Il popolo ha dato torto al comitato centrale, sciogliamo il popolo.

settembre 25, 2009

Sull’Unità è uscito un allucinante articolo di Ivan Scalfarotto che rende meglio di tante analisi politologiche l’idea della degenerazione democratica a cui è giunto questo paese. L’ineffabile Scalpha parte dalla constatazione che, nei congressi di circolo che si stanno tenendo in giro per l’Italia, la maggior parte degli iscritti al Pd sta votando Bersani.

Di fronte a questo dato, vi chiederete, cosa dirà Scalfarotto? Ammetterà che la candidatura di Marino non è dirompente come si aspettava? Farà autocritica su quella scelta? Oppure commenterà che il dato di Marino è comunque soddisfacente, che nessuno si aspettava potesse vincere e che in ogni caso così facendo si è affermata la presenza di un’area laica all’interno del Pd? Insomma: ci si aspetta che un dirigente di partito prenda atto della volontà della propria base e rifletta quindi sul ruolo proprio e della propria area all’interno di quel partito.

Niente di tutto questo: Scalfarotto decide che se gli iscritti del Pd non hanno votato il candidato Marino non significa che Marino non è il candidato giusto, ma che il Pd non ha gli iscritti giusti. C’è qualcosa di sporco nella strategia di Bersani, questo suo insistere sul ruolo degli iscritti gli dà un vantaggio indebiti nel conquistarsi i consensi di quegli iscritti. Capito? Perché la gara sia equa, tutti i candidati dovrebbero dire ai militanti del partito: “Mi fate schifo, se mi votate non conterete un cazzo”, evidentemente.

Il risultato dei congressi di circolo, scrive Scalfarotto, “scava un fossato tra iscritti e «società civile»”. Chiaro? Tu casalinga, tu operaio, tu insegnante elementare, tu pensionata, che vi siete presentati al congresso del vostro circolo a votare Pd. Voi non siete “società civile”. Voi siete “iscritti”. Siete apparato. Non dovete votare chi preferite. Dovete votare Marino. Altrimenti vuol dire che scavate un fossato nei confronti della società civile (e a questo punto, se neanche un semplice iscritto di base è società civile, vorrei capire che cazzo è questa società civile).

Il capolavoro è il paragrafo finale:

Non si spiegherebbe sennò come un candidato innovativo come Ignazio Marino possa arrivare facilmente al 34% dei voti nel centro di Milano, mentre a Torremaggiore, in provincia di Foggia, su 312 votanti 305 abbiano scelto Bersani, conuna percentuale che avrebbe fatto invidia all’Honecker dei tempi migliori.

Ma come?! Casalinga, operaio, insegnante, pensionata?! Non solo siete “iscritti” e non “società civile”. Siete pure terroni. Siete dei terroni di merda, lì a Torremaggiore, incapaci di capire, come avviene invece “nel centro di Milano” (nel centro, eh, perché da San Siro in poi si inizia già a puzzare), qual è il candidato più “innovativo”. Ma come, non avete ancora capito, iscritti terroni apparato che non siete altro? Non dovete votare chi preferite. Dovete votare chi interpreta meglio i bisogni della società civile, cioè di Scalfarotto. Non dovete votare il candidato migliore, quello che vi rappresenta di più. Dovete votare il più innovativo. Altrimenti non siete democratici. Siete il politburo della DDR.

Sissignore, l’ha detto Scalfarotto: far votare gli iscritti è da DDR. La stessa DDR che Brecht sfotteva nella frase che dà il titolo a questo post. Una frase che Ivan Scalfarotto, oggi, ha lungamente parafrasato sull’Unità. ‘sti giovani: partono liberal e finiscono subito nordcoreani.

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