ci sono piedi. L’ultimo quarto d’ora sembriamo l’Inter di Cuper (palla lunga e pedalare).

De Rossi: 7
Trascinatore, ogni tanto qualche leggerezza. Il gol è culo, ma ci vuole anche quello.

Perrotta: 5
L’ombra del campione del mondo e del trascinatore della Roma di quest’anno, sbaglia anche sotto rete. A settembre.

Cassano: 6,5
Generoso, gioca per la squadra, anche se alla fine combina poco. Nel bene e nel male, tutto il nostro gioco passa per i suoi piedi.

Toni: 5
Spiace dirlo, perché l’impegno c’è e la sfortuna è tanta. Ma è sempre in ritardo, e l’europeo non è la Bundesliga: è lì per segnare.

Ambrosini: 5,5
Mestierante, poco incisivo. La squadra guadagna ben poco dal suo ingresso.

Camoranesi: sv
Entra quando abbiamo già smesso di giocare e non lascia il segno.

Donadoni: 6,5
Lo spirito c’è, la squadra a tratti. In prospettiva spaventa la condizione fisica, soprattutto di alcuni (Toni e Perrotta su tutti).

Van Basten: 8
A giudicare dalle immagini non sembra convinto della vittoria della sua squadra, mai così forte neanche nei suoi sogni. Ma è lui l’idolo.

10 ad honorem a De Sanctis per il profetico annuncio del 2-0 olandese che gli è quasi costato il linciaggio.

Civoli: 4,5
Cerca di portare jella in ogni modo. Il mezzo punto è perché non ce l’ha fatta.

Bagni: 2,5
L’euforia della partita non lo grazia. Al 92′ discetta su una presunta qualità del nostro gioco. Impresentabile. Chiunque meglio, perfino Mazzola.


Siamo alle solite

giugno 17, 2008

Nulla di nuovo sotto il sole: L’Italia stasera si gioca la partita della vita e nel frattempo Berlusconi si fa le leggi ad personam.

Non a caso le fa in questo periodo: quando aveva i riflettori su di lui, dopo le elezioni, si è occupato delle cose più popuiste come sicurezza e rifiuti, ora che i riflettori sono sul calcio, lui pensa un po’ ai fatti suoi. Ma quaclosa potrebbe non andargli bene. Non mi riferisco a Veltroni che lancia strali, minacciando addirittura (udite udite!) la rottura del dialogo, terrorizzando Berlusconi. Mi riferisco all’eventuale eliminazione dell’Italia, che eliminirebbe la distrazione sociale pensata da Berlusconi. Salterebbe la logica del Panem e circenses insomma. Di certo non sarebbe un dramma per il nostro premier, ma forse la cosa lo infastidisce un po’: l’Itala non è nuova a usare lo sport come distarazione dai fatti politici: il caso più famoso è quando nel ’48, dopo l’attentato a Togliatti, Andreotti telefonò a Bartali per chiedergli di vincere un Tour già perso, per raffreddare così i bollenti animi che infiammavano l’Italia.

Chissà se Berlusconi oggi farà lo stesso. Ma lui non telefonerà a Donadani: telefonerà direttamente a Van Basten.


Pagelle Italia – Romania

giugno 13, 2008

Un’Italia con carattere le prova tutte, ma la palla non entra. Ora l’epica sfida con la Francia, dopo dieci anni si arricchisce di un nuovo capitolo (Olanda permettendo) .

Buffon 8: torna a essere il migliore portiere del mondo. Il problema è che i portiere formidabili oggi in campo erano due …

Zambrotta 4: non pensavo che Zambrotta potesse giocare così male per due parite consecutive. Quando va in spinta non combina nulla, in difesa, fino all’erroraccio era decente. MA quel colpo di testa è fatale.

Panucci 7: 35 anni ma ancora tanta voglia, difende, segna, recupera la palla in fondo alla rete e la riporta a centrocampo. Un gran trascinatore.

Chiellini 6,5: nel primo tempo ogni tanto gli attaccanti rumeni gli sfuggono, ma nel secondo tempo si rifà: gran tempismo e grande assist.

Grosso 7: all’inizio sembra il miglior GRosso del mondiale, poi ogni tanto cala, ma sostanzialmente è sempre presente sulla sua fascia.

Perrotta 5: assente, non combina nulla

Camoranesi 5,5: corre molto, a differenza di Perrota tocca tanti palloni, ma sbaglia davvero troppo

De Rossi 6,5: ne primo tempo decide di passeggiare anzichè correre, nel secondo migliora e sale in cattedra con un colpo do testa parato miracolosamente dal portiere rumeno.

Pirlo 5,5: alterna bei passaggi a brutti errori: non da un vero contributo alla squadra

Del Piero 5,5: doveva trascinare la squadra ma non ci riesce.

Toni 6: il voto potrebbe essere molto più alto, se dei mille colpi di testa almeno uno fosse entrato (e convalidato dall’arbitro)

Cassano 6,5: entra e ci prova. Gioca per la squadra.

Quagliarella S.V. Gioca troppo poco per poter far qualcosa

Ambrosini S.V. : idem come sopra, ma è difficile capire perchè Donadoni fa un cambio all’ottantacinquesimo.

Donadoni 6: la squadra non è eccezionale, ma almeno dimostra buona volontà. Ma l’Italia del mondiale è ben altra cosa. Dalla gente rimane comunque meno odiato di Bagni

Civoli & Bagni n.g.: ormai nessuno li scolta più. Dove ho visto la partita c’era gente che chiedeva il commento della radio.

Regia 5: di fatto si perde il goal di Mutu in diretta …

P.s. Una considerazione dopo la clamorosa batosta che l’Olanda rifila alla Francia. L’Italia ora si qualifica se vince contro la Francia e la Romania non vince contro un’Olanda già matematicamente prima. Sarebbe frustrante uscire al secondo europeo consecutivo per un risultato che non dipende da noi (ricordiamoci il biscotto di Danimarca – Svezia 2 a 2). Confido però nella voglia di giocare e di segnare dell’Olanda, che oggi al 91° sul 3 a 1 continuava ad attaccare. Speriamo continui a farlo anche contro la Romania.


Italia-Romania 1-1

giugno 13, 2008

Tutti i miei pensieri sono rivolti a lei. Con la più varia aggettivazione.


La nazionale non tradisce mai

giugno 11, 2008

A memoria non ricordavo di aver mai visto perdere la nazionale con un passivo così pesante. Sono dunque andato a vedermi da quanto tempo l’Italia non perdeva 3 a 0. Qui ho scoperto che era dal 15 ottobre 1983 che non perdevamo con un risultato di questo genere. Per la precisione con la Svezia, durante le qualificazioni agli Europei, quegli Europei che poi non ci videro parteciapare.

E allora tutto mi si è fatto più chiaro, che indipendentemente dalle dichiarazioni spavalde “abbiamo ancora fame” et similia, oggi come nell’83 avevamo appena vinto un Mondiale e quindi eravamo appagati, in fondo non ce ne fregava niente del resto, come dimostra la partita di lunedì.

Forse è proprio per questo che la nazionale italiana piace alla gente, come dimostrano i dati auditel: per quel suo essere uguale alla gente, per quel dover trasformare ogni normalità in emergenza, per dover iniziare a muoversi solo quando la merda è fino al collo, agli Europei come per la spazzatura di Napoli, dai Mondiali figli di Moggiopoli, all’emergenza energetica (dove non ci stiamo ancora muovendo e se lo faremo, lo faremo nella direzione sbagliata).

In conclusione vedremo cosa succederà venerdì contro la Romania. Sarebbe curioso se in questa ondata xenofoba e antirom a buttarci fuori dall’Europa che conta fosse proprio la Romania. Sarebbe curioso che questo accadesse proprio il giorno di Sant’Antonio, il Santo verso cui sono più devoti proprio gli zingari.

Oppure potrebbe vincere l’Italia, magari con un goal di Pirlo, che anche se è poco risaputo, anche lui è di origini zingare.