Dei nodi che vengono al pettine

giugno 20, 2011

Per anni si è incensata la Lega della sua capacità di stare vicino al popolo, ma anche di governare. Ebbene, dopo anni anche queta bolla è esplosa. Forse si può fare il partito di lotta e di governo, non lo so, ma certo la corda va tirata fino a un certo punto.

L’immagine di ieri a Pontida, con il popolo che grida secessione e i notabili leghisti sul palco che un po’ danno la colpa all’enel, un po’ alle quote latte, mentre il sindaco di Monza se la ride mostrando la targa del nuovo ministero, segna davvero la fine di un’epoca. Qualsiasi cosa farà la Lega perderà voti. Perderà voti se continuerà a seguire Berlusconi, perchè verrà abbandonata dai duri e puri. Perderà voti se farà cadere il governo, perchè verrà abbandonata da quello che non è lo zoccolo duro e che vedeva nella Lega una speranza di efficienza in più.

Forse l’unica salvezza può essere la buona amministrazione di molti piccoli comuni. Ma a queto punto, con i vertici nazionali da anni ebbri di potere romano è difficile che non si trasformeranno in tante piccole liste civiche.

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