Nitto Palma, guarda qua

novembre 1, 2008

Come ci vedono gli altri?

ottobre 15, 2008

Questo era l’articolo sulla prima pagina della sezione “Europa” del New York Times di ieri, giusto per tornare a parlare un po’ di razzismo.


I preti son tutti comunisti

settembre 27, 2008

Qualche giorno fa avevo inziato un post, sulla manifestazione dell’estrema destra a Colonia. Poi l’ho lasciato lì. Non riuscivo a concluderlo. Oggi però lo riprendo, perchè ci sono un altro paio di questioni che si possono legare a  questo post.

Una è la questione delle bandiere della pace vietate a Verona. In queste situazioni, gli autori di questi vergognosi gesti, nella fattispecie la giunta Tosi, cercano di difenderesi, sostenendo, con argomentazione goffe, che in realtà non è come la stampa di sinistra vuol far credere ecc. ecc.

Dobbiamo evitare questo gioco. E dire come stanno le cose: hanno evitato di far esporre le bandiere della pace a dei preti (a dei preti, non a un centro sociale marxista lenista) perchè sono degli autoritari intolleranti. E se a un città come Verona piace il sindaco Tosi, se lo tenga, evitando che si candidi a governatore del Veneto e cercando dunque di limitare i danni.

L’altra questione, che ho letto su un giornale cartaceo e di cui purtroppo si trova poca documentazione in rete è una delibera del comune di Cento, in provincia di Ferrara, che ha vietato di intitolare i nomi delle strade a esponenti della sinistra. In particolare il tutto è fatto per eliminare via Gramsci. A fare una cosa simile in fondo ci aveva provato il sindaco di Alghero, vietando Bella Ciao durante lo scorso 25 aprile. Qualche settimana dopo si dimise, ma non per la faccenda Bella Ciao.

Ora dico. Gramsci può anche stare antipatico. Ma poichè 60 anni fa diverse parti politiche avevano fatto un accordo, e fra queste c’erano anche i comunisti, chi fa leggi di questo tipo, come Tosi o il comune di Cento, dovrebbero evitare di essere evasivi e dovrebbero spiegare ai cittadini di tutta Italia se loro si riconoscono o meno in quel patto. Perchè a me può stare antipatico De Gasperi o La Malfa o Nenni. Magati preferirei abitare in piazza Mazzini, piuttosto che in Via Cavour, ma qui siamo al delirio.

Una delle goffe argomentazioni di cui scrivevo poco fa, l’ha espressa una dei consiglieri padri dei questa proposta: “Nella Costituzione manca una condanna del comunismo. Non vorrei una via intitolata a Ciano, ma neanche una a Lenin” Certo che nella Costituzione manca una condanna del comunismo, visto che a scrivere la Costituzione c’erano anche i comunisti.

Ecco il problema dell’Italia oggi, uno dei principali mi sembra proprio questo. Che uno possa andare in giro a dire castronate simili senza vergongarsi.

P.S. Incollo qui sotto il post iniziale sulla manifestazione di Colonia.

Devo ancora capire bene, però fa riflettere che in una manifestazione contro i naziskin che si stanno riuniendo a Colonia, un gruppo di donne turche alzi uno striscione in cui c’è scritto: “Mai più fascismo” Fascismo, non nazismo. In Germania.

Mi vengono in mente due ipotesi al momento:

– in Germania hanno talmente eliminato dall’immaginario collettivo il nazismo che nessuno pensa più che si possa riverificare nella storia

– la scelta è molto più ragionata, e c’è una discreta paura che il fascismo, che per molti versi è stata una versione soft del nazismo

Sono due ipotesi opposto. Solo che sono ammissibili entrambe, visto che in Germania la condanna del nazismo è totale (leggersi le dichiarazioni del sindaco democristiano di Colonia e del questore relative alla manifestazione, per farsi un’idea), mentre in Italia ci sono ancora tanti che dicono che il fascismo in fondo non fu poi così male.


Prodi, spara ai fascisti

settembre 13, 2008

Se Romano Prodi avesse detto per scherzo che lui avrebbe sparato a un fascista ci sarebbe stato lo scandalo degli scandali con Galli della Loggia e Ostellino che dal Corriere avrebbero insinuato che non è così che si cerca la pacificazione nazionale. Sta di fatto però che i fascisti erano alleati di Hitler e. Invece i comunisti in Italia, insieme a democristiani e ai socialisti, insieme ad azionisti e liberali e a tanti altri, hanno scritto la nostra Costituzione.

I fascisti no. Eppure nessuno si scandalizza per un video come questo.


Caro naziskin

maggio 28, 2008

In riferimento a questa roba qua, ma anche in generale a questa qua, recupero un vecchio pezzo di Michele Serra da Cuore del 27 gennaio 1992.

Caro naziskin, io scrivere te con parole facili facili, così forse tu capire. Io leggo su giornali che tu essere ‘bestia’ e ‘belva’, ma io non credere. Io credere tu essere ignorante: e ignoranza è grande problema per tutti, anche per me. Perché persona ignorante è persona debole, e persona debole è persona che ha paura, e persona che ha paura è persona che diventa cattiva e aggressiva, e fa “bonk” con bastone su testa di poveraccio. Vere ‘bestie’ e ‘belve’ sono certi giornalisti (molti) e certa televisione (quasi tutta), che dicono stronzate così noi restare tutti ignoranti e potere resta in mano di potenti. Io vuole dire questo: se tu picchia un poveraccio, tu non dimostra tua forza. Tu dimostra tua debolezza e tua stupidità. Perché sua testa rotta non risolve tuo problema. Tuo problema è che tu vivere in periferia di merda, senza lavoro o con lavoro di merda. Tuo problema è che tu essere ultima ruota del carro. Allora tu volere diventare forte, e tu avere ragione. Ma nessuno diventa forte picchiando (quaranta contro due) due persone deboli. Se tu volere diventare forte, tu dovere ribellarti a tua debolezza. Tu dovere pensare. In tua crapa rapata esserci cervello. Tu allora usare cervello, non bastone. Tuo cervello avere bisogno di cibo, come tua pancia. Tu allora provare a parlare, a leggere, a chiederti perché tu vivere vita di merda. Questo essere: cultura. E cultura essere sola grande forza per migliorare uomo.
Io sapere: leggere essere molto faticoso. Pensare essere ancora più faticoso.
Molto più faticoso che gridare “negro di merda”, o “sporco ebreo”: gridare stronzate essere molto facile, basta vedere presidente skinhead Cossiga. Tutti essere capaci di insultare e odiare.
Me non importare niente se tu avere crapa rasata e scarponi: per me, tu potere anche metterti carciofo su testa e tatuare tue chiappe. Me importare che tu rispetta te stesso, tuo cervello e tua dignità, così forse tu impara anche a rispettare altri uomini. Se tu grida “sporco ebreo”, tu dovere almeno sapere cosa essere ebreo. E se tu sapere cosa essere ebreo, tu provare a chiederti come sarebbe bello se bruciassero in forno tua madre, tuo padre, tuoi fratelli, tuoi amici e te. Se tu comincia a fare domande, tu comincia a vincere. Domande essere come chiavi di macchina: basta una domanda per accendere motore e andare lontano.
Io molto preoccupato per te (e anche per testa di quelli che vuoi picchiare). Io preoccupato perché il potere, quando vede persone ignoranti e cattive, può fare due cose: metterti in prigione, e prigione è come immenso “bonk” su tua testa. Oppure servirsi di te come uno schiavo, mandarti a picchiare e torturare e bruciare mentre lui, intanto, vive in bella casa con bella macchina e bella figa. Vuoi essere libero? Tieni tua testa rapata, ma impara ad amare tuo cervello. Forza e potere abitano lì: dentro zucca, non sopra zucca. Ciao.


Esserci

maggio 16, 2008

Oggi malingut è qui.

P.S.
Anche un po’ qui. Ma solo quell’altro, l’ambientalista.


Descantabauchi

maggio 5, 2008

Così si dice, dalle mie parti, quando un bambino a cui è stato detto cento volte di non correre in bici sul ghiaino scivola e si sbuccia un ginocchio. Signfica “Sveglia, te l’avevamo detto, potevi pensarci prima, ora non lamentarti e impara per la prossima volta”.

Negli ultimi mesi alcuni, poco ascoltati, hanno denunciato fino alla sfinimento quello che stava succedendo in tutto il Veneto e in particolare a Verona. Qui e qui si possono trovare alcuni dei fatti più noti, almeno a livello locale, e delle denunce più allarmate. Un consigliere comunale di sinistra costantemente minacciato, suo figlio picchiato in pubblico, accoltellamenti, un sindaco (il leghista Flavio Tosi) che mette un neofascista a capo della lista civica che porta il suo nome, poi lo nomina all’Istituto per la storia della Resistenza e poi sfila in piazza insieme a lui e ai suoi camerati della Fiamma Tricolore. I segnali erano chiari, a volerli leggere, e alcuni l’hanno fatto: si voleva far capire a tutti che il Veneto, e in particolare Verona, è una terra aperta e tollerante nei confronti di ogni forma di squadrismo neofascista, che ai piedi dell’arena tutto è permesso, e che nessuno verrà punito.

In tutti i casi citati, i giornali hanno parlato genericamente di “rissa”, e i sedicenti democratici hanno dato del paranoico a chi segnalava il chiaro segno politico delle violenze. La stessa cosa si è ripetuta anche questa volta: solo quando è arrivata la tragedia si è iniziato a chiamare per nome (anche se con uno spreco di distinguo e condizionali che sarebbe bello vedere anche in altri casi) i colpevoli. Ma domenica, a tutta pagina, Repubblica parlava ancora di rissa, di città ferita, bla bla bla. Ecco, almeno adesso, rispiarmiateci questa solfa. Risparmiateci la città che si sveglia ferita e incredula di fronte ai suoi figli degeneri, risparmiateci Tosi che parla di “teppismo senza moventi politici”, risparmiateci anche il dolore ipocrita esibito da Veltroni, quando per mesi i suoi omologhi locali hanno cercato di sopire e troncare, convinti che denunciare i fascisti fosse una sterile provocazione. Ecco cosa succede, a lasciar stare, a sottovalutare, a “evitare le contrapposizioni”, cercando un’impossibile pacificazione buonista e procurando in realtà ai violenti un’impunità che non fa altro che incentivare altre violenze. Descantabauchi. Solo che non ce la caviamo con un ginocchio sbucciato, stavolta.