Piove sul bagnato

luglio 17, 2008

Riccardo Riccò è stato trovato positivo all’Epo.
Non andremo a Pratonevoso, questo mi sembra chiaro.
Ma non stiamo male. Non siamo delusi. Non ci fa più nessun effetto.
Non piangiamo la fine di un campioncino, non rimpiangiamo il ciclismo eroico, non ci stracceremo le vesti invocando la pulizia in un ambiente che è sporco e tale resta. Ripeto: non ci fa più nessun effetto.
Non ci fa più nessun effetto più o meno da quel giorno lì.

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Ho visto la luce

luglio 13, 2008

Non voglio fare il Bulbarelli della situazione, come direbbe l’altro autore di questo blog. Ma oggi Riccardo Riccò, quello che a me piace perché è arrogante e antipatico come il suo ex capitano, ha fatto qualcosa di speciale. Nel modo in cui è andato via agli altri, nella forza con cui ha rilanciato lo scatto per diverse centinaia di metri, nella costanza con cui ha mantenuto velocità e distacco fino alla fine. Il ciclismo contemporaneo ci ha abituato ai colpi di scena, magari domani prende un quarto d’ora oppure lo trovano positivo da qualche parte, non ci stupiremmo neanche più.

Ma oggi, 13 luglio 2008, Riccardo Riccò, in salita, è l’uomo più forte del Tour de France.

E domani, Pau-Hautacam. La classica pirenaica, con tanto di Tourmalet in mezzo. La tappa in cui Armstrong ammazzava la corsa, di solito. Ma Armstrong non c’è più.


Tourmalet, Mount Ventoux, Peloton, Maillot Jaune, Laurent Jalabert

luglio 5, 2008

Quelle nel titolo sono praticamente tutte le parole che so in francese. E, del resto, quella che inizia su Rai 3 tra 4 minuti è l’unica cosa per cui quel dannato esagono abbia senso di esistere: il Tour de France.

La solita settimana di noia iniziale, ma poi qualcosa dovrebbe succedere. Come al Giro, del resto: è un momento talmente scarso che rischia di essere addirittura divertente. Riccò senza le paranoie della classifica e con Piepoli a fargli da chioccia potrebbe essere meno inutile che al Giro. Cunego ormai è stato talmente umiliato che inizia a essermi simpatico, e nell’inutilità generale potrebbe addirittura emergere. Valverde, Cadel Evans, Pereiro: i nomi dei favoriti sono oggettivamente ridicoli, ma questo c’è. I cronisti Rai ci svangheranno i maroni con l’ennesima grande-promessa-del-mezzogiorno-d-italia: dopo Totò Commesso, gli inguardabili Sgambelluri e Figueras e mille altri, quest’anno scommetto su Vincenzo Nibali. Resteranno a indugiare con la telecamera sull’immagine di lui che si stacca ad ogni salita, mentre davanti succede di tutto. Lo elogieranno per i suoi dignitosi piazzamenti e gli daranno l’appuntamento all’anno prossimo. Per i prossimi 15 anni. Il sottoscritto continua a solidarizzare con il povero Menchov e puntare sui fratelli Schleck, soprattutto il giovane, Andy.
Sia chiaro che se per caso Cunego fa il colpaccio, il cotenutario paga da bere a tutti.

P.S.
Yalp non va. Speriamo nello streaming Rai.