Che fare?

marzo 9, 2008

Cito Lenin, perché mi sento proprio l’uomo di fronte all’azione, in questo momento. Un topos filosofico vivente.  Ci sono volte in cui un uomo si trova in una situazione difficile. Ha un nemico inaspettato, davanti a sé, ed è costretto in qualche modo a farci i conti. Affrontarlo? Fare finta di niente? Morire, dormire, forse sognare?

In generale non ho paura dei ragni. A 6 anni li prendevo per una  zampetta e li mettevo nelle cartelle delle mie compagne di classe senza problemi. Ma quello che si sta arrampicando sul muro davanti alla mia scrivania è particolamente grosso. Tozzo, con le zampe corte, se mi avvicinassi forse lo vedrei anche peloso. A fare più impressione sono la velocità e la determinazione con cui ha affrontato la scalata, sotto i miei occhi. Aveva una missione da compiere, si vedeva. A volte ha esitato, sembrava fosse sul ponto di cadere all’indietro e spetasciarsi sulla tastiera del vecchio pc fisso, ma ha tenuto duro. Arrivato alla barriera della mensola, pochi istanti fa, ha girato a sinistra e ha proseguito per qualche centimetro. Ora si è fermato, lì, all’ombra. Non penso che dorma, probabilmente sta decidendo cosa fare. Magari mi guarda e io non lo vedo. Ma la tensione nell’aria è palpabile. Devo colpirlo o posso ignorarlo? Se facessi finta di niente, quante possibilità ci sono che mi distragga, magari mi addormenti con la bocca aperta e lui possa dar corso ai miei peggiori incubi? Possiamo coesistere pacificamente? Devo sferrare un attacco preventivo? In questa stanza c’è posto per tutti e due? Chi attaccherà per primo? Se dovessi soccombere nella battaglia, sappiate che vi ho voluto bene.

Annunci