Paragoni

marzo 1, 2009

Dopo la disfatta di ieri la mia domanda è: Mallet come Veltroni? Se ne deve andare subito o dopo le europee, pardon, il 6 nazioni? Io dico che è uguale, anche se non so se Franceschini allena peggio.


About Piddì

febbraio 22, 2009

Franceschini eletto nuovo segretario del PD. E forse non poteva che essere così. All’assemblea nazionale del PD, dove erano presenti 1200 persone su circa 3000 (non bello per un partito il cui unico aggettivo è democratico) Franceschini è stato eletto con 1000 voti. Poteva andare diversamente? Probabilmente no, visto che il più accreditato per il ruolo di segretario, Ovvero D’Alema travestito da Bersani, ha ben pensato di non candidarsi in quanto il risultato era incerto.

Ma del resto è sempre stato così: sia le primarie che hanno eletto Veltroni, sia quelle che hanno scelto Prodi non sono state delle primarie, nemmeno delle ratifiche delle scelte delle segreterie, sono state delle manifestazioni politiche. Un po’ come dei cortei: le prime hanno portato Prodi al governo, le seconde lo hanno fatto cadere.

L’elezioni di Franceschini era però dal mio punto di vista l’unica cosa che potesse venire fuori dall’assemblea del PD. Non credo che sia una scelta efficace però. Qui un’ottima spiegazione del perchè.

I veri sconfitti in tutto ciò sono imille : avevano lo spazio per provare qualcosa, era la loro occasione e non ce l’hanno fatta. Forse non ci sarebbero riusciti, ma se non ci provi è sicuro che non ci riesci. Poi bloggare può anche essere utile, ma evidentemente non basta.

Ora invece tutti i dirigenti sono contenti, visto che si è ritrovata l’unità. Il punto è che forse il PD dovrebbe avere meno unità per essere efficace, dovrebbe liberarsi di qualche parte per non rimanere schiacciato dall’immobilità. O da una parte o dall’altra, ma deve scegliere. Scegliere può significare  – ad esempio – perdere Rutelli. Già, ma forse si recupererebbe qualche elettore.

P.S. Noto con piacere che nei commenti del blog di Sofri, straordinariamente aperti, si discute  – finalmente – di cosa vuol dire riformista. Per intenderci: facciamo la riforma della sanità in direzione di una sanità pubblica o privata? Facciamo la riforma del lavoro in direzione degli interessi delle aziende o dei lavoratori? Così per fare due esempi. A me questa cosa del riformismo a tutti i costi mi sembra la solita fanfonata che fa pari con la questione dell’unità o del nuovo (ad esempio: anche Capezzone è un volto nuovo della poltica? E allora?). La logica del ma anche non sembra sconfitta  E intanto, come cantava Vasco, si invecchia e si invocano le riforme. Ed era il 1978.


Fraintendimenti

febbraio 18, 2009

Veltroni: “Quello non è il partito che sognavo. Quello era il PDL”


Giusto per ricordare

agosto 3, 2008

Qui non se ne è parlato, ma credo che valga la pena ricordare l’indecente astenzione del PD sul caso Englaro.

Se Veltroni si comportasse almeno un minimo di come invece racconta, si sarebbe dimesso una ventina di volte.

E’ indifendibile: va a elezioni, le perde come mai si era visto prima. Spara la balla dell’autosuficienza e a trarne vantaggio è solo il partitino di Di Pietro. Viene preso in giro per mesi da Berlusconi sul dialogo. E si finisce col caso Englaro, e pensare che aveva scaricato la sinistra per evitare che ci fossero posizioni diverse sui singoli temi.

Credo che tutti coloro che fanno riferimento all’area de Imille, non possano più semplicemente lamentarsi, ma debbano chiedere le dimissioni di Veltroni, se tengono al loro partito.


Come meravigliarsi di ciò che si sa già

luglio 10, 2008

L’Italia è un Paese in cui la meraviglia è tanto più clamorosa, quanto è più conosciuto l’oggetto di tale meraviglia. In questi giorni due stupendi esempi ci vengono offerti dalla cronaca.

Uno è quello di di Veltroni che decide di rompere con Di Pietro, perchè scoperto dopo la manifestazione di piazza Navona troppo giustizialista, troppo grillino e troppo girotondista. Come se Veltroni non si fosse scelto Di Pietro come unico alleato proprio perchè troppo giustizialista, troppo grillino e troppo girotondista, proprio perchè sarebbe servito a recuperare i voti di coloro che sono troppo giustizialisti, troppo grillini e troppo girotondisti. (Tra parentesi: mi fa un po’ ridere Veltroni che spiega ai girotondi, considerati cinque anni fa erano i difensori della democrazia, che così si fanno i favori a Berlusconi, proprio lui ha servito a Berlusconi su un piatto d’argento tutto ciò che si poteva servire).

L’altro caso sensazionale è lo stupore di tutti, ma proprio tutti, di come il posto da ministro, Mara Carfagna, se lo sia guadagnato (udite udite!) con qualche favore sessuale. Una cosa che ha dell’incredibile. E tutti che si immaginvano che la Carfagna fosse lì per chissà qualo meriti. Con addirittura interventi pseudo femministi, come la Rodotà sul Corriere, che cerca di spiegare che in fondo non bisogna insultare la Carfagna, che tutto ciò non è colpa sua. Eh no, cara Rodotà, l’immagine del maschio bullo è complementare a quella della femmina gallina e se all Carfagna non si può farle una colpa solo perchè è stata soubrette, di sicuro si deve darle colpa di aver accettato un posto da ministro solo perchè è stata soubrette.

PS: E’ chiaro che questo blog esprime massima solidarietà a Sabina Guzzanti.