Il peggior articolo dall’anno

luglio 11, 2008

Ferdinando Camon, con questo articolo sulla faccenda di Federica Squarise si è aggiudicato il premio del peggior articolo dell’anno della stampa italiana.

Consiglio di leggerlo tutto per riuscire a comprendere quanti luoghi comuni è possibile racchiudere in cosi poche righe.

Tuttavia riporto alcuni passi sensazionali.

“Ragazzi come Federica. Come Meredith. I due casi sono molto simili. Due delitti notturni, in due ambienti goderecci, dove spadroneggiano i giovani, ambedue i casi vedono coinvolti ragazzi stranieri, in ambedue i casi il ragazzo straniero più coinvolto si rende uccel di bosco.”

Encomiabile la distinzione fra ragazzo italiano meno coinvolto e ragazzo straniero più coinvolto.

“Ma non è che la polizia spagnola si sia mossa bene e abbia fatto quel che doveva. Pensavamo: se il cadavere di Federica è stato trasportato di notte con un’auto, allora non può essere stato Victor, perché Victor era sospettato, la polizia non lo perdeva d’occhio. Ecco, è scappato, e mentre scrivo la polizia non sa dov’è. Non c’è da fidarsi di una polizia del genere.”

Infatti la polizia spagnola ha catturato il colpevole in poche ore, a differenza di quella italiana che proprio nel caso di Perugia ha prima arrestato un innocente e ha poi fatto scappare il colpevole, catturato grazie alla polizia tedesca.

“La miglior ricostruzione del delitto di Perugia per ora è questa: i tre, capeggiati da Amanda, erano strafatti e volevano un’orgia, Meredith era lucida e non ci stava, Amanda e il suo ragazzo l’hanno bloccata alle spalle, l’ivoriano l’ha violentata, poi l’ha zittita con una coltellata alla gola. Fosse stata strafatta anche Meredith, sarebbe ancora viva.”

Per la ricostruzione del delitto meglio del miglior modellino di Vespa. Da notare l’equivalenza: ubriaco = voglia di orgia.

“se bevi qualcosa al bar, mai perdere d’occhio il tuo bicchiere. Non fartelo consegnare da un amico conosciuto poco prima. Non sai più quel che bevi. Se quello sconosciuto ha delle mire su di te, si apre la strada con quel bicchiere. Le ragazze perbene, che a casa non si fanno neanche uno spinello, alla prima droghetta, bevuta senza saperlo, hanno reazioni pazzesche.”

Pensavo fosse Stefano Benni a scrivere.

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Cannibali, necrofili, deamicisiani e astuti

luglio 7, 2008

Federica Squarise è morta.

Pace all’anima sua.
Come già detto, forse se l’è cercata, forse no, chissà di chi è la colpa, sicuramente non sta a questo blog stabilirlo.

In merito a quanto si diceva qua, mi permetto di segnalare che nella giornata ieri sono arrivate in questo blog dai motori di ricerca 3 persone cercando federica squarise myspace, una federica squarise spaces live, una cognome ragazza padovana scomparsa in spagna, una ragazza scomparsa a barcellona myspace e anche una, commovente, federica squarise che fine ha fatto. Oggi è toccato a 2 myspace federica squarise, 2 federica squarise myspace, una “federica squarise facebook”, una cognome di federica la ragazza scomparsa una dove abita federica squarise e soprattutto una federica squarise fica.

Per carità, non voglio fare la morale a nessuno, uno vede la foto di una bella ragazza e ha tutto il diritto di apprezzare. Vorrei solo che ai giornalisti che si sono divertiti a raccontare la notte sex drug & rock’n’roll di Federica, tutta da dimostrare, diventasse improvvisamente piccolo piccolo l’affarino, già di per sé insignificante, che hanno in mezzo alle gambe. Giusto per adattarsi alle dimensioni della loro statura di professionisti e di uomini.

P.S.
Un discorso intelligente sulla privacy, qui.


Tira più un pelo di…

luglio 5, 2008

Il sesso funziona sempre, si sa. Quasi come la gioventù. I lettori italiani, soprattutto dei quotidiani on line, sono impiegati di mezza età avidi di letture torbide e carne fresca. Metti lì una bella ragazza, racconta che ha fatto un po’ di festa e ha scopato un po’ in giro, e gli accessi schizzeranno in alto come le erezioni dei suddetti lettori frustrati nei sogni delle loro insoddisfatte compagne.

Ma non basta, bisogna arricchire. Il caso di Meredith ce l’ha insegnato: la vita dei giovani italiani è torbida e dissoluta, basta giocare un po’ con i dettagli e la storia più normale diventa un romanzo d’appendice di fine ‘800.

E così Repubblica.it, raccontando della ragazza dell’Alta Padovana scomparsa a Barcellona, riesce a inserire le seguenti parole: gaudenti, bevute, canne (2 volte), sesso, fare l’amore, strafatta, sballa, alcool, ballare, spogliarello. Se si aggiunge il richiamo in prima pagina, abbiamo per la terza volta canne, e soprattutto un improbabile champagne (in Catalogna al massimo si berrà cava), che non c’entra niente ma fa tanto tabarin a Parigi nella belle epoque, che è più o meno l’epoca a cui è rimasto ancorato l’immaginario dei redattori di Repubblica.it.

Non so se ci rende conto del meccanismo: questa ragazza era in ferie con una sua amica, è uscita una sera a far festa, ha bevuto, si è fatta qualche canna e si è (addirittura) appartata con un tipo. Che storia originale, eh? Che vita dissoluta…

Non mi sto nascondendo dietro a un dito: la storia c’è, questa qui è scomparsa, è chiaro che la notte che ha passato prima di sparire sia importante e che quindi vada ricostruita. E se la notte è una notte di festa, peggio per lei. Che poi, probabilmente, sarà pure una ragazzina di provincia mai uscita da San Giorgio delle Pertiche che crede di poter fare la figa in Spagna solo perché è estate senza rendersi conto che non è al baretto di Arsego o di Villa del Conte e che quelli che rimorchia non sono ragazzotti del paese di cui tutti sanno vita, morte e miracoli. Insomma, a prescindere da come andrà (e ovviamente si spera che vada bene), questa qua può anche averci messo del suo. Non la conosco, anche se abita a pochi chilometri da casa mia.

Ma in ogni caso non merita questo. Non merita che i suoi genitori e tutto il paese leggano 3 volte su Repubblica.it che lei si fa le canne, né che si è appartata in spiaggia con il vitellone di turno. Mica dico che non vanno date le notizie. Dico che qui non si parla di notizie, ma di una degenerazione perversa e disgustosa dell’ossessione per la storia che pervade il giornalismo contemporaneo. Non è importante che qualcuno abbia davvero recuperato più dettagli possibile sull’ultima notte di Federica, magari il nome del locale è sbagliato e il ragazzo uruguaiano in realtà è di Canicattì. L’importante è che ci sia modo di imbastire un bel racconto, di far annusare al lettore annoiato e sessualmente frustrato di cui sopra un po’ di carnazza, un po’ di sudore salato da spiaggia, un po’ dell’aria da gioventù godereccia e spensierata che non ha mai respirato nella sua miserabile vita.

Non mi scandalizzo, nessuno si scandalizza: in Italia nessuno legge i giornali, bisogna inventarsi di tutto. E pure il sottoscritto, probabilmente, si sarebbe appassionato alla storia raccontata così, se non si trattasse di una persona che solo per caso non conosce, che molti intorno a lui conoscono e che condivide un ambiente che è, più o meno, il suo. Ma il caso è questo: tutta San Giorgio delle Pertiche, nonna Squarise compresa, sta leggendo che Federica si fa le canne e, ogni tanto, d’estate, quando le va, la dà via in libertà. Non c’è niente di male, sono d’accordo. Però se ci impegnassimo tutti a non farla sembrare miss depravazione 2008 ma una normalissima ventitreenne dell’Alta Padovana, sarebbe meglio. Magari ne nascerebbe un’Italia meno bigotta. Un’Italia in cui non è una notizia se è una ragazza beve un bicchiere di vino, si fa una canna o scopa in spiaggia. Barcellona, l’estate, le ferie… Ci si aspettava che studiasse meccanica quantistica?
Un cane ha morso un uomo, stop.