Io mai stato comunista

marzo 8, 2008

Può capitare di di vergognarsi delle proprie radici. E’ capitato ieri a Goffredo Bettini, coordinatore del PD, che mentre stava spiegando che da piccolo era comunista si è accorto che non poteva dire la parola “comunista” e allora ha pronuciato questa frase.”Leggendo l’Unità mi sono avvicinato al Parito, ehm, diciamo Comunista Italiano”.

Si certo, e tu sei coordinatore del Partito, ehm, diciamo Democratico.

ps: Cliccando qui potrete vedere l’intervista. Il fattaccio è avvenuto al minuto 12 e 10 secondi.


The untouchables

marzo 2, 2008

L’ho letto qui. Sembra che il rabbino capo di Bologna non abbia partecipato alla commemorazione di una strage nazista per protesta contro la presenza di Luisa Morgantini, parlamentare europea di Rifondazione Comunista da sempre impegnata a nella solidarietà al popolo palestinese.

Fin qui poco da dire: ognuno va alle manifestazioni a cui vuole andare. Mi dispiace che il rabbino capo di Bologna abbia così poca considerazione delle vittime del nazifascismo da subordinare il loro ricordo alle sue piccole beghe di partito, ma tant’è, questa è l’Italia.

Quelle che considero davvero aberranti sono le argomentazioni con cui Lucio Pardo, esponente non si sa a che titolo (dubito che rappresenti davvero qualcuno) della comunità ebraica bolognese, giustifica la scelta:

“Il Parlamento Europeo è libero di inviare chi vuole, anche Jean Marie Le Pen – ha affermato Lucio Pardo – Ma gli ebrei di Bologna sono altrettanto liberi di manifestare tutta la loro contrarietà verso chi nega agli israeliani il diritto alla vita. Noi non ci saremo. Crediamo fermamente nella democrazia e nella libertà come garanzia degli individui proprio come le persone che qui oggi vengono ricordate e che hanno speso la propria vita per assicurarla alla nostra nazione. Le critiche della Morgantini contro Israele sono a senso unico e delegittimano lo Stato d´Israele, e sono critiche che costituiscono le premesse per il suo annientamento. Chiunque rinneghi lo Stato d´Israele, rinnega la Shoà“.

Capito il ragionamento? C’è una serie di sillogismi allucinante: la Morgantini critica Israele “a senso unico”, senza rispettare un’improbabile par condicio della storia. Queste critiche delegittimano Israele (e noi che avevamo sempre pensato che criticare qualcuno volesse dire riconoscerlo) e addirittura “costituiscono le premesse per il suo annientamento”. Ripeto: sostiene che criticare Israele è una premessa per il suo annientamento. Come dire che, se vado in un ristorante e dico che la pasta è scotta, pongo le premesse perché quel ristorante sia abbattuto.
Il capolavoro è però l’ultima frase: criticare Israele significa rinnegarlo e quindi significa essere nazisti. Se un parlamentare è solidale con il popolo palestinese, non è degno di ricordare una strage nazista.

Non conosco Luisa Morgantini, ma qualsiasi cosa abbia detto o fatto, è certamente meno grave del delirio fascista dei suoi critici. Perciò piena solidarietà a Luisa Morgantini.

Update: Leggo su Wikipedia che Luisa Morgantini “ha ricevuto il premio per la pace delle donne in nero israeliane”. Insomma, in Israele sanno riconoscere chi è nemico del loro popolo e chi lavora per la pace. Speriamo si inizi ad impararlo anche in Italia.